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L'agricoltura italiana conta. 2009, (22. ed.)

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L’

INEA, istituito con regio decre-to 10 maggio 1928, n.1418 per volere di Arrigo Serpieri, trasse le sue origini dall’Istituto nazionale di economia e statistica fondato dallo stesso Serpieri nel 1924.

L’INEA è stato riordinato con il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.454, successivamente modificato dalla legge 6 luglio 2002, n.137. L’INEA è dotato di autonomia scientifica, statutaria,

organizzati-va, amministrativa e finanziaria ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. L’Istituto svolge attività di ricerca socioeco-nomica in campo agricolo, agroin-dustriale, forestale e della pesca, in ambito nazionale, comunitario e internazionale. Per il raggiungi-mento delle sue finalità, l’Istituto promuove attività di ricerca in col-laborazione con le Università e

altre istituzioni scientifiche, nazio-nali e internazionazio-nali. L’INEA è stato designato, con decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1965, n. 1708, quale organo di collegamento tra lo Stato italiano e l’Unione europea per la creazione e la gestione della Rete di informazione contabile agri cola (RICA). L’Istituto fa parte del siste-ma statistico nazionale (SISTAN) (d.lgs.454/99, art.10).

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L’agricoltura

italiana conta

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Tutti i dati statistici contenuti nel testo, salvo diverse indicazioni, sono di fonte ISTAT e INEA.

Per i confronti internazionali sono state utilizzate fonti EUROSTAT.

L’“Agricolura Italiana Conta” è disponibile anche in versione inglese. Su Internet, al sito http://www.inea.it/pubbl/itaco.cfm, è possibile consultare

la pubblicazione in lingua italiana, inglese, francese e spagnola. È consentita la riproduzione citando la fonte.

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Giunto alla 22ª edizione “L’agricoltura italiana conta”, curato dall’Istituto na-zionale di economia agraria (INEA), costituisce un affermato e apprezzato strumento informativo sull’andamento del sistema agroalimentare italiano. La sua peculiarità è di dare “conto” dello stato dell’agricoltura e delle sue inter-relazioni con il resto dell’economia, privilegiando un formato svelto e di immediato impatto per l’utente. I dati di questa edizione dimostrano che, malgrado la difficile congiuntura che sta attraversando l’economia in-ternazionale, così come quella nazio-nale, il settore agricolo mantiene la sua vitalità ed è stato in grado di rag-giungere anche dei risultati positivi in controtendenza con il resto dell’econo-mia, come l’incremento della produ-zione agricola (+4,6%) e il migliora-mento del saldo della bilancia

com-merciale del complesso dell’agroali-mentare (+12,4%). Anzi, si può dire che la crisi, originata dalla sfera im-materiale delle speculazioni finanzia-rie, ha rilanciato l’immagine di un set-tore concretamente con i piedi per ter-ra. Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica: le imprese devono misurarsi con tutta una serie di problemi che vanno dalla forte ascesa delle materie prime, concimi, energia, sementi, mangimi, all’accresciuta difficoltà di accesso al credito e ai finanziamenti, alla maggiore difficoltà, che si sta evi-denziando in questi ultimi mesi, di esportare i propri prodotti, molti dei quali di pregio.

Questa edizione si presenta rinnovata nella struttura e nell’articolazione dei contenuti e delle informazioni riporta-te. Figurano due nuove sezioni dedica-te una all’analisi delle strutture delle

aziende agricole secondo i dati ISTAT e l’altra alla redditività delle aziende secondo la RICA. In merito alle tema-tiche emergenti si segnalano le parti sul ruolo dell’agricoltura per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico e l’immissione di gas serra. Vista l’im-portanza crescente e il successo riscon-trato tra i consumatori viene conside-rato, per la prima volta, anche il feno-meno della vendita diretta di prodotti da parte degli agricoltori.

Un’altra novità importante riguarda la stampa della pubblicazione che, a par-tire da questa edizione, è delle edizioni AGRISOLE, il che comporterà un sal-to di qualità sulla diffusione e sull’al-largamento dell’utenza. Anche questa edizione sarà seguita da una versione in lingua inglese, alla quale è associato un CD contenente le edizioni in fran-cese e in spagnolo.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali

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Comitato di redazione

Francesca Marras (responsabile), Laura Aguglia, Paola Doria, Maria Carmela Macrì, Roberta Sardone, Laura Viganò

Referenti tematici

Laura Aguglia, Davide Bortolozzo, Lucia Briamonte, Simonetta De Leo, Paola Doria, Luca Fraschetti, Roberto Giordani, Sabrina Giuca, Maria Carmela Macrì, Francesca Marras, Antonella Pontrandolfi,

Maria Rosaria Pupo d’Andrea, Raoul Romano, Francesco Vanni, Raffaella Zucaro Revisione editing

Emanuela Scornaienghi Elaborazioni Fabio Iacobini e Marco Amato

Progettazione grafica Sofia Mannozzi Realizzazione grafica

Laura Fafone Segreteria

Barbara Grisafi, Roberta Ioiò Edizione Internet Massimo Perinotto

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ECONOMIA E AGRICOLTURA

Superficie e popolazione pag. 10

Prodotto interno lordo pag. 11

Valore aggiunto pag. 12

Occupazione pag. 13

Produttività pag. 16

Componenti del sistema

agroindustriale pag. 36

Industria alimentare pag. 37

Distribuzione pag. 40

Consumi alimentari pag. 42

Commercio estero pag. 44

FILIERA AGROINDUSTRIALE

Aziende agricole pag. 50

Coltivazioni pag. 52 Allevamenti pag. 54 Lavoro pag. 56 Irrigazione pag. 59 STRUTTURE DELLE AZIENDE AGRICOLE ANDAMENTO CONGIUNTURALE DEL SETTORE

Mercato fondiario pag. 18

Investimenti pag. 20

Credito all’agricoltura pag. 21

Consumi intermedi pag. 23

Clima e disponibilità idriche pag. 24

Risultati produttivi pag. 27

Prezzi e costi pag. 33

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POLITICA AGRICOLA

PAC in Italia: I pilastro pag. 104

PAC in Italia: II pilastro pag. 109

Spesa regionale pag. 112

Leggi nazionali pag. 113

Produzione e reddito pag. 62

Orientamenti produttivi pag. 64

Confronto Italia-UE pag. 68

RISULTATI ECONOMICI DELLE AZIENDE AGRICOLE

Agricoltura e inquinamento

atmosferico pag. 78

Agricoltura ed emissioni di gas serra pag. 79

Uso dei prodotti chimici pag. 81

Agroenergie pag. 83

Foreste pag. 85

Prodotti a denominazione pag. 91

Agricoltura biologica pag. 95

Agriturismo pag. 99

Vendita diretta pag. 101

RISORSE NATURALI E MULTIFUNZIONALITÀ

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Il territorio italiano è caratterizzato dalla prevalenza di terreni collinari e montani. Su circa 30 milioni di et-tari di superficie solo il 23% è rap-presentato da pianure, incidenza che nel Mezzogiorno scende al 18% e nel Centro al 9%. Nel 2008, la po-polazione residente è aumentata dello 0,7% rispetto al 2007, supe-rando per la prima volta la soglia dei 60 milioni di abitanti. La

cresci-ta è scresci-tacresci-ta più intensa nel Nord-Est (+1,1%) e nel Centro (+1%). Le ca-ratteristiche insediative confermano la concentrazione della popolazione in pianura (48,2%) e in collina (39,1%), mentre solo il 12,7% risie-de in montagna.

La SAU rappresenta il 38,7% del territorio totale nelle regioni del Nord, il 39,7% di quelle nel Centro e il 46,9% nel Sud e Isole.

