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1.1 Oggetto della Tesi di Laurea

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1.1 Oggetto della Tesi di Laurea

Obiettivi

L’obiettivo principale di questa primo capitolo è quello di fornire un quadro generale completo sulle biblioteche e sugli spazi per attività informatica e ricreativa rivolte ad un pubblico giovane, costituito da bambini e ragazzi, che ricercano uno spazio in cui leggere, divertirsi, creare, giocare ed incontrarsi.

Nella prima parte si pone l’attenzione sulla storia della tipologia, sulle linee evolutive che ne hanno caratterizzato lo sviluppo negli ultimi anni e sull’utenza, in modo da creare una discreta base informativa utile alla stesura del documento preliminare alla progettazione (Dpp) e alla progettazione stessa, che verranno sviluppati, in linea generale e in riferimento a un caso di studio specifico, nei capitoli seguenti. In particolare si intende presentare lo strumento della progettazione partecipata, che da alcuni anni è all’avanguardia nella realizzazione dei progetti mondiali, poiché coinvolge l’utente in prima persona permettendogli di esprimere e comunicare le proprie preferenze e aspettative nella creazione di uno spazio che abbia i requisiti per rispondere al meglio alle sue esigenze.

Nella seconda parte, invece, verranno presentati alcuni progetti

esemplificativi che sono stati ideati e sviluppati negli ultimi anni nei diversi

paesi europei ed extraeuropei, per rispondere alle nuove esigenze della

società e degli utenti. A conclusione del capitolo verranno analizzati a

grandi linee i risultati ottenuti nei vari paesi stranieri in seguito a sondaggi

statistici fatti al fine di ottenere un feedback dall’utenza. Questa verifica

costituisce l’ultimo elemento essenziale per una buona progettazione

partecipata, che mira a un miglioramento continuo delle strutture che siano

esse di nuova costruzione o semplicemente riorganizzate e ristrutturate, al

fine di conoscere l’impatto che esse hanno sul fruitore e in quale direzione

è necessario orientare la progettazione degli spazi futuri.

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Cenni storici e stato attuale

Il termine “biblioteca” deriva dalla parola greca composta biblìon che significa libro e théke, deposito, custodia. La biblioteca, infatti, è definita come “una raccolta organizzata e dinamica di libri e/o altri documenti, posti in un edificio specifico e tali da costituire una documentazione e un sistema di informazioni a uso degli utenti”

1

.

Storicamente l’esistenza di biblioteche è documentata, grazie a reperti archeologici, già nel XXI e XX sec. a.C., con il passare del tempo e l’evolversi della società, si assiste a un cambiamento radicale sia della strutturazione bibliotecaria che della tipologia del contenitore

2

.

Inizialmente, oltre a iscrizioni murarie che riportavano le leggi e la cultura di una città, nelle biblioteche venivano conservati rotoli di pergamena manoscritti che in alcuni casi, come nella famosa biblioteca di Alessandria (248 a.C.-47 a.C.), venivano addirittura diffusi mediante copisti.

Durante il II sec. nel mondo romano nacquero e si svilupparono le prime biblioteche pubbliche, ricordiamo la Biblioteca di Efeso e la Biblioteca di Timgad, come strumento per la diffusione e la conservazione della cultura imperiale, nonostante l’esiguo numero di potenziali utenti .

Figura 1.1 Biblioteca di Celso, Efeso (110 a.C. - 35 a.C.)

1 Manuale di progettazione edilizia – Fondamenti, strumenti e norme; Volume I: Tipologie e criteri di dimensionamento, Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1992

2Manuale di progettazione edilizia – Fondamenti, strumenti e norme; Volume I: Tipologie e criteri di dimensionamento, Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1992

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Nell’alto Medio Evo la profonda crisi del mondo occidentale relegò le biblioteche quasi esclusivamente nei monasteri e nelle cattedrali, dove i monaci conservavano i libri nel coro della chiesa o in una nicchia del chiostro.

Figura 1.2 Illustrazione di una libreria usata in un monastero

Solo con la rinascita carolingia e con l’espansione dei monasteri benedettini si formarono e si conservarono grandi raccolte librarie, tra le quali ricordiamo Bobbio, Pomposa, Montecassino, Cluny e San Gallo

3

.

Figura 1.3 Biblioteca della Cattedrale di Canterbury

3

AAVV, L’Enciclopedia Grolier, Milano, SCODE, 1980.

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L’importanza di queste biblioteche non era, però, paragonabile con quelle fiorite nello stesso periodo in area bizantina: Sinai, Monte Athos e Nicodemia

4

.

A partire dalla seconda metà del XII sec., con il sorgere delle grandi università nell’Europa Occidentale, l’istituzione della biblioteca rifiorì a tal punto da rendersi necessaria la sostituzione, alla vecchia concezione di biblioteca come deposito di libri e sala di copisti, di una nuova struttura in cui si aggiungeva anche la sala di lettura, divenuta indispensabile dato il numero sempre maggiore di lettori

5

. Questi prototipi di biblioteche presentavano una suddivisione interna a navate ispirata all’architettura ecclesiastica, i libri, alcuni disponibili per la sola consultazione, erano collocati all’interno di leggii in corrispondenza di alte finestre e in alcuni casi legati ad essi.

Figura 1.4 Sala lettura della Biblioteca Malatestiana, Cesena 1452

4

AAVV, L’Enciclopedia Grolier, Milano, SCODE, 1980.

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AAVV, L’Enciclopedia Grolier, Milano, SCODE, 1980.

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Figura 1.5 Particolare di un leggio nella Biblioteca Malatestiana, Cesena.

In epoca rinascimentale la sala di lettura subì alcune modifiche architettoniche che non andarono, però, ad intaccare le struttura funzionale e l’arredamento interno della biblioteca, che si evolverà solo alla fine del Cinquecento.

Per far fronte all’aumento numerico e alle mutate caratteristiche dei libri, infatti, gli ingombranti e limitati leggii vennero sostituiti da numerosi scaffali lungo le pareti, in grado di contenere un maggior numero di copie all’interno della stessa stanza.

Questo modello di biblioteca rimase, a grandi linee, inalterato fino all’inizio dell’Ottocento.

E’ importante sottolineare, tuttavia, che, l’esigenza di chiarezza e di ampliamento degli interessi, portarono, durante il Settecento, alla redazione dei primi cataloghi, alla sistemazione dei libri per materia e all’accumulo di nuovi libri di carattere scientifico e, con la soppressione di alcuni ordini religiosi, anche teologico

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.

