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Fenomeni di superficie-Capillarità

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Academic year: 2021

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Fenomeni di superficie-Capillarità

La risultante delle forze di interazione molecolare su una molecola è spesso denominata forza di coesione (se si sviluppa fra molecole identiche) o forza di adesione (se si sviluppa fra molecole diverse).

forze di coesione ⇒ tengono insieme le sostanze

forze di adesione ⇒ fanno attrarre sostanze diverse (acqua su vetro) La condizione di equilibrio di un fluido in presenza di più sostanze è determinata dalla reciproca intensità delle forze di adesione e coesione.

Esempio: fluidi a contatto con la parete solida del contenitore (acqua in un bicchiere a contatto con l’aria)) .

Le molecole di un liquido in vicinanza della parete sentono la forza di coesione del fluido F r c

diretta verso l’interno del fluido, la forza di adesione liquido-gas F r a , a

diretta verso l’interno del gas, la forza di adesione liquido-solido F r a , s

diretta verso l’ interno del solido.

La F r a , a

è così debole da poter essere trascurata.

Le restanti due forze, vista la loro direzione e verso, non possono avere risultante nulla ⇒ all’equilibrio la superficie libera del fluido deve essere ortogonale alla risultante delle forze agenti.

aria

fluido solido

F

a,a

F

c

F

a,s

(2)

2

Si possono avere due casi:

a) b)

F r a > F r c F r

a

< F r

c

φ = angolo di raccordo (angolo fra la tangente alla superficie del liquido, nel punto di contatto con la parete, e la verticale ascendente) Esso dipende dalla coppia liquido-solido

Acqua-vetro φ = 0°

Benzina-vetro φ = 26°

Acqua-paraffina φ = 107°

Acqua-teflon φ = 127°

Mercurio-acqua φ = 140°

F

c

F

R

F

a

φ

F

a

F

c

F

R

φ

Innalzamento del liquido lungo la parete ⇒

il liquido bagna la parete ovvero: 0 < φ < π /2

Allontanamento del liquido dalla parete ⇒

il liquido non bagna la parete

ovvero: π /2 < φ < π

(3)

3

L’incurvamento della superficie è osservabile solo in prossimità ( mm) delle pareti; questo in tubi di piccole dimensioni trasversali (cosiddetti tubi capillari) da luogo al fenomeno della capillarità: il livello della superficie libera del fluido nel capillare è diverso da quello nel resto del recipiente (in contraddizione apparente con la legge di Stevino)

Calcoliamo h, nel caso A, per un capillare di raggio r

Quindi τ ⋅ cos φ ⋅ 2 π r = ρ ⋅ π r 2 hg

gr h cos

ρ

φ

= 2 τ

Legge di Jurin (vale anche nel caso B)

A B

h

acqua h

Capillari in A di vetro, in B di teflon.

φ τ

2 r h F

τ

F

τ

= τ⋅ cos φ⋅ L con L= 2 π r F

τ

= τ⋅ cos φ⋅ 2 π r

All’equlibrio F

τ

= mg

con m= ρ⋅ V ⋅≈ρ π r

2

h

(4)

4

Contatto fluido-fluido.

Comportamento di una goccia di liquido (2) su uno strato di l’acqua (1) in una atmosfera di aria(3).

Ci sono tre superfici di discontinuità:superficie di contatto liquido-aria superficie di contatto liquido-acqua superficie di contatto acqua-aria.

Esempio 1

Esempio 2

Ogni punto delle linee di contatto deve essere in equilibrio sotto l’azione delle tensioni superficiali (tangenti alle rispettive superficii di separazione).

23 12

13 23

13

12

τ τ 0 τ τ τ

τ r + r + r = ⇒ r = − rr

Il problema è che non sempre la relazione precedente può essere verificata. Ad esempio se il liquido (2) è olio ( τ

12

= 21⋅10

-3

N/m, τ

23

= 32⋅10

-3

N/m, τ

13

= 73⋅10

-3

N/m) non si raggiunge mai l’equilibrio e l’olio si espande sull’acqua fino a formare una lamina di spessore molecolare.

aria liquido acqua

τ r

13

τ r

23

τ r

12

aria

liquido acqua

τ r

13

τ r

23

τ r

12

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