Rapporto popolazione/superficie agricola (abitanti/100 ha di SAU), 2007

Utilizzazione del territorio agricolo, 2007 (000 ha)

Italia UE 25 UE 27

Superficie totale 30.132 397.586 432.526 Sup. agricola utilizzata (SAU) 12.744 155.681 172.485 di cui in % Cereali e riso 30,8 32,9 33,7 Legumi secchi 0,9 0,8 0,8 Patate, barbabietole e sarchiate da foraggio 0,9 2,4 2,3 Tabacco, oleaginose e altre industriali 1,8 5,9 6,5 Ortaggi e legumi freschi 1,8 1,0 0,7 Fiori e piante ornamentali 0,1 0,06 0,05 Piante foraggere 14,1 11,5 10,9 Sementi e altre colture erbacee 0,1 0,3 0,3 Terreni a riposo e altre colture 4,1 5,1 5,1 Orti familiari 0,2 0,1 0,2 Frutta e agrumi 4,1 1,8 1,7

Olivo 8,0 2,8 2,5 Vite 6,0 2,0 2,0

Prati permanenti e pascoli 27,1 33,3 32,9 SAU/Superficie totale % 42,3 39,2 39,9 Fonte: EUROSTAT. 464 Italia Media UE 25 Media UE 27 299 287

Superficie e popolazione

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Andamento del PIL (mio. euro), dal 2001 al 2007 0 400.000 800.000 1.200.000 1.600.000 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

Andamento del PIL per abitante (euro), dal 2002 al 2008

Prezzi correnti Valori concatenati

1.572.243

1.276.578

PIL/Abitante

Anni Prezzi correnti Valori concatenati1

2002 22.661 21.315 2003 23.181 21.146 2004 23.920 21.258 2005 24.391 21.239 2006 25.201 21.549 2007 26.020 21.726 2008 26.253 21.316

1Valori concatenati: esprimono la dinamica reale (in quantità)

dell’ag-gregato economico con riferimento all'anno 2000.

Andamento del PIL per unità lavorativa (euro), dal 2002 al 2008

PIL/Unità lavoro Anni Prezzi correnti Valori concatenati

2002 53.672 50.485 2003 54.992 50.164 2004 57.093 50.739 2005 58.557 50.991 2006 59.922 51.238 2007 61.736 51.549 2008 62.899 51.071

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Nel 2008, il valore aggiunto (VA) ai prezzi di base del settore prima-rio, inclusa la silvicoltura e la pe-sca, è cresciuto dello 0,4%, rispetto al 2007. Il contributo dell’agricol-tura alla formazione del valore ag-giunto dell’economia italiana si mantiene a quota 2% circa. In ter-mini di volume, nell’ultimo decen-nio, l’incidenza del VA agricolo sul totale nazionale è scesa dal 3% al 2,5%. Nello stesso periodo la quota dell’industria, in senso stretto, è ca-lata dal 23,5% al 21,6%, quella della pubblica amministrazione e degli altri servizi pubblici è passata dal 20,7 al 20,2%. In crescita, vice-versa, risultano i comparti delle co-struzioni, dal 4,9 al 5,4%, del com-mercio, trasporti e comunicazioni, dal 23,4% al 23,8% e delle attività di intermediazione finanziaria, in-formatica, ricerca (dal 24,5 al 26,5%).

L’incidenza del settore agricolo ita-liano sul totale dell’economia risen-te di un forrisen-te dualismo risen-territoriale: nel Centro-Nord, infatti, l’agricoltu-ra pesa per l’1,6% in termini di VA a prezzi base e per il 3,8% in

termi-ni di utermi-nità di lavoro, mentre al Sud tali valori salgono, rispettivamente, al 3,4% e 9,1%.

27%

71%

2%

Agricoltura, silvicoltura, pesca Industria, incluse costruzioni Servizi, inclusa pubb. amm.ne TOTALE

28.442 381.446 1.003.021 1.371.834 VA a prezzi di base per settore (mio. euro), 2008

Incidenza % dell’agricoltura sul totale del prodotto interno lordo, 2007 Paesi Valore aggiunto1

Austria 1,0 Finlandia 0,8 Francia 1,5 Germania 0,6 Grecia 2,8 Italia 1,6 Paesi Bassi 1,6 Polonia 2,7 Regno Unito 0,4 Spagna 2,2 Svezia 0,4 Ungheria 2,4 UE 25 1,2 Bulgaria 4,2 Romania 5,1 UE 27 1,2 US A2 1,0 Giappone2 2,0

1Valore aggiunto lordo ai prezzi di base.

2Usa fonte Usda, 2007; Giappone fonte Banca Mondiale, 2005.

Valore aggiunto

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Nel 2008 il numero totale degli occu-pati, espresso in unità di lavoro (UL), è rimasto stazionario. Nei principali settori produttivi si segnala la flessio-ne di 1,7% flessio-nelle attività industriali in senso stretto (prodotti energetici e

trasformazione industriale) e dello 0,6% nelle costruzioni, mentre si re-gistra un incremento dello 0,6% nei servizi. L’occupazione femminile è cresciuta (+1,9%), mentre quella maschile è rimasta invariata.

Nel settore agricolo si è registrata un’ulteriore diminuzione dell’occupa-zione (-2,1%), dopo quella del 2007 (-3,1%). Vi ha contribuito sia il lavo-ro dipendente, diminuito dell’1,8%, sia quello indipendente (-2,3%). Il

la-27,8% 67% 5,2% Agricoltura Industria Servizi1 TOTALE 1.290 6.958 16.748 24.996 UL per settori (000 unità), 2008

1Inclusa pubblica amministrazione e attività assimilate.

Occupati agricoli a tempo pieno e parziale per sesso e ripartizione geografica, 2008 Occupati a tempo pieno Occupati a tempo parziale Circoscrizioni 000 unità % donne 000 unità % donne

Nord 302 23,5 44 59,1

Centro 99 30,3 17 58,8

Sud e Isole 398 31,2 36 58,3

ITALIA 799 26,5 97 58,8

Occupati per classe di età in agricoltura e nel totale economia, 2008 Agricoltura Totale economia

Classe di età 000 unità % 000 unità %

15 - 34 anni 193 21,5 7.110 30,4 35 - 44 255 28,5 7.418 31,7 45 - 64 393 43,9 8483 36,2 65 e oltre 55 6,1 394 1,7 TOTALE 896 100,0 23.405 100,0

Occupazione

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Incidenza % degli occupati in agricol-tura* sul totale dell’economia, 2007

Occupati

Paesi Totale Donne1

Austria 5,7 5,9 Finlandia 4,5 2,5 Francia 3,4 2,1 Germania 2,2 1,6 Grecia 11,5 12,3 Italia 4,0 3,1 Olanda 3,1 2,0 Polonia 14,7 14,2 Regno Unito 1,4 0,8 Spagna 4,5 3,0 Svezia 2,3 0,9 Ungheria 4,6 2,3 UE 25 4,5 3,5 Bulgaria 7,5 5,6 Romania 29,5 31,0 UE 27 5,6 4,7 USA 0,6 -Giappone 4,1

-* Inclusa silvicoltura, caccia e pesca.

1Incidenza % delle donne occupate in agricoltura sul totale donne

occupate nell’economia. Austria Belgio Danimarca Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Lussemburgo Olanda Polonia Portogallo Regno Unito Spagna Svezia Ungheria UE 25 Bulgaria Romania UE 27 4,9 4,8 2,2 4 3,3 3,3 14,3 3,3 9,5 2,9 10 14,8 10,8 1,7 3,8 2,2 10,9 5,8 16,2 16,2 6,8

Dotazione di lavoro agricolo nella UE (ULA/100 ha SAU), 2007

Fonte: EUROSTAT.

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voro autonomo agricolo rappresenta l’11,5% dell’intera componente lavo-ro autonomo, mentre il lavolavo-ro dipen-dente agricolo rappresenta il 2,7% della totale componente dipendente.