6

AAVV, Enciclopedia Europea, Milano, Garzanti, 1976

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Figura 1.6 Biblioteca Antoniana, Padova

Nel XIX sec. le maggiori biblioteche esistenti diventarono di proprietà dello stato o di enti pubblici, questo portò alla redazione di leggi relative all’organizzazione e all’uso pubblico e ad un’uniformazione dei regolamenti

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, nonché a una riorganizzazione funzionale dello spazio interno.

Figura 1.7 Biblioteca del Monastero del Escorial, Madrid

7

AAVV, Enciclopedia Europea, Milano, Garzanti, 1976

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Le grandi biblioteche pubbliche dell’Ottocento, furono, infatti, progettate, su idea di Leopoldo Della Santa, operando una suddivisione funzionale in tre settori specifici: deposito, ufficio-catalogo e sala lettura.

Figura 1.8 Suddivisione funzionale della Biblioteca dell'ITIS L.Casale, Torino

Quest’ultima, indipendentemente dalla forma circolare, come quella prevista da S. Smoke per il British Museum, o quadrangolare, come quella della Biblioteca Nazionale di Parigi ideata da Labrouste, è pur sempre definita dalle alte scaffalature introdotte in epoca rinascimentale, che corrono lungo le pareti perimetrali della stanza.

Figura 1.9 Sala di lettura della Biblioteca del British Museum, Londra

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Figura 1.10 Sala di lettura della Biblioteca Nazionale di Parigi

La tripartizione proposta da Della Santa venne inizialmente contestata e rinnegata da Alvar Aalto, nel 1935 nella progettazione delle biblioteca di Viipuri

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, e in seguito messa in crisi negli ultimi anni del Novecento da tutti i progettisti che, fino a quel momento, erano rimasti legati all’adozione di un ordinamento spaziale a blocchi di funzioni separati.

Aalto, prediligendo un sistema integrato fra nuclei funzionali, si pone come precursore del concetto di biblioteca moderna, meno legata a un’impostazione rigida di definizione degli spazi, ma caratterizzata da funzioni di servizio per favorire l’uso del libro e non la semplice conservazione di tipo museale.

8Manuale di progettazione edilizia – Fondamenti, strumenti e norme; Volume I: Tipologie e criteri di dimensionamento, Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1992

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Figura 1.11 Biblioteca di Viipuri, Alvar Aalto

La rivoluzione tecnologica avvenuta negli anni ottanta e novanta del Novecento, con l’ingresso di internet nelle abitazioni private e la facilità di ottenere le informazioni direttamente a casa, aveva erroneamente preannunciato la scomparsa delle biblioteche pubbliche, che, al contrario, hanno fatto di questo elemento uno dei loro punti forza.

Figura 1.12 Biblioteca di Derecho, Madrid

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Nella società moderna, dinamica e in continua evoluzione, la biblioteca pubblica gioca un ruolo fondamentale come centro di informazione, cultura, comunicazione ed educazione, contribuendo, ogni giorno, allo sviluppo di una società democratica e volta ad assicurare ad ogni cittadino il diritto all’informazione sottoscritto nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

La biblioteca pubblica del XXI sec. non è più solo un luogo di conservazione in cui limitarsi a comprare o prendere in prestito qualcosa, ma ha una rilevanza sociale, è un ambiente piacevole dove le persone possono incontrarsi per un caffè, studiare, informarsi o prendere parte a laboratori che propongono attività specifiche in base all’età e alle esigenze degli utenti

9

.

Figura 1.13 Biblioteca di Manakau, Nuova Zelanda

“We should seeing libraries as places of free and shared exploration and learning via all media, a democratic space wherein to free your mind”,

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Maija Berndtson, A space for the future-Library buildings in the 21

st Century, in

“Scandinavian Public Library Quarterly, Vol.35, N°4, 2002.

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come lo definisce John Dolan, Capo del Birmingham Library Service

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. Nella mentalità moderna, la biblioteca è allo stesso tempo una scuola, una casa, un luogo di lavoro, una chiesa e un teatro; uno spazio civico molto importante in relazione alle tendenze sociali e demografiche del nostro tempo

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, uno spazio in cui le nuove forme della cittadinanza multi- culturale e la moralità di rispetto reciproco sono ricordate dall’alta qualità e dalla buona progettazione volte alla collettività. E’ importante inoltre ricordare che una delle caratteristiche principali della biblioteca pubblica è quella di essere un servizio per tutti (e non per i soli studiosi)

12

.

Figura 1.14 Laboratorio creativo per bambini, Bologna

In una atmosfera come questa, di continua evoluzione, risulta, quindi, importante evidenziare i cambiamenti fondamentali che hanno contribuito, negli ultimi dieci anni, a dare questa nuova identità alle biblioteche pubbliche.

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Ken Worpole, 21

st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and

RIBA, 2003

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Maija Berndtson, A space for the future-Library buildings in the 21

st Century, in

“Scandinavian Public Library Quarterly, Vol.35, N°4, 2002.

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Ken Worpole, 21st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and

RIBA, 2003

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• Il continuo aumento di giovani che scelgono di proseguire gli studi iscrivendosi all’università e il ritorno all’istruzione, anche da parte di chi aveva precedentemente interrotto la sua formazione, ha portato a un aumento degli spazi silenziosi e poco affollati, adatti allo studio, all’interno delle biblioteche pubbliche.

• La tendenza a formare “famiglie individuali” andando a vivere da soli, ha contribuito a dare alla biblioteca la nuova identità di luogo d’incontro, “the living room in the city”, come la chiamano gli Scandinavi, che si affianca a quella di centro di studio e consultazione e costituisce un’alternativa civile ed educativa alla realtà frenetica dei centri commerciali

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. Nell’arco della giornata, le biblioteche, organizzano corsi e manifestazioni aperte al pubblico proponendo un programma fitto e dettagliato agli utenti.

• La percentuale crescente di mobilità nei professionisti stranieri, operai assunti a contratto provenienti da altri paesi, di emigrati in cerca di asilo e turisti, che desiderano tenersi in contatto con familiari ed amici nei loro paesi d’origine, ha portato la biblioteca pubblica a riorganizzare la gestione delle sale informatiche, creando dei veri e propri spazi in cui l’utente può quotidianamente ricevere e spedire la propria posta elettronica.