Il 69,9% degli occupati agricoli è co-stituito da persone di sesso maschile. Il 48,5% del totale lavoro agricolo è impegnato nel Mezzogiorno, il 38,4% al Nord e il 12,8% al Centro.

Il rapporto tra popolazione e lavoro agricolo continua a mutare nel tem-po: nel 1998 per ogni 100 abitanti vi erano 2,8 unità di lavoro agricolo, nel 2008 ve ne sono 2,2.

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Nel 2008, il valore aggiunto agri-colo ai prezzi base, per unità di la-voro, è pari al 51,2% di quello del-l'industria, al 49,3% dell’industria alimentare e al 40,4% dei servizi. Rispetto al 2007, in agricoltura si è verificato un aumento della pro-duttività (+4,6%), a causa della ri-duzione del numero degli occupati e della crescita del valore aggiunto. È proseguito l’indebolimento del tasso di produttività nell’industria (-1,7%) e nei servizi (-0,9%); in leggero aumento la produttività nell’industria alimentare (+0,4%). 55.000 50.000 45.000 40.000 35.000 30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0

Industria1 Servizi2 Agricoltura

22.620 44.186

55.970

’02 ’03 ’04 ’05 ’06 ’07 ’08 ’02 ’03 ’04 ’05 ’06 ’07 ’08 ’02 ’03 ’04 ’05 ’06 ’07 ’08

VA ai prezzi di base per UL per settore (euro)*

* Valori concatenati - anno di riferimento 2000 - esprimono la dinamica reale (in quantità) dell’aggregato economico.

1Incluse le costruzioni.

2Esclusa pubblica amministrazione, istruzione, sanità e altri servizi pubblici e sociali.

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Dopo due anni di sostanziale stabi-lità il prezzo della terra in Italia nel 2007 è aumentato in misura signifi-cativa, mostrando un incremento medio annuo dell’1,9%. L’anda-mento positivo dei mercati agricoli ha aumentato le aspettative degli investitori inducendoli all’acquisto di terreni, soprattutto per la coltiva-zione di seminativi. Si è inoltre in-vertita la tendenza alla riduzione del valore reale del patrimonio fon-diario: dal confronto con il tasso di inflazione si evidenzia infatti una, seppur modesta, crescita dei prezzi della terra in termini reali (+0,2%). Il valore fondiario medio a livello nazionale ha superato la soglia dei 17.000 euro per ettaro anche se so-no osservabili profonde differenze a livello territoriale. Le circoscrizioni del Nord presentano valori più che doppi rispetto a quelli del Mezzo-giorno; in modo analogo i terreni di pianura sono valutati circa tre volte

di più di quelli di montagna. Le zo-ne agricole con prezzi medi molto elevati sono concentrate nella Pia-nura Padana a partire dalla Lom-bardia, nelle aree a coltivazioni di pregio del Piemonte (aree viticole delle Langhe), del Trentino-Alto Adige (viticoltura e melicoltura del-la Val d’Adige e deldel-la Val di Non),

della Liguria (floricoltura della zo-na costiera), della Toscazo-na (vivai del Pistoiese) e del Mezzogiorno (agrumeti in Campania, Calabria e Sicilia). I prezzi della terra più bassi si riscontrano invece nelle zone montane alpine e appenniniche ma non in modo omogeneo, dato che terreni fertili e dotati di buone in-Valori fondiari medi, 2007 (migliaia di euro/ha)

Zona altimetrica

Montagna Montagna Collina Collina Pianura Totale Variazione % interna litoranea interna litoranea 2007/ 006

Nord-Ovest 5,4 23,6 20,0 72,7 31,6 22,8 1,6 Nord-Est 18,4 - 29,8 21,4 38,7 31,7 2,6 Centro 7,7 9,6 11,4 15,9 19,9 12,2 2,3 Sud 6,7 9,5 10,6 16,5 14,5 11,5 1,0 Isole 6,1 8,8 7,7 10,2 14,5 9,1 1,0 TOTALE 9,1 9,6 12,9 15,2 28,3 17,1 1,9

I dati presenti in questa tabella non sono confrontabili con quelli pubblicati nel volume L’Agricoltura italiana conta 2008 in quanto è in corso un aggior-namento della banca dati dei valori fondiari.

Fonte: INEA, Banca dati dei valori fondiari.

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frastrutture sono localizzati anche in aree interne, soprattutto nei fon-do valle pianeggianti.

Nel 2007, secondo l’ISTAT, la su-perficie affittata si è attestata su 3.186.000 ettari, con un’incidenza relativa sulla SAU totale pari al 25%. Il mercato degli affitti ha mo-strato un maggiore dinamismo ri-spetto al recente passato. La positi-va congiuntura dei mercati agricoli ha favorito un aumento della do-manda dei terreni e molti affittuari hanno accettato incrementi, anche consistenti, dei canoni nei nuovi contratti stipulati alla fine del 2007. Permangono alcune problematiche relative alla presenza di contratti di affitto informali che hanno generato contenziosi nell’assegnazione dei ti-toli PAC.

< 7.500 euro da 7.500 a 15.000 euro da 15.000 a 25.000 euro > 25.000 euro

Valore medio dei terreni per regione agraria nel 2007

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Nel 2008 gli investimenti fissi lordi in agricoltura, in termini reali, hanno fatto registrare un’ulteriore flessione (-4,3%), confermando la tendenza negativa degli ultimi anni (-4,7% nel 2007 e -1,2% nel 2006). L’incidenza degli investimenti agricoli sul totale nazionale è rimasta pressoché inva-riata (3,6%), mentre è diminuito il rapporto con il valore aggiunto agri-colo (dal 35,3% del 2007 al 33% del 2008). Lo stock di capitale in agri-coltura, al netto degli ammortamenti, è diminuito dello 0,3%, dopo la fase stazionaria del 2007 e l’incremento del 2006 (0,4%).

La spesa per macchine e attrezzatu-re rappattrezzatu-resenta circa il 56% della spesa complessiva per investimenti del settore. Gli investimenti in tecno-logie dell’informazione e comunica-zione, pur rappresentando un quota piuttosto ridotta (0,4%), hanno ma-nifestato una sostanziale stabilità ri-spetto alla forte flessione del 2007.

Andamento degli investimenti fissi lordi agricoli

Anni Valori correnti Valori concatenati* % su1

mio. euro mio. euro tot. invest. VA agricolo

2002 10.559 9.974 3,9 35,4 2003 11.144 10.373 4,1 38,8 2004 12.249 11.084 4,2 36,6 2005 12.133 10.685 4,1 37,0 2006 12.346 10.559 3,9 36,9 2007 12.112 10.063 3,6 35,3 2008 11.967 9.630 3,6 33,0

* Valori concatenati: esprimono la dinamica reale (in quantità) dell’aggregato economico con riferimento al 2000.

1Incidenza su valori concatenati; VA agricoltura a prezzi base.

Investimenti fissi lordi: rapporti caratteristici per principali settori, 2008* Agricoltura Industria Servizi1 Totale

Investimenti per addetto

euro 7.500 11.200 10.700 10.700

% 70,1 104,7 100,0 100,0

Var. % 2008/07 -1,3 -4,2 -2,7 -2,7 Stock netto di capitale per addetto

000 euro 123,8 114,9 190,2 165,8

% 74,7 69,3 114,7 100,0

Var. % 2008/07 1,9 2,4 1,1 1,5

* Valori concatenati, anno di riferimento 2000.

1Al lordo degli investimenti in abitazioni.

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Nel 2008 la flessione dell’attività produttiva si è accompagnata alla decelerazione del credito alle impre-se: i finanziamenti bancari alle branche dell’economia sono cresciu-ti, nel complesso, del 6%, circa la metà rispetto al 2007.