• La tecnologia che avanza a grandi passi e la velocità di comunicazione grazie alla telefonia mobile e a internet, preoccupano ragionevolmente le biblioteche moderne, che, benché stiano al passo coi tempi usufruendo della tecnologia, continuano a puntare sul servizio di prestito e la popolarità dei libri come forma di cultura che non può essere sfidata in un futuro prossimo.

• La disponibilità a riconoscere che, nel mondo complesso delle informazioni in cui viviamo, il supporto di un esperto nella scelta di un oggetto che si intende comprare o un consulente che ci

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Ken Worpole, 21st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and

RIBA, 2003

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guidi nella gestione dei propri affari, aumenta notevolmente il valore di un’operazione o di un’attività. La nuova generazione dei bibliotecari, denominata “knowledge navigators”

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, non è più un gruppo di persone che riempiono gli scaffali e si limitano alla catalogazione dei volumi, ma un insieme di esperti che ricercano il contatto umano personale con l’utente al fine di aiutarlo e supportarlo nella scelta dei libri e nella fruizione dello spazio a disposizione.

• L’aumento di preoccupazioni legate alla sostenibilità ambientale:

le sostanze tossiche, la qualità del cibo, i rischi climatici; ha portato la popolazione alla continua ricerca di nuove informazioni, al fine di colmare le lacune culturali proprie della società contemporanea. In questo campo le biblioteche pubbliche hanno un ruolo importantissimo vista la grande quantità e la qualità di notizie certe che offrono.

• Nel campo economico, la minaccia che il settore privato ha proposto al tradizionale servizio delle biblioteche, con lo sviluppo di grandi centri commerciali dove è possibile acquistare libri e di servizi interattivi all’ufficio e a casa, si è momentaneamente arrestata, anche se si è evidenziato un calo di utenti, appartenenti a specifiche fasce d’età.

• Politicamente parlando, visto l’interesse crescente della popolazione verso il confronto interpersonale, la biblioteca si propone come centro in cui sono possibili nuove forme di dibattito, la creazione di newsgroups elettronici o altre forme di compartecipazione di opinione. Inoltre, la futura introduzione del voto elettronico, porterebbe alla biblioteca un ruolo centrale nella vita politica come centro di elaborazione dei risultati, minando la

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Ken Worpole, 21st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and

RIBA, 2003

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sua figura storica, politicamente neutrale, di luogo che fornisce un accesso indipendente e imparziale alle informazioni

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.

Alla luce di tutti questi cambiamenti e delle linee evolutive che le biblioteche hanno seguito per adattarsi al nuovo volto della società, risulta abbastanza semplice credere che questi spazi caratterizzeranno il nostro futuro.

Nel corso degli anni, infatti, le persone avranno bisogno di aggiornarsi, di imparare e perfezionare le proprie abilità, con la consapevolezza che la formazione è un processo di continuo adattamento e di autoeducazione

16

.

Nelle città del XXI sec. le biblioteche pubbliche sono, quindi, un elemento fondamentale da tenere in grande considerazione nella progettazione dei nuovi spazi urbani.

Bert van Meggelen afferma che una città è allo stesso tempo un oceano e un labirinto di storie e la biblioteca è l’incrocio per queste storie, la piazza dove vengono raccontate.

“A city is both an ocean and a labyrinth of storie; a city is its stories.

Official and semi-official, false ancd less false stories, poetic and prosaic, stories from te neighbourhood and the stories from afar, stories out the past that are important for the future and simply stories out the past, science-fiction and the other fantasy stories with an exclamation mark and stories with a question mark, critical and positive stories, nonconformist and popular stories, involved and cynical stories, gossip and still more gossip.

The library is the pubblic crossroads for these stories, the square where they are told, where they can be obtained, where you can hear them and where you can tell them, where you can pick them up and bring them back and where you can talk about them. The library is the place where the circulation of stories is the highest and at the same time the place

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Ken Worpole, 21st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and RIBA, 2003

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Ken Worpole, 21st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and

RIBA, 2003

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where they can slow down, where they can be remembered, in complete quiet be worked on, where speed can slow down”

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Ad oggi le biblioteche nascono e si sviluppano ovunque, nel centro storico, nelle proprietà residenziali di nuova costruzione, nei centri commerciali, ed è importante ricordare, che, benché l’involucro abbia un ruolo importante, la biblioteca è molto più che una semplice costruzione, è un modo di organizzazione e di riorganizzare l'accesso alla conoscenza e alle altre risorse culturali.

In Olanda, per esempio, nel Noord-Brabant ha avuto molto successo la BIbliotheque d’amis, sviluppata all’interno di Libraries 2040, un progetto per lo sviluppo delle biblioteche future.

Figura 1.15 Biblioteca d’Amis

La Bibliotheque d’amis ha visto persone più o meno famose aprire le loro biblioteche private alla comunità per la lettura e la discussione di testi preventivamente concordati

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.

17

Bert van Meggelen, Lost in pubblic paradise, an impression, in “Creating Public

Paradise”, Vereninging van Openbare Bibliotheken, Den Haag, 2004

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Andando ad analizzare l’involucro della biblioteca pubblica del XXI secolo, si può concludere che, in alcuni casi, un edificio di nuova costruzione potrà essere il modo migliore per creare nuovi servizi volti a soddisfare i bisogni mutevoli della società moderna; tuttavia, anche l’adattamento e il rinnovamento di edifici esistenti, può risultare ideale a tale scopo. Non esiste quindi una regola fissa, ma è importante ogni volta analizzare a fondo la realtà che caratterizza lo spazio.

Ponendo l’attenzione sulla progettazione, recenti studi sulle strutture esistenti hanno evidenziato i quattro elementi principali su cui si basa la biblioteca pubblica odierna.

Questi fattori chiave, tra cui il progettista dovrà trovare il giusto equilibrio, sono:

la gente, che comprende gli utenti che fruiscono all’interno dello spazio biblioteca e il personale di servizio che ogni giorno lavora all’interno della struttura o che lo frequenta sporadicamente a seconda dell’incarico affidatogli;

il programma delle attività e degli eventi organizzati dalla struttura per gli utenti,

i soci e collaboratori con cui è possibile una programmazione unitaria o semplicemente una collaborazione aperta per uno sviluppo unitario dei servizi volti alla cittadinanza;

il luogo della biblioteca in sé che comprende le aree adibite alle attività, agli incontri, le sale lettura, gli uffici e le zone adibite all’incontro tra fruitori

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.