Nel settore agricolo si è registrato un rallentamento ancora più ac-centuato, con un tasso di crescita degli impieghi del 3,9,%, inferiore di 2-3 punti percentuali rispetto alla media del quadriennio prece-dente.

L’incidenza dei finanziamenti agri-coli sul totale dell’economia è scesa al di sotto del 4%.

Per ripartizione geografica, i finan-ziamenti bancari al settore agricolo hanno presentato andamenti diffe-renziati: a fronte di una crescita ampiamente positiva nell’Italia Nord-orientale (+7,5%) e Nord-oc-cidentale (+6,6%), si è verificato un più modesto incremento

nell’I-Finanziamenti bancari per l’agricoltura e incidenza su totale economia e produzione agricola

Anno Agricoltura1 % su totale % su prod.

mio. euro economia agricola2

2004 29.942 4,4 58,2

2005 31.831 4,4 67,1

2006 34.091 4,2 71,6

2007 36.002 4,0 73,0

2008 37.421 3,9 72,5

1Inclusa silvicoltura e pesca.

2Produzione, a prezzi base, agricoltura, silvicoltura e pesca.

Fonte: Banca d’Italia.

Finanziamenti oltre il breve termine all’agricoltura (mio. euro), 2008

Finanziamenti Totale Var. % Agevolato

2008/07 su tot. %

Macchine e attrezzature1 1.658 2,3 10,1

Acquisto immobili rurali2 712 23,2 5,6

Costruzioni e fabbricati rurali 1.791 -36,8 1,2 IN COMPLESSO 4.161 -17,4 5,5

1Inclusi mezzi di trasporto e prodotti vari rurali. 2Inclusi terreni agricoli.

Fonte: Banca d’Italia.

(23)

talia meridionale (+3,5%), accom-pagnato da una leggera flessione nel Centro (-0,7%) e da un più de-ciso calo nelle Isole (-4,2%). Il rap-porto fra impieghi bancari e produ-zione agricola si è mantenuto al di

sopra del 70%, confermando l’ele-vata esposizione del settore nei con-fronti del sistema creditizio. Per i finanziamenti oltre il breve termi-ne, le erogazioni hanno subito una flessione di oltre il 17%.

Particolar-mente penalizzati sono risultati gli investimenti in costruzioni e fabbri-cati rurali. In ripresa, dopo la fles-sione del 2007, le erogazioni per gli acquisti di altri immobili e mezzi di trasporto.

(24)

Nel 2008 la spesa per i consumi in-termedi dell’agricoltura, inclusa la silvicoltura e la pesca, è aumentata in valore del 10,6%, in seguito a una lieve flessione delle quantità utilizzate (-0,7%) e a una sensibile crescita dei prezzi (+11,3%). La diminuzione delle quantità utiliz-zate ha riguardato soprattutto i mez-zi tecnici e in particolare l’energia motrice (-3%), concimi (-2,6) e mangimi (-1,3%). Sono cresciuti, vi-ceversa, i servizi e altri beni (+1,7%) e le sementi (+1,5%).

La crescita dei prezzi, già in atto dal 2007, è proseguita con ritmo soste-nuto, interessando soprattutto i concimi (+49,6%), energia motrice (+19,1), sementi (+13,3%) e man-gimi (+11,9%).

I consumi intermedi forestali e quel-li della pesca e acquacoltura sono diminuiti in quantità, rispettiva-mente del 6,3% e dell’8,3%, ma hanno registrato un aumento dei

prezzi del 5,6% per la silvicoltura e dell’11% per la pesca.

L’incidenza, in termini di quantità, dei consumi intermedi sulla

produ-zione agricola, inclusa silvicoltura e pesca, è diminuita passando dal 39,3% nel 2003 al 37,3% nel 2008.

Consumi intermedi dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (mio. euro), 2008

Concimi Sementi Mangimi1

Antiparassitari Energia Altri beni e servizi2

Reimpieghi Silvicoltura Pesca TOTALE 1.961 1.382 6.071 800 2.925 6.741 2.475 102 741 23.198 10,7%0,4% 3,2% 8,5% 5,9% 26,2% 3,4% 12,6% 29,1%

1Incluse spese varie per il bestiame.

2Spese generali, servizi di intermediazione finanziaria, attività di consulenza, acqua, trasporti, quote associative, manutenzioni, ecc.

Consumi intermedi

(25)

L’andamento dei parametri meteo-rologici del 2008 non ha creato problemi di carenza idrica nel Nord d’Italia in quanto le condizioni idrologiche delle principali fonti di approvvigionamento a uso irriguo sono state, nel complesso, buone. Alcune aree, al contrario, a causa del maltempo hanno subito danni alle produzioni agricole. Nel Centro e nel Sud, invece, si sono verificati alcuni problemi di disponibilità idrica.

Al Nord si sono verificate piogge molto abbondanti che hanno deter-minato un surplus pluviometrico. Di conseguenza, rispetto a quanto osservato nel 2007, la situazione idrica è stata soddisfacente e ha permesso, nel complesso, che la sta-gione irrigua 2008 potesse essere svolta in maniera regolare, grazie anche a un’estate fresca e piovosa. I livelli idrometrici dei laghi e fiumi non solo sono risultati superiori a

Aree con problemi da maltempo Aree interessate da scarsità idrica

Problemi derivanti dall’andamento climatico nel 2008

Fonte: INEA, Monitoraggio della stagione irrigua.

(26)

0.0 - 0.5 0.5 - 0.7 0.7 - 1.0 1.0 - 1.2 1.2 - 1.5 C°

Temperatura media annua: scarti rispetto alla norma, 2008

Fonte: UCEA. 350 - 600 600 - 800 800 - 1000 1000 - 1200 1200 - 1600 mm

(27)

quelli rilevati nel 2007 ma in più occasioni sono state avviate opera-zioni di svasamento controllato per ridurne il volume.

Le abbondanti piogge, se da un lato hanno permesso il recupero di buo-na parte del deficit idrico, ormai strutturale al Nord Italia, hanno pe-rò causato danni all’intero settore agricolo, soprattutto nel periodo aprile-agosto, che è stato caratteriz-zato da piogge, temporali, grandina-te e trombe d’aria. Particolarmengrandina-te colpiti sono stati i frutteti, i vigneti, i cereali e le ortive di pieno campo. In molte zone dell’Italia centrale la situazione idrologica, così come nel 2007, è apparsa invece critica per quasi tutto il 2008, particolarmente nell’area umbra, dove si sono resi necessari alcuni provvedimenti per disciplinare la quantità di acqua a

uso agricolo e zootecnico prelevabile dal lago Trasimeno.

Nelle regioni meridionali si è assisti-to a una notevole carenza di risorsa idrica, determinata dalle esigue pre-cipitazioni verificatesi nel periodo primaverile-estivo che non hanno permesso il riempimento degli inva-si, principale fonte di approvvigio-namento. In alcuni casi, come per alcune aree della Sardegna e della Puglia, è stato dichiarato lo stato di calamità naturale. In Sardegna, so-prattutto nell’area meridionale del-l’isola, sono stati riscontrati gravi danni su molte colture (grano duro, cereali minori, leguminose da gra-nella, erbai, prati, pascoli, agrumi e olivi), a causa non solo della siccità ma anche dell’insistere di venti sci-roccali. Una situazione di forte criti-cità si è evidenziata anche in Puglia

dove i maggiori bacini presentavano a ottobre un deficit di risorsa idrica del 20% rispetto al 2007; la persi-stente siccità, prolungatasi anche nel periodo autunnale, ha causato gravi danni alle piantagioni agrico-le. Anche in Basilicata sono state se-gnalate difficoltà nell’approvvigio-namento a scopo irriguo, con parti-colare criticità nei comprensori del-l’arco jonico lucano serviti dagli in-vasi di Monte Cotugno e del Pertu-sillo, con valori dei volumi di acqua inferiori del 46% ai valori della me-dia del periodo 2002-2007. In Sici-lia, dove alcuni invasi registravano valori inferiori rispetto al 2007 an-che del 50%, a settembre si riscon-trava una situazione di siccità a causa del permanere di alte tempe-rature con danni alla produzione olivicola e viticola.