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Maija Berndtson, A space for the future-Library buildings in the 21

st Century, in

“Scandinavian Public Library Quarterly, Vol.35, N°4, 2002.

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Ken Worpole, 21st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and

RIBA, 2003

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Figura 1.16 The virtuous circle

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Il risultato di questa progettazione con il “metodo dei quattro elementi”, chiamato da Ken Worpole “The virtuous circle”, è una fitta rete di legami tra strutture differenti che occupano lo stesso territorio.

I musei, gli archivi e le librerie collaborando possono rispondere al meglio alle esigenze del cittadino moderno, contribuendo a portare avanti il progetto che Worpole chiama “Inspiring Learning for All”

21

che prevede un crescita completa del cittadino cha dispone di tutti gli elementi e gli spazi per allagare al massimo i suoi orizzonti.

20

Ken Worpole, 21st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and RIBA, 2003

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Ken Worpole, 21st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and

RIBA, 2003

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Da questa analisi, risulta chiaro, che l'architettura e il progetto della biblioteca devono essere basate sulla realtà che le città stanno cambiando e si espandono, ed è quindi importante considerare la costruzione rispetto agli altri elementi chiave, abbandonando la sfida inutile di “rendere nuovo”, per evitare che le nuove strutture siano incapaci di soddisfare le esigenze odierne della cittadinanza.

La biblioteca moderna dovrà riflettere le priorità degli utenti, con particolare attenzione ai conflitti che possono nascere dalla diversità di esigenze legate alle fasce d’età, dovrà essere ospitale come una casa, stimolare il fruitore ad esplorare altri mondi attraverso i libri ed essere organizzata nella ripartizione degli spazi e dei tempi.

Figura 1.17 Biblioteca pubblica di Fishers, Indiana

Per quanto riguarda il luogo è importante ricordare la rilevanza che hanno i luoghi d’incontro posti all’esterno dell’involucro: scalinate, piazze antistanti l’ingresso, giardini

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; dove le persone possano incontrarsi, rilassarsi e chiacchierare durante i momenti di pausa e dove i bambini possono giocare ed esplorare.

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Ken Worpole, 21st Century Libraries: changing forms changing futures,CABE and

RIBA, 2003

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Figura 1.18 Patio della Biblioteca dell’Università di Cincinnati

Essi non sono, però, meno importanti degli spazi interni, che, allo stesso tempo devono essere accoglienti e facilmente leggibili per favorire l’affluenza dei fruitori e aumentare la vivibilità dell’ambiente.

Figura 1.19 Ingresso della Biblioteca Universitaria di Downtown

Sebbene la biblioteca sia, per sua natura, un luogo pieno di riferimenti e

indicazioni utili alla catalogazione e alla gestione degli spazi, infatti,

questi dovranno essere semplici ed immediati senza confondere o

depistare il fruitore.

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Figura 1.20 Ingresso di una biblioteca pubblica

Il lettore muovendosi all’interno della biblioteca dovrà sentirsi a proprio agio e libero di vivere lo spazio che è stato progettato per lui: questa semplicità di interpretazione dell’ambiente insieme all’arredamento contribuirà ad aumentare le visite del pubblico attribuendo importanza e familiarità allo spazio biblioteca

Figura 1.21 Area per i bambini nella Biblioteca di Goito, Mantova

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Linee evolutive

In questo clima di continuo cambiamento della società moderna, però, le biblioteche rivolte ad un pubblico adulto, non sono le uniche a cambiare per adattarsi alle esigenze dell’utenza; anche le biblioteche per ragazzi stanno cambiando e si stanno riorganizzando.

Il primo obiettivo del Manifesto Unisco sulle biblioteche pubbliche del 1994 afferma: “Creare e rafforzare nei ragazzi l’abitudine alla lettura fin dalla tenera età”, al punto 4 il Manifesto continua indicando come compito prioritario “Stimolare l’immaginazione e la creatività dei ragazzi giovani” e “Sostenere tutti i programmi di alfabetizzazione rivolti a tutte le età”

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.

Figura 1.22 The Ormone Library

Questa presa di coscienza da parte dell’organizzazione è molto importante, anche perché introduce un elemento di uguaglianza tra le famiglie e combatte l’emarginazione sociale. Per i bambini che provengono da famiglie a basso reddito la biblioteca è l’unico luogo dove si può avviare un rapporto con i libri, i giornali o il computer, l’accesso a

23

Antonella Agnoli, Bambini in Biblioteca, in “Cittadini in crescita”, Anno I, N° 2-3,

Firenze 2000

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questo materiale culturale rappresenta l’unica possibilità per i giovani di sottrarsi alla povertà di nascita.

Nel Concept Book per la realizzazione della nuova biblioteca pubblica a Seattle, inaugurata nel 2004, un architetto di Rotterdam, Rem Koolhaas scrisse quanto segue:

“Libraries, and with them perhaps prisons, represent the last undisputed moral universe: thet of communal facilities for “respectable” (or indispensabile) activities...

The library’s moral righteousness is closely linked to the value of books:

libraries are their keeps, librarian their guards.

Figura 1.23 Biblioteca Pubblica di Seattle

As other information media emerge and find favour, libraries seem to be

coming under siege, as if they were fortresses at risk of being captured

by potential enemies. If you look at it like that, alla things elettronic are

considered barbaric. Their ubiquity and uncontrollable accessibility seem

to stand for a loss of control, depth, tradition and civilisation. In

response, the language of libraries has become moralistic and

defensive. Either implicitly or explicitly, when referring to their mission,

their social responsabilities or their values, the rhetoric their use has an

air of superiority about it...Because libraries place so much emphasis on

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a certain form af erudition, they have become blinded towards ohter forms of learning that are emerging and becoming so dominant in our culture, notably the efficiency, and the pleasure, the visual intelligence.

New libraries are not reinventing the traditional institute, they are not modernising it even-they are giving it a facelift.”

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In questo scritto, R. Koolhaas riassume a pieno il concetto che sta alla base della nuova identità che le biblioteche stanno acquistando negli ultimi anni, i progetti futuri non saranno più un modo per contribuire alla modernizzazione e al progresso, ma una riorganizzazione dei pensieri e dei ricordi collettivi della società.