(28)

Nel 2008, la produzione agricola ai prezzi di base, incluse la silvicoltura e la pesca, è cresciuta in valore del 4,6%, rispetto al 2007, grazie al-l’aumento delle quantità prodotte (+1,2%) e dei prezzi di base (+3,4%). A livello di comparto, si rileva una crescita della produzione per le colture erbacee (+2,3%) e so-prattutto per le colture arboree (+4%). Sono diminuite le foraggere (-3%), mentre la zootecnia è rima-sta pressoché rima-stazionaria (+0,4%). Nel comparto delle colture erbacee, il settore cerealicolo è stato caratteriz-zato da una forte ripresa delle quan-tità prodotte (+11,2%), grazie all’in-cremento delle superfici (+2,5%) e delle rese (+5,8%). In particolare, si segnala la crescita del frumento duro (+25,6%) e del tenero (+12,2%), mentre il riso è calato del 3,3%. Le produzioni industriali hanno conti-nuato a registrare una contrazione delle superfici investite (-10% per i

semi oleosi), con un calo produttivo che ha interessato soprattutto il gi-rasole (-5,4%). È diminuita la pro-duzione di tabacco (-6%) e, soprat-tutto, di barbabietola da zucchero (-3,8%).

Nel settore florovivaistico si è

regi-strata una leggera flessione per i fio-ri e le piante in vaso (-0,7%), men-tre per le produzioni vivaistiche si è verificato un incremento del 2,2%. Il settore orticolo, patate incluse, ha subito, nel complesso, un decre-mento (-1,7%), sintesi di

dinami-Produzione e servizi ai prezzi di base per principali comparti, 2008 Italia Variazione % 2008/07

mio. euro % quantità prezzi

Erbacee 14.473 27,5 2,3 0,8 Arboree 11.348 21,5 4,0 3,7 Foraggere 1.752 3,3 -3,0 8,6 Zootecnia 15.783 30,0 0,4 5,6 Servizi connessi1 5.298 10,1 0,5 4,1 Attività secondarie2 1.506 2,9 3,3 4,8 Silvicoltura 438 0,8 -11,1 0,9 Pesca 2.064 3,9 -11,7 1,6 TOTALE3 52.662 100,0 1,2 3,4

1Comprende contoterzismo attivo e passivo, confezionamento prodotti agricoli, manutenzione parchi e giardini, servizi annessi all’allevamento,

fecondazione artificiale, nuovi impianti produttivi.

2Agriturismo, trasformazione latte, frutta, carne e altre attività esercitate dalla branca agricola. 3Al lordo delle attività secondarie esercitate da altre branche di attività economica.

Risultati produttivi

(29)

Produzione agricola ai prezzi base per principali settori (mio. euro), 2008

Cereali e legumi secchi1

Ortaggi2 Colture industriali3 Florovivaismo Vite Olivo Frutta e agrumi Foraggere Carni Latte Uova e altri4 Servizi connessi 5.295 6.964 564 3.061 3.297 2.005 4.635 1.752 9.646 5.009 1.127 5.298 TOTALE 48.653 10,9% 14,3% 1,2% 6,3% 6,8% 4,1% 9,5% 3,6% 10,3% 19,8% 10,9% 2,3%

1Legumi secchi (97 mio. euro).

2Incluse patate (686 mio. euro) e fagioli freschi (291 mio. euro).

3Barbabietola da zucchero (167 mio. euro), tabacco (230 mio. euro), girasole (51 mio. euro) e soia (90 mio. euro). 4Di cui miele 20 mio. euro.

(30)

che alquanto differenziate tra le va-rie produzioni: in diminuzione ri-sultano pomodori (-9,4%), finocchi (-6%), peperoni (-4,8%), melanza-ne (-4,5%), patate (-4,9%), zucchi-ne (-5,6%); in aumento figurano carote (+7,6%), cavoli (+7,7%), ca-volfiori (+5,1%), carciofi (+2%). Nelle colture arboree si è avuto un recupero produttivo dell’olio di oliva (+7,8%). In aumento anche la frutta (+1,5%), soprattutto per il buon an-damento delle produzioni di nettari-ne (+7,4%), noci (+4,9%), actinidia (+13%) e ciliege (+29,7%). Nel settore vitivinicolo si è registra-ta una ripresa della produzione di vino (+7,9%), accompagnata da buoni risultati sotto il profilo quali-tativo, e della produzione di uva da tavola (+4,2%). Per gli agrumi si segnala un calo produttivo (-1,9%), al quale ha corrisposto un sensibile incremento dei prezzi alla produzio-ne (+11%).

Principali produzioni vegetali, 2008*

Quantità Valore1

000 t var. % 2008/07 mio. euro var. % 2008/07

Frumento tenero 3.644 12,2 703 8,8 Frumento duro 4.961 26,5 1.498 25,5 Mais ibrido 10.357 5,6 1.832 2,8 Riso 1.460 -3,3 558 29,7 Barbab. da zucchero 3.846 -23,8 167 -28,9 Tabacco 85 -6,0 230 -8,3 Soia 441 7,9 90 3,9 Girasole 262 -5,4 51 -15,6 Patate 1.693 -4,9 686 -9,8 Pomodori 5.919 -9,4 1.069 -5,6 Uva tavola 1.405 4,2 602 1,4

Uva da vino venduta 3.688 5,8 798 0,6 Vino2(000 hl) 19.276 7,9 1.886 12,9 Olio2 562 7,8 1.774 5,6 Mele 2.140 -3,8 793 7,2 Pere 859 0,4 560 21,5 Pesche e nettarine 1.655 1,5 734 3,9 Arance 2.524 -0,1 666 3,3 Limoni 521 -6,3 345 28,2 Mandarini e clementine 781 -2,6 230 2,3 Actinidia 471 13,0 370 41,9

*I dati sono provvisori 1Ai prezzi base.

2Secondo la metodologia SEC95, rientrano nel settore “agricoltura” il vino e l’olio prodotto da uve e olive proprie dell’azienda, a esclusione di

(31)

Il settore zootecnico è stato caratte-rizzato da andamenti diversificati, con aumenti per le carni avicole (+9,5%) e ovicaprine (+3,4%), mentre è diminuita la produzione di carni bovine (-2,7%), di coniglio e selvaggina (-6,9%); in lieve cre-scita le carni suine (+1,1%). La produzione di latte vaccino ha su-bito una leggera flessione (-0,8%), associata a un incremento dei prez-zi pagati al produttore (+11,7%); in leggero aumento la produzione di latte ovicaprino (+0,6%). Il miele ha subito un fortissimo calo (-40%), in conseguenza del perdu-rare delle avversità climatiche, dei focolai di varroa e degli effetti tos-sici dei fitofarmaci.

La produzione della silvicoltura ha subito un ulteriore sensibile ca-lo (-11,1%) dopo quelca-lo del 2007, a causa della flessione del legname da lavoro (-18,7%). Anche nella pesca si è registrata una contrazione delle

quantità pescate (-11,7%), che ha interessato soprattutto il prodotto di provenienza mediterranea, mentre si è avuto un incremento per la pe-sca in acque interne (+2%). I servizi connessi all’agricoltura e zootecnia hanno registrano una mo-desta crescita (+0,5%), risentendo,

tra l’altro, della negativa evoluzione delle attività di sistemazione di par-chi e giardini, mentre è proseguito l’incremento delle attività seconda-rie e complementari, agriturismo incluso (+3,3%).