Come scrive Italo Calvino:

“Non è vero che non ricordo nulla: le mie memorie sono ancora là, nascosti nei grigi grovigli del mio cervello, negli umidi banchi di sabbia posatisi sopra il letto del fiume dei miei pensieri”

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Ogni persona, infatti, ha un grande bagaglio culturale che si porta dietro e che può condividere con gli altri se solo gliene viene data l’occasione.

Koolhaas paragona le biblioteche a prigioni in cui le raccolte di libri sono i detenuti e i bibliotecari le guardie, e afferma, che, nella società di oggi, esse sono viste come fortezze che cercano di difendersi dall’attacco del nemico. Il nemico in questione, non è altro che la tecnologia moderna, internet; secondo Koolhaas le biblioteche fino ad oggi erano cieche e chiuse nei confronti dei nuovi mezzi di informazione. Con l’integrazione della rete informatica nei sistemi di catalogazione e con la creazione di nuovi spazi adibiti all’utilizzo dei terminali, la biblioteca pubblica è diventata un portale che offre ampie possibilità di comunicazione e molti stimoli in più ai fruitori.

E’ importante tenere presente che le biblioteche mantengono, comunque, il monopolio della cultura e della saggezze e che questo costituisce il punto di partenza per capire le linee evolutive attuali

26

.

24

R.Bruijzeels, N.van Tiggelen, Bibliotheken 2040, NBLC Vereninging van Openbare Bibliotheken, Den Haag, 2001

25

Italo Calvino

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Nella progettazione tradizionale l’utente è visto come un “cliente” che si pone delle “domande” a cui la biblioteche danno una “risposta”, al contrario, nelle biblioteche moderne, il punto di partenza per l’organizzazione e la gestione dei servizi a disposizione dell’utenza sono gli interessi del fruitore.

Alla luce di tutto questo, la realtà che, nella maggior parte dei casi, le biblioteche rivolte ai più piccoli appaiano come biblioteche per adulti in miniatura

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, perde completamente di significato.

Nella visione moderna di questi spazi, infatti, si cerca di porre al centro della progettazione l’idea, il talento e l’interesse del bambino, piuttosto che l’estetica dell’ambiente.

Uno dei punti di partenza per lo sviluppo di questo nuovo concetto di biblioteca è la presa di coscienza, come accade anche per gli spazi destinati agli adulti, che la biblioteca fisica e quella digitale si debbano unire, integrandosi per formare un'unica entità. Questa necessità nasce dalla consapevolezza che i bambini vedono il mondo in maniera differente a seconda dei talenti e degli interessi che hanno, e che la biblioteca deve essere uno spazio che non si limita ad attrarre bambini che amano i libri e la lettura, ma uno spazio aperto e interessante

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. A tale riguardo ci riferiamo alla teoria di Howard Gardner delle intelligenze multiple: secondo questa teoria esistono varie forme di intelligenza, la predisposizione ad una di queste intelligenze porta all’individuazione dei talenti caratteristici di una persona. I diversi tipi di intelligenza sono:

• Verbale-linguistica. Un bambino con questa predisposizione è portato per il linguaggio, gli piace leggere, scrivere, ascoltare e parlare.

• Logico-matematica. Ad un bambino con un’intelligenza logico- matematica sviluppata, piace risolvere problemi e creare

26

R.Bruijzeels, N.van Tiggelen, Bibliotheken 2040, NBLC Vereninging van Openbare Bibliotheken, Den Haag, 2001

27

R.Bruijzeels, N.van Tiggelen, Bibliotheken 2040, NBLC Vereninging van Openbare Bibliotheken, Den Haag, 2001

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N.van Tiggelen, Children make blueprint of a new youth library, in

“BibliotheekBlad”, Vol.19, 2003

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relazioni con gli altri; gli piace sperimentare, calcolare, gli piacciono i numeri, i simboli e la logica.

• Visuale-spaziale. Un bambino che ha questa intelligenza predominate sulle altre, è un bambino che ama disegnare, colorare, combinare e incastrare gli oggetti, e spesso ha un grande senso dell’orientamento.

• Musicale-ritmica. Un bambino con questo tipo di intelligenza sviluppata ha un grande senso del ritmo, ama ascoltare e fare ogni tipo di musica.

• Fisica-cinestetica. La presenza predominante di questa intelligenza porta un bambino ad amare lo sport e qualsiasi tipo di attività fisica.

• Naturalistica. Un bambino con un grande senso naturalistico, ha un fortissimo interessa per le piante, gli animali, i paesaggi e i fenomeni naturali (il tempo, il clima, le stelle, etc).

• Interpersonale. Un bambino con un forte carattere interpersonale è un bambino a cui piace stare e lavorare con gli altri, che si preoccupa e impara con loro; possiede una sensibilità particolare per i bisogni e i sentimenti altrui e entra facilmente in sintonia con chi gli sta intorno.

• Esistenziale. Un bambino con una forte intelligenza esistenziale, è capace di riflettere su concetti astratti, ama la filosofia, la religione, le regole sociali e l’arte.

Una volta individuata l’intelligenza caratteristica del bambino che si ha di fronte, sarà più facile conquistare la sua attenzione e stuzzicare la sua curiosità, sarà possibile proporgli di esplorare il mondo, informarsi e comunicare con chi gli sta intorno, nel modo che per lui è più semplice ed interessante.

29

Con questa consapevolezza, le biblioteche hanno a loro disposizione la possibilità di colpire e affascinare il bambino facendosi guidare dai suoi talenti e dalle sue predisposizioni; in questo

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N.van Tiggelen, Children make blueprint of a new youth library, in

“BibliotheekBlad”, Vol.19, 2003

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modo, con il minimo sforzo, possono contribuire alla loro crescita e alla loro formazione costituendo un punto di riferimento nel labirinto dell’informazione e della comunicazione.

Allo stesso tempo, l’ampia varietà di talenti che possono essere presenti all’interno della stessa biblioteca, costituiscono il miglior mezzo di insegnamento possibile. I bambini, infatti, condividendo con gli altri le impressioni sui libri letti e sulle cose che hanno imparato nel modo che gli è più congeniale e che meglio si addice alle loro predisposizioni naturali, risultano più aperti al confronto, alla condivisione e all’ascolto.

Per rendere possibile questo clima di educazione reciproca, risultano molto importanti i laboratori e le attività di gruppo, che permettono di approfondire la conoscenza tra i fruitori e rafforzano il clima “familiare” e comunitario che fa sentire a proprio agio il bambino.

Figura 1.24 Sala lettura di una Biblioteca Pubblica

Questa attenzione all’utente, che negli ultimi anni è diventato il centro della progettazione, traduce il pensiero di Rita Baptist che scrive:

“Then children would take on the role of information producer in the

library. Consumers would become producers and readers would become

writers. Libraries should be idea factories for children, helping to

transform their ideas into symbols and actions. Libraries are education

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partners in a learning society. Children find inspiration in other children and we should tap into that.”

30

Ponendo l’attenzione sulle biblioteche per ragazzi e bambini, è facile rendersi conto che, come già accennato in precedenza, nella maggior parte dei casi, esse appaiono come repliche di quelle progettate per gli adulti, sia nel modo in cui sono organizzate, che nell’arredamento (gli scaffali, i tavoli e le sedie) e nei colori che caratterizzano lo spazio.

Alcune attività sperimentali svolte nei paesi stranieri negli ultimi anni hanno dimostrato che ai bambini non piacciono questi ambienti che , ai loro occhi, risultano freddi e demotivanti, come spiega un bambino a cui è stato chiesto di esprimere la propria opinione riguardo all’arredamento della biblioteca che frequenta:

“We’ve got these metal bookcases in this library. They’re cold to touch and that isn’t nice for the smaller kids either. It would be great if the books were in cases shaped like funny figures

”.31

Figura 1.25 Sala lettura Biblioteca Pubblica di Goito, Mantova

30

Rita Baptiste, Children make blueprint of a new youth library, in “BibliotheekBlad”, Vol.19, 2003

31

N.van Tiggelen, Children make blueprint of a new youth library, in

“BibliotheekBlad”, Vol.19, 2003

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Questo dimostra l’importanza e l’influenza che tali elementi hanno sui bambini e sul loro modo di percepire lo spazio che li circonda. Allo stesso tempo bisogna rendersi conto che gli adulti, che fino ad oggi hanno condiviso un’unica cultura letteraria con i ragazzi, non sono le persone più indicate per progettare gli spazi destinati ai più piccoli. Negli ultimi anni, infatti, con la trasformazione digitale della società anche il modo di pensare, di immaginare e di catalogare le informazioni dei ragazzi è cambiato, facendoli allontanare sempre di più dalla visione degli adulti. Questa presa di coscienza porta alla conclusione che le biblioteche pubbliche per bambini e ragazzi dovrebbero essere create

“da” e “insieme a” loro, dandogli la possibilità di essere protagonisti dei cambiamenti che ritengono necessari, educandoli a fare delle scelte consapevoli per la creazione di uno spazio che ha come unico scopo quello di soddisfare le loro esigenze.

Figura 1.26 Ingresso all'area riservata ai bambini in una biblioteca pubblica

(29)

A sostegno di questa tesi si riportano di seguito i risultati di due laboratori sperimentali, di natura diversa, che hanno dato la possibilità a dei bambini di esprimere la propria opinione.

Dal primo, ideato da Rita Baptiste per i bambini della biblioteca di Heerhugowaard

32

, è emerso, a seguito delle interviste svolte durante l’attività, che i bambini vorrebbero spazi per rilassarsi, per scoprire e vivere l’avventura, per creare e socializzare, che stimolino la fantasia e stuzzichino l’interesse.

“A stimulating place, that’s a place you really want to know something about. For example, a chest with lots of locks. You might come more often just to get that stimulating feeling.”

33

Figura 1.27 Struttura flessibile per sala lettura

Vorrebbero un posto dove sentirsi a casa, che, grazie a cartelli semplici e leggibili, sia facile da trovare e ben organizzato attorno a punti di riferimento fissi.

32

N.van Tiggelen, Children make blueprint of a new youth library, in

“BibliotheekBlad”, Vol.19, 2003

33

R.Bruijzeels, N.van Tiggelen, Bibliotheken 2040, NBLC Vereninging van Openbare

Bibliotheken, Den Haag, 2001

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‘The books should be arranged from easy to difficult, depending on your age. Children will be given a pass on which it says how long they can stay in the library and how long they’re allowed to surf the Internet.’

34

Figura 1.28 Sala lettura della Biblioteca Pubblica di New Lenox

Infine, come evidenziano le parole sotto riportate, i bambini si sono dimostrati molto sensibili ai colori e alla sensazione che ricevono dal contatto con i diversi materiali

‘A corner with romantic books should be red and pink, the creepy books should be in a black corner and the area with adventure books should be painted in dark colours with blazing eyes looking at you.’

35

34

N.van Tiggelen, Children make blueprint of a new youth library, in

“BibliotheekBlad”, Vol.19, 2003

35

N.van Tiggelen, Children make blueprint of a new youth library, in

“BibliotheekBlad”, Vol.19, 2003

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Figura 1.29 Sala di lettura nella Biblioteca di Princeton

La seconda attività sperimentale, ideata per permettere ai bambini di pensare e dar vita ad un loro spazio-biblioteca, porta il nome di “The Partisan Library” e si è svolta nelle campagne di Fort de Hel vicino Willemstad, in Olanda

36

.

Ad otto bambini è stato proposto di disegnare una biblioteca del futuro vivendo per quattro giorni come partigiani durante al resistenza, alla ricerca di libertà, amicizia e avventura. In questo futuro immaginario i libri non sarebbero più stati proibiti, ma nascosti e per aiutarli a capire il clima storico richiesto, i loro giorni sono stati scanditi dalla lettura di un libro inerente all’argomento.

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R.Bruijzeels, N.van Tiggelen, Bibliotheken 2040, NBLC Vereninging van Openbare

Bibliotheken, Den Haag, 2001

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Figura 1.30 The Partisan Library

Durante questi quattro giorni, descritti minuziosamente in un diario che, oltre a scritte, conteneva disegni e cartine colorate del parco circostante, i bambini hanno creato la loro biblioteca, senza mai svelare agli adulti dove questa fosse nascosta

37

.