Nella UE 27, l’annata agricola 2008 è stata caratterizzata da un

Principali produzioni zootecniche, 2008*

Quantità1 Valore2

000 t var. % 2008/07 mio. euro var. % 2008/07

Carni bovine 1.470 -2,7 3.364 0,3 Carni suine 2.009 1,1 2.574 8,5 Carni ovi-caprine 70 3,4 225 -3,5 Carni avicole 1.546 9,5 2.382 5,0 Carni di coniglio e selvaggina 461 -6,9 1.035 -1,5 Uova (milioni di pezzi) 13.070 1,5 1.096 6,9 Latte vaccino3(000 hl.) 108.802 -0,8 4.431 10,8

Latte ovicaprino (000 hl.) 5.994 0,6 578 18,6

Miele 7 -40,0 20 -24,4

*I dati sono provvisori 1Peso vivo per la carne. 2Ai prezzi di base. 3Incluso latte bufalino.

(32)

Austria Belgio Bulgaria Danimarca Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Lussemburgo Paesi Bassi Polonia Portogallo Regno Unito Romania Spagna Svezia Ungheria UE 27 56,2 65,3 71,9 66,8 63 56,1 66,9 40,8 68,3 43,2 57,7 61,6 58,3 67,7 64,1 56,2 70,9 63 56,9 43,2

Peso dei consumi intermedi sulla produzione (%) Produzione agricola ai prezzi

base e consumi intermedi nei paesi dell’UE, 2007 (%) Produzione Consumi intermedi Austria 1,8 1,8 Belgio 2,1 2,4 Bulgaria 0,9 1,0 Danimarca 2,6 3,3 Finlandia 1,3 1,5 Francia 18,7 18,4 Germania 12,7 15,0 Grecia 3,0 2,2 Irlanda 1,7 2,0 Italia 12,5 9,5 Lussemburgo 0,1 0,1 Paesi Bassi 6,5 7,0 Polonia 5,6 5,7 Portogallo 1,9 2,2 Regno Unito 6,4 7,2 Romania 4,0 4,0 Spagna 11,4 8,7 Svezia 1,4 1,8 Ungheria 1,9 2,1 UE 27 (mio. euro) 355.810 202.294

(33)

aumento del volume complessivo della produzione agricola (+3,8%), che si è concentrato nel comparto delle colture vegetali, interessando le produzioni di cereali (+22,3%), olio di oliva (+9,6%), frutta (+2,5%) e ortaggi (+1,8%). Sono

diminuite, viceversa, le produzioni di patate (-4%) e di barbabietola da zucchero (-12,1%). Stazionarie le produzioni vitivinicole. Il volume della produzione zootecnica è rima-sto nel complesso stabile, registran-do aumenti per il settore avicolo

(carni +3,3%, uova +1,1%) e dimi-nuzioni per i suini (-1,6%) e gli ovicaprini (-6%). Modesta la cre-scita del latte (+0,7%). In aumento i servizi connessi alle produzioni (+2%) e le attività secondarie, tra cui l’agriturismo (+1,8%).

(34)

L’evoluzione della ragione di scam-bio dell’agricoltura, misurata dal rapporto fra l’indice dei prezzi alla produzione e quello dei prezzi dei consumi intermedi, ha presentato nel 2008 un sensibile deterioramen-to (-6,2%), dopo quello già registra-to nel 2007.

I prezzi dei consumi intermedi dell’a-gricoltura, silvicoltura e pesca sono aumentati mediamente dell’11,3%, quelli degli investimenti sono cresciu-ti del 4,9%, il costo del lavoro dipen-dente è aumentato dello 0,7%. I prezzi della branca agricoltura hanno presentato, in media, un in-cremento del 3,7%, che ha consoli-dato la ripresa in atto dal 2006. Au-menti si sono registrati per gli alle-vamenti zootecnici (+5,6), in ripresa dopo la fase stazionaria del 2007. Sono cresciuti anche i prezzi delle coltivazioni foraggere (+8,5%), mentre le colture arboree hanno pre-sentato un profilo più moderato

(+3,7%). Viceversa, le colture erba-cee hanno subito, nel complesso, un

rallentamento (+0,7%), dopo l’ac-centuata ripresa del 2007.

100 110 120 130 140 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

Costo lavoro dipendente Investimenti Consumi intermedi Prezzi agricoli alla produzione Prezzi consumo - alimentari e bevande Numeri indice (base 2000 = 100)

Fonte: ISTAT.

(35)

Nel 2008 la composizione del valore della produzione agricola, inclusi i contributi alla produzione e le im-poste indirette, mostra un’incidenza dei consumi intermedi (sementi, concimi, mangimi, energia, servizi, ecc.) pari al 41,7%.

I redditi da lavoro dipendente inci-dono per il 16,6%; la remunerazio-ne del lavoro autonomo (coltivatori, coadiuvanti familiari, imprenditori, ecc.), del capitale e dell’impresa, al lordo degli ammortamenti, ha as-sorbito il 32,2% del valore della produzione.

I contributi e le sovvenzioni erogati dallo Stato, amministrazioni centrali e dalla UE hanno inciso per il 7,6%. A livello comunitario, secondo le stime Eurostat riferite al 2008, il reddito reale agricolo per unità di lavoro* è diminuito del 3,5% nella media della UE 27, con

un’accen-tuata differenziazione tra i paesi membri. Diminuzioni anche forti si sono verificate in 19 paesi e in par-ticolare in Danimarca (-24,7), Esto-nia (-23%), Belgio (-22,6%) e Li-tuania (-19,4%). Viceversa, si è

re-gistrato un aumento in otto paesi membri, in particolare in Bulgaria (+28,9%), Romania (+28,4%), Un-gheria (+18,6%) e Regno Unito (+16,5%). In Italia si è registrato l’incremento più basso (+1,7%).

*Corrisponde al valore aggiunto netto reale agricolo, al costo dei fattori, per unità di lavoro annuo totale.

Ripartizione del valore della produzione agricola, 2008*

TOTALE 55.575 41,7% 1,8% 7,6% 16,6% 32,2% Consumi intermedi Imposte indirette sulla produzione Contributi alla produzione Redditi da lavoro dipendente Redditi da lavoro autonomo, capitale e impresa1

23.198 1.004 4.213 9.253 17.907

* Inclusa la silvicoltura e la pesca.

1Al lordo degli ammortamenti.

(36)
(37)

Il sistema agroalimentare costitui-sce un complesso di attività in cui l’agricoltura interagisce con tutti i settori ad essa collegati a monte e a valle: produzione di mezzi tecnici (fertilizzanti, antiparassitari, man-gimi, energia, ecc.), industria ali-mentare, distribuzione al consumo e ristorazione collettiva.

Per il 2008, la dimensione econo-mica del complesso viene stimata in circa 250 miliardi di euro, pari al 15,9% del PIL. Le principali componenti sono rappresentate da circa 28,4 miliardi di valore ag-giunto (VA) agricolo, 23,2 miliardi di consumi intermedi agricoli, 19,6 miliardi di investimenti agroindu-striali, 26,5 miliardi di VA dell’in-dustria alimentare, 37,7 miliardi di VA dei servizi di ristorazione e 98,3 miliardi di valore della com-mercializzazione e distribuzione. 11,4% 10,6% 9,3% 39,2% 15,0% 5,5% 1,2% 7,8% VA dell’Agricoltura Consumi intermedi agricoli Commercio e distribuzione VA Industria alimentare VA Servizi di ristorazione Imposte indirette settori agroindustriali Sostegni alla produzione1

Investimenti agroindustriali2 TOTALE 28.442 23.198 98.289 26.467 37.668 13.891 2.931 19.603 250.489

* Nell’agricoltura è compresa la silvicoltura e la pesca; nell’industria alimentare sono comprese le bevande e il tabacco.