Figura 1.31 Il diario creato dai bambini durante l’attività

37

R.Bruijzeels, N.van Tiggelen, Bibliotheken 2040, NBLC Vereninging van Openbare

Bibliotheken, Den Haag, 2001

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Questa opportunità si è rivelata molto importante sia per i bambini, che hanno avuto la possibilità di esprimere le proprie idee liberamente, sia per gli ideatori del progetto che hanno avuto l’occasione di conoscere le esigenze dei “partigiani” e quello che veramente avrebbero voluto all’interno di una biblioteca

38

.

Figura 1.32 The Partisan Library

In conclusione, queste esperienze hanno confermato l’importanza di una progettazione partecipata, poiché il modo in cui i bambini abitano e percepiscono lo spazio è la risposta ai bisogni e ai desideri personali.

E’ importante sottolineare che le scelte che vengono fatte nella progettazione di ambienti in cui i bambini vivono alcune ore al giorno, influenzano e orientano, fortemente, il loro stile di comportamento e le loro relazioni sociali.

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R.Bruijzeels, N.van Tiggelen, Bibliotheken 2040, NBLC Vereninging van Openbare

Bibliotheken, Den Haag, 2001

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Figura 1.33 Sala di lettura della Biblioteca di Princeton

“Chi progetta un ambiente dove si vive in una età dove il cervello, il corpo, i sentimenti sono così straordinariamente reattivi e in formazione, deve avere la consapevolezza delle possibilità che offre ai bambini di esprimere e allenare tutte le dotazioni genetiche che possiedono, dei vincoli che instaura, di ciò che nega. Spazi materiali, colori, luci, arredi devono partecipare ed essere solidali a quella grande alchimia che è il crescere in una comunità.”

39

39

Vea Vecchi, Bambini.spazi, relazion metaprogetto di ambiente per l’infanziai, Reggio

Children,2001

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Utenza

Il punto di partenza per l’organizzazione degli spazi e dei servizi caratteristici di un edificio da progettare è l’analisi dei bisogni dell’utenza.

La biblioteca per ragazzi si rivolge ad un pubblico costituito essenzialmente da bambini in età scolare ed adolescenti, che raramente sono ammessi a frequentare le biblioteche pubbliche rivolte agli adulti che necessitano di calma e silenzio, poco compatibile con attività ludiche e di laboratorio.

In primo luogo si intende analizzare la fascia di età più bassa che comprende bambini e bambine in età scolare.

Figura 1.34 Bambini in età scolare in biblioteca

Il bambino è un soggetto che possiede in sé una parte attiva e una parte passiva, per quanto riguarda la prima parte è importante domandarsi

c

hi sono i bambini, che cosa vedono e che cosa li differenzia dall'adulto I punti fondamentali che differenziano il bambino dall’adulto sono:

• La motricità: un bambino ha bisogno di muoversi sotto, sopra,

dentro, sdraiarsi, saltare e salire, esso compie grandi

spostamenti sia verticali che orizzontali mentre l'adulto ha,

solitamente, grandi spostamenti orizzontali.

(36)

• La curiosità: un bambino ha bisogno di conoscere e scoprire, l’unione tra la voglia di capire, conoscere e il desiderio, o meglio necessità, di muoversi. Questo determina una intensa relazione con l'ambiente, decisamente più "attiva" che nell'adulto

• La manipolazione: un bambino ha bisogno di toccare, distruggere, costruire, e i materiali e le texture hanno per loro una grossa importanza.

• La partecipazione/affermazione: un bambino ha bisogno di una partecipazione individuale, collettiva e relazionale, ed è importante ricordare che spesso la socializzazione passa attraverso il gioco con i coetanei.

40

Come abbiamo detto precedentemente, il bambino è un soggetto attivo, ma anche passivo, in questo secondo campo gli elementi principali che differenziano il bambino dall’adulto sono due:

• L’incoscienza del pericolo

• La percezione ritardata

Per quanto riguarda il secondo fenomeno, meno conosciuto del primo, Linda Poletti afferma che:

“Solitamente i bambini sono portati ad avere la massima concentrazione su quello che stanno facendo o su quello che ha attirato la loro attenzione, questo cattura a tal punto da impedire la ricezione di altri messaggi dall'ambiente che li circonda. I bambini,quindi, non sempre riescono ad avere reazioni immediate, spesso si viene a creare una rottura tra il momento vissuto e la reazione a quel momento.”

41

Anche questo aspetto, come i precedenti, li differenzia profondamente dagli adulti.

Riassumendo, quindi, gli elementi che caratterizzano i bambini sono principalmente:

• L’assenza di reazioni immediate al malessere

• L’incoscienza che li porta a subire dei divieti

40

in www.pescecolorato.com

41

in www.pescecolorato.com

(37)

• La difficoltà nel vivere gli ambienti non adatti.

Per quanto riguarda i bambini e le bambine in età scolare sarebbe essenziale, come ha rivelato un’indagine della sociologa francese C.

Poissenot, descolarizzare il processo di apprendimento

42

.

L’aumento del carico di lavoro richiesto nelle scuole, infatti, risulta essere una delle cause principali di abbandono delle biblioteche da parte degli bambini.

Gli studi degli ultimi anni hanno dimostrato l’esistenza di una forte correlazione tra l’ambiente in cui vive il bambino nei primi anni di vita e i suoi interessi e i suoi risultati scolastici successivi.

A dimostrazione di ciò, riportiamo di seguito una considerazione fatta da Antonella Agnoli, direttrice della biblioteca comunale di Spinea (VE)

“Bambini abituati alla lettura fin da piccoli, seguiti e stimolati nei loro tentativi di avvicinamento a questo oggetto misterioso, svilupperanno un amore e una facilità per la lettura ”

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Allo stesso tempo, non dobbiamo dimenticare che, per tutte le età e per tutti i bambini, la narrazione ha una forza trainante, essi amano inventare storie proiettandosi in mondi immaginari o simulando quelli reali. In questo processo di costruzione di mondi virtuali hanno un posto di rilievo i personaggi dei fumetti e dei cartoni animati, che spesso vengono impersonati in maniera precisa con tanto di ruoli, parole e gesti in tutto simili all’originale. La costruzione di storie avviene anche attraverso le nuove tecnologie, che costituiscono la realtà dei bambini di oggi, e come afferma Agnoli:

“Importante è sforzarsi di introdurre una maggiore intelligenza nello spazio e negli oggetti che vi si collocano, nella consapevolezza che gli spazi in cui oggi i bambini costruiscono la loro identità e la loro storia sono molteplici, reali e virtuali.”