1Importo riferito alle sovvenzioni per l’agricoltura sulla “produzione e attività d’impresa”; la quota di sovvenzioni sui “prodotti agricoli”, pari a

1.282 milioni di euro, è inclusa nel valore aggiunto agricolo, ai prezzi di base.

2Stima su dati ISTAT.

Principali componenti del sistema agroindustriale* ai prezzi di base (mio. euro), 2008

(38)

L’industria alimentare, incluse be-vande e tabacco, annovera circa 63.000 imprese (ISTAT - Struttura e dimensione delle imprese - anno 2007). Nel 2008, l’occupazione ha raggiunto 468.300 unità di lavoro e una incidenza del 9% sul totale in-dustria. Permangono forti squilibri di diffusione territoriale: nel Cen-tro-Nord si concentrano il 71% de-gli occupati e il 78% circa del valore aggiunto ai prezzi base.

La produzione dell’industria alimen-tare e delle bevande è rimasta nel 2008 pressoché stazionaria (-0,1%), a fronte di una sensibile flessione del comparto industriale (-3,2%). Pro-segue la contrazione dell’industria del tabacco (-13,2%), anche in se-guito al ridimensionamento della coltura tabacchicola.

Il valore aggiunto del settore è di-minuito (-1%) rispetto al 2007 in quantità, ma è aumentato in valore (+8,5%) per effetto della crescita

dei prezzi; l’incidenza sul VA del-l’industria in senso stretto (attività estrattive e manifatturiere) e

del-l’agricoltura è pari, rispettivamen-te al 9% e al 93,1%. Rispetto al 2007, si segnalano gli aumenti per

* Incluse bevande e tabacco.

1A prezzi base.

Fonte: stime su dati ISTAT.

120.100 26.467 455 468,3 328,6 9 93,1 (mio. euro) Produzione totale1 Valore aggiunto1 Contributi produzione VA dell’industria alimentare in % su VA del totale industria VA dell’agricoltura UL (000) Occupati totali di cui dipendenti Industria alimentare*: principali aggregati macroeconomici, 2008

(39)

Dietetici e comparti vari1 Lattiero-caseario Dolciario Salumi Carni bovine Mangimistico Avicolo Pasta Conserve vegetali Olio di oliva e di semi Molitorio Surgelati Vino2 Birra Zucchero Succhi di frutta Riso Ittici

TOTALE 119.000 mio. euro (%) 32.485 14.500 11.306 7.578 5.900 6.450 5.300 4.600 3.700 4.200 3.500 2.225 10.900 2.450 650 1.086 1.200 970 27,3 12,2 9,5 6,4 5,0 5,4 4,4 3,9 3,1 3,5 2,9 1,9 9,2 2,1 0,5 0,9 1,0 0,8

Fatturato dell’industria alimentare per settori (mio. euro), 2008 Variazione della produzione alimentare per comparti, in quantità (%) Var. 2008/07 Lavorazione granaglie1 -1,3 Pane -0,1 Biscotti 2,9 Pasta 0,2 Lavorazione ortofrutticoli2 5,1

Oli e grassi vegetali e animali 1,1 Macellazione bestiame e lav.ne carni 0,7 Lattiero-caseario3 -1,8 Produzione zucchero -28,8 Dolciario -0,5 Condimenti e spezie 9,7 Vino4 -3,7 Birra -3,0

Acque minerali e bibite analcoliche -0,5

Mangimi 1,9

TOTALE -0,1

1Incluse farine di grano tenero, semole di grano duro e prodotti

ami-dacei.

2Inclusi succhi di frutta e ortaggi (var. -3,4%). 3Inclusa fabbricazione gelati (var. -9,4%). 4Da uva non autoprodotta. 1Infanzia e dietetici 2.800 milioni di euro, bevande gassate 1.800, caffè 2.350, acque minerali 2.300 e prodotti vari 23.235.

2Incluse le cooperative e le filiere corte (agricoltori - produttori).

(40)

la produzione di carni (+0,7%), oli e grassi (+1,1), biscotti (+2,9), la-vorazione e trasformazione di pro-dotti ortofrutticoli (+5,1%), condi-menti e spezie (+9,7%), mangimi (+1,9%). Sono, viceversa,

diminui-te le produzioni di granaglie e fari-ne (-1,3%), lattiero-caseari (-1,8), zucchero (-28,8%), vino (-3,7%) e birra (-3%).

Nella UE l’agroalimentare, incluso il tabacco, ha conseguito nel 2006

un valore aggiunto di circa 197 mi-liardi di euro e 4,7 milioni di occu-pati, pari rispettivamente, al 11,5% del valore aggiunto e al 13,7% degli occupati del settore in-dustriale.

Industria alimentare, bevande e tabacco nell’UE 27, 2006

VA Su VA industria Occupati Su occupati industria

mio. euro % 000 unità %

Totale UE 27 196.666 11,5 4.708,9 13,7 Carne 30.000 1,8 1.000,0 2,9 Prodotti ittici 3.955 0,2 129,4 0,4 Lattiero-caseari 17.337 1,0 400,0 1,2 Lavorazione granaglie, amidi 6.644 0,4 121,2 0,3 Ortofrutta trasformata 11.402 0,7 280,6 0,8 Grassi vegetali e animali 3.991 0,2 71,5 0,2 Mangimi 9.136 0,5 130,0 0,4 Altre industrie alimentari1 71.951 4,2 2.052,2 6,0

Bevande 34.000 2,0 460,0 1,3 Tabacco 8.250 0,5 64,0 0,2

1Pane, pasta, zucchero, dolciari, tè, caffè, alimenti dietetici e per l’infanzia, condimenti, spezie, ecc.

Fonte: EUROSTAT.

Fatturato industria alimentare, bevande e tabacco nei paesi UE 27, 2006

Fatturato

Paesi mio. euro %

Belgio 33.301 3,5 Danimarca 21.390 2,3 Francia 163.651 17,4 Germania 176.769 18,8 Irlanda 24.300 2,6 Italia 119.754 12,7 Paesi Bassi 57.064 6,1 Polonia 41.518 4,4 Regno Unito 120.219 12,7 Spagna 91.177 9,7 Altri paesi UE 93.292 9,9 IN COMPLESSO 942.435 100,0 Fonte: EUROSTAT.

(41)

La rete commerciale al dettaglio fis-so, con attività prevalente nel setto-re alimentasetto-re, psetto-resentava a fine 2008 una consistenza di 189.709 esercizi, con una contrazione di 2.219 unità (-1,2% rispetto al 2007). La flessione è da attribuire soprattutto alla chiusura di esercizi

di vendita delle carni (-2,4%), frut-ta (-2,3%) e altri esercizi specializ-zati (-2,7%). Diminuiscono anche i negozi despecializzati (-0,3%), mentre prosegue l’aumento delle ri-vendite di vini, oli e bevande (+1,8%). A livello territoriale, la consistenza della rete alimentare

presenta una diminuzione più ac-centuata nel Nord (-1,3%). Il valore delle vendite alimentari del com-mercio fisso al dettaglio è aumenta-to dello 0,7%, sintesi di un incre-mento nella grande distribuzione (+1,3%) e di una flessione per le imprese operanti su piccole superfici Esercizi commerciali alimentari,* 2008

Nord Centro Sud e Isole Italia

numero % numero % numero % numero %

Frutta e verdura 7.521 11,3 4.193 12,1 9.002 10,1 20.716 10,9 Carni 10.314 15,6 5.714 16,5 19.060 21,5 35.088 18,5 Pesci e prodotti della pesca 1.496 2,3 1.466 4,2 5.451 6,1 8.413 4,4 Pane e pasticceria 5.782 8,7 2.113 6,1 4.483 5,0 12.378 6,5 Vini, oli e bevande 2.287 3,4 1.244 3,6 1.954 2,2 5.485 2,9 Altri alimentari specializzati 6.263 9,5 2.687 7,8 9.059 10,2 18.009 9,5 Alimentari non specializzati 32.606 49,2 17.166 49,7 39.848 44,9 89.620 47,3 In complesso 66.269 100,0 34.583 100,0 88.857 100,0 189.709 100,0 % su totale esercizi 22,6 22,5 27,0 24,5

DENSITÀ1 413 341 235 316

* Sedi e unità locali.