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42

Antonella Agnoli, Bambini in Biblioteca, in “Cittadini in crescita”, Anno I, N° 2-3, Firenze 2000

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Antonella Agnoli, Bambini in Biblioteca, in “Cittadini in crescita”, Anno I, N° 2-3, Firenze 2000

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Antonella Agnoli, Bambini in Biblioteca, in “Cittadini in crescita”, Anno I, N° 2-3,

Firenze 2000

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Figura 1.35 Biblioteca di Lynden

Questo ci porta a comprendere che il bambino che frequenta una biblioteca pubblica è un utente attento e appassionato con cui non è possibile improvvisare o pensare di farla franca

45

.

“I lettori più piccoli vogliono i loro libri, i loro spazi, sono utenti molto curiosi ed esigenti; hanno un’attività intensissima: manipolano i libri, li prendono, li spostano, li aprono, li sfogliano freneticamente, cercano le immagini, il loro significato, si riconoscono nei personaggi. Vivono la lettura in modo totalizzante e la vogliono condividere con tutti”

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Un’età così particolare richiede la creazione di spazi costituiti da elementi versatili, capaci di adattarsi ai diversi modi di leggere e di esprimersi e modellabili dallo stesso bambino. I bambini, infatti, abitano lo spazio costruendo, immaginando ed esplorando, esso deve, quindi, essere in grado di mutare, evolversi e trasformarsi in maniera duttile secondo il progetto di chi lo abita.

45

Antonella Agnoli, Bambini in Biblioteca, in “Cittadini in crescita”, Anno I, N° 2-3, Firenze 2000

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Antonella Agnoli, Bambini in Biblioteca, in “Cittadini in crescita”, Anno I, N° 2-3,

Firenze 2000

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Figura 1.36 Sala lettura Biblioteca Pubblica

Allo stesso tempo, uno spazio educativo e ricreativo, necessita di ambienti stimolanti, capaci di sostenere e alimentare le percezioni sensoriali, raffinarle e maturarle.

Figura 1.37 Area computer per bambini in un biblioteca pubblica

(40)

Ricerche neurobiologiche hanno dimostrato, infatti, che i bambini nascono con una grande capacità genetica che permette loro di esplorare, discriminare e interpretare la realtà attraverso i sensi.

L’ambiente dovrebbe, quindi, essere concepito come uno spazio

“polisensoriale”, che presenta, cioè, valori sensoriali differenti, in modo che ciascuno possa “sintonizzarsi” secondo le proprie caratteristiche di ricezione individuale, tenendo in alta considerazione luci, colori, gli elementi olfattivi, sonori e tattili

47

.

Come abbiamo detto all’inizio del paragrafo, la biblioteca per ragazzi si rivolge ad un pubblico costituito sia da bambini in età scolare, di cui abbiamo parlato fino ad ora, che da adolescenti.

Figura 1.38 Adolscenti nella Biblioteca di Hormone

Il termine “adolescente” non è di facile definizione, questa fascia d’età, infatti, non ha dei limiti ben definiti, inizia verso i 12 anni e, secondo alcuni esperti, termina quando il giovane entra nel mondo del lavoro.

Con il passare degli anni, questo traguardo si è allontanato sempre di più a causa dell’allungamento della scolarità, della disoccupazione

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Vea Vecchi, Bambini.spazi, relazion metaprogetto di ambienti per l’infanziai, Reggio

Children,2001

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giovanile e della famiglia, che, essendo tollerante e contribuendo economicamente al sostentamento dell’individuo, contribuisce a ritardare un distacco che è condizione necessaria per l’ingresso nella vita adulta. Come spiega lo scrittore Herman Brusselmans, però, la società e le tecnologie moderne non hanno cambiato la natura degli adolescenti, che sono sempre insicuri, solitari e curiosi.

“Are the nineties any different to the sixties or seventies or the years before that? Will the years after 2000 be different again? Are the young younger in different ways than they used to be? I have my doubts about that. OK, there were no computers in my day, no mobile phones, no Aids risk. Statistics say that there were less suicides in our day, we didn’t take weapons to school, we didn’t pop XTC pills, and didn’t dance to 280 electronic beats per nanosecond. It wasn’t drummed into us what a millennium bug was, or the euro or the Axion Proton card, no Internet access, no chat room chums, no 167 TV channels, no psychological counselling if we’d failed our geography test and then threatened the teacher with a knife or a lawsuit during the day or harassed him with

‘that’s the end of you’-e-mail-threats at night. Maybe we had fewer friends, parents that weren’t as flashy, grandparents who had never been skiing, and no gel in our hair that was definitely not tested on animals. But we were the same dopes as those who came after us, and young in the same way as those who are young today, and who are young in the same way as the young will be in fifty years time. We were spawned by a mother and a father and doomed to live. We were small, we grew up, we were young and one day we were no longer young, however old we were. We were, I think, people.”

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Gli adolescenti sono persone che crescono, che si trovano a fronteggiare un aumento dell’impegno scolastico, che scoprono l’altro sesso e si ribellano alle istituzioni. Per loro natura, quindi, essi tendono a fuggire dalle biblioteche, che, vista la difficoltà nel fronteggiare problemi

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R.Bruijzeels, N.van Tiggelen, Bibliotheken 2040, NBLC Vereninging van Openbare

Bibliotheken, Den Haag, 2001

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che, come afferma H. Brusselmans, sono tipici dell’età e non dei tempi in cui viviamo, dovrebbero cercare di eliminare altri fattori negativi come gli orari e i regolamenti troppo rigidi, tecnologie non soddisfacenti, la mancanza di aggiornamento nel materiale e nell’organizzazione interna della struttura.

Gli adolescenti, come i bambini, hanno bisogno di essere attratti dalla biblioteca, devono sentire che essa è in grado di rispondere alle loro domande, che non è un luogo in cui sentirsi rinchiusi, ma dove potersi confrontare.

In conclusione la biblioteca del futuro dovrà essere un ponte tra età, etnie, culture e sistemi di apprendimento diversi. Dovrà essere un posto non specialistico, facile da utilizzare e amichevole verso l’utente, con il compito di fare da snodo centrale tra scuole, editoria e mezzi d’informazione, permettendo ai cittadini di vivere meglio ed esercitare i proprio diritti ottenendo tutte le informazioni necessarie.

Figura 1.39 Adolescenti in biblioteca

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