1Abitanti/esercizio alimentare.

Fonte: Osservatorio nazionale del commercio, Ministero dello Sviluppo Economico.

(42)

(-1,7%). Le vendite sono aumentate nel Nord-Est (+1,7%) e leggermen-te diminuileggermen-te nel Centro (-0,1%). Grande distribuzione

Al 1° gennaio 2008 sono stati cen-siti 8.814 supermercati (+2,8% ri-spetto all’anno precedente). L’au-mento ha interessato soprattutto il Mezzogiorno (+3,2% unità di

ven-dita). In crescita anche la superfi-cie complessiva di vendita, che ha superato 7,7 milioni di mq (+4%) e l’occupazione con circa 158.000 addetti (+1,1%). Anche gli iper-mercati sono in aumento, raggiun-gendo 520 unità (+6,1%), con una superficie complessiva di vendita di circa 3,2 milioni di mq (+7,5%) e 82.000 addetti (+2,8%). Anche

in questo caso è nel Mezzogiorno che si è registrata la maggiore cre-scita in termini di consistenza (+13,1%), superficie (+17,3%) e addetti (+10%).

Le vendite dei supermercati sono au-mentate in valore dell’1,1% rispetto al 2007, quelle degli ipermercati (settore alimentare) dell’1,7% e quelle degli hard discount dell’1,4%.

Grande distribuzione alimentare per ripartizione territoriale*, 2007

Unità operative Superficie di vendita1 Addetti1 Numero di unità Sup. di vendita numero var. % mq var. % numero var. % per 100.000 mq/1.000

2007/06 2007/06 2007/06 abitanti abitanti

Nord 5.010 2,9 6.263.510 4,2 145.316 1,1 18,5 231,0 Centro 1.768 2,6 1.989.798 4,1 47.307 0,4 15,1 170,4 Sud e Isole 2.556 3,6 2.677.582 7,6 46.863 4,9 12,3 128,6 TOTALE 9.334 3,0 10.930.890 5,0 239.486 1,7 15,7 183,3

* Supermercati e ipermercati. Dati al 1° gennaio 2008.

1Superficie e addetti per il complesso dei reparti alimentari e non alimentari.

(43)

Nel 2008 la spesa delle famiglie ita-liane per generi alimentari e bevan-de è stata di circa 144 miliardi di euro, con un incremento in valore del 2,9%. Il livello complessivo

dei consumi è diminuito in volume (-2,4%). Rispetto al 1998, la quota dei consumi alimentari, in valore, sulla spesa totale delle famiglie è scesa dal 16,9% al 15,4%. La spesa

per i servizi di ristorazione è stata di circa 71 miliardi di euro, con un in-cremento del 3,5% rispetto al 2007, dovuto soprattutto all’aumento dei prezzi (+3,3%). Tra il 1998 e il 2008 l’incidenza di questa voce, in rapporto al valore dei consumi ali-mentari, è salita dal 40% al 49%. Le categorie che incidono maggior-mente, in termini di spesa, sono la carne (31,7 miliardi di euro), il pa-ne e trasformati di cereali (26 mi-liardi di euro), gli ortofrutticoli (24 miliardi di euro), i lattiero-caseari e le uova (17,8 miliardi). Rispetto al 2007, si sono registrate diminuzio-ni, in volume, per tutti i generi ali-mentari, soprattutto per pane e ce-reali (-3,4%), pesce (-5,4%), frutta (-3,2%), oli e grassi (-3%), zucche-ro e dolciari (-2,8%), bevande alco-liche (-3,8%). Sono rimasti stazio-nari i consumi di ortaggi e quelli di caffè, tè, cacao; in crescita i dietetici (+3,3%).

Struttura dei consumi alimentari, 2008

Prodotti % sulla spesa Tasso % medio annuo di variazione 2008/1998

alimentare quantità prezzi

Carne 22,5 0,7 2,4

Pane e trasformati di cereali 19,2 1,0 2,7 Lattiero-caseari e uova 12,8 0,1 2,3 Ortaggi e patate 10,6 0,2 3,0

Frutta 6,6 0,5 2,5

Pesce 6,2 -0,2 3,0

Zucchero e dolciari1 6,2 0,7 2,0

Vino e bevande alcoliche 4,8 0,1 2,4 Acque minerali e altre bevande2 5,1 1,0 1,6

Oli e grassi 4,4 -1,4 2,7 Caffè, tè e cacao 1,3 0,5 1,0 Altri alimentari3 0,3 2,9 1,0

IN COMPLESSO 100,0 0,4 2,5

1Marmellata, miele, sciroppi, cioccolato e pasticceria. 2Bevande gassate, succhi, ecc.

3Dietetici, spezie, prodotti per l’infanzia, ecc.

(44)

Consumi alimentari in alcuni paesi UE (Kg pro capite), 2007

Prodotti Bulgaria Francia Germania Grecia Italia Polonia Portogallo Regno Unito Romania Ungheria

Cereali e derivati nd 112,9 111,1 206,4 158,8 140,8 128,0 125,6 nd 166,0 Riso lavorato 3,9 6,4 3,2 4,8 nd 2,0 nd nd 3,2 6,1

Patate 38,3 50,6 68,5 93,5 44,7 120,7 88,6 96,9 91,2 59,4 Pomodori freschi e trasformati 22,3 30,8 22,6 82,1 301,6 17,6 nd 16,2 36,0 18,5

Frutta fresca1 14,6 39,5 26,0 91,7 66,2 7,9 55,0 19,5 21,1 35,8 Agrumi 10,2 116,6 41,9 89,5 62,7 13,2 30,6 5,4 13,7 15,2 Latte al consumo2 nd 67,1 64,2 66,6 60,1 nd 92,2 115,6 nd nd Formaggi nd 23,7 20,5 35,7 22,6 nd 10,5 10,1 nd nd Uova nd nd 13,0 10,3 nd nd nd nd nd nd Burro nd 7,9 6,3 0,8 2,9 nd 1,6 2,6 nd nd Carni totale nd 102,0 90,0 83,0 91,0 nd 109,0 82,0 72,0 82,0 bovina nd 26,0 13,0 17,0 25,0 nd 19,0 21,1 11,1 3,0 suina nd 35,0 56,0 28,0 39,0 nd 47,0 23,0 33,0 46,0 Oli e grassi vegetali nd 15,2 nd 48,6 27,9 5,3 nd nd 12,7 15,0 Zucchero 26,0 31,7 37,4 38,1 43,6 33,8 30,4 23,7 30,3 42,9 Vino3 nd 47,9 24,6 28,8 40,0 1,8 42,7 20,1 24,3 32,2

1Mele, pere, pesche, uva da tavola. 2Compresi altri prodotti freschi, crema esclusa. 3Litri pro capite.

La spesa media mensile delle fami-glie per alimentari e bevande si è at-testata su un livello più elevato ri-spetto al 2007 (475 euro contro

466); essa ha rappresentato il 19,1% della spesa mensile totale, contro il 18,8% del 2007.

Il maggiore incremento della

spe-sa si è registrato nel Nord (+3,3%) e nel Centro (+1,4%), mentre è rimasta stabile nel Mez-zogiorno.

(45)

Commercio estero

Il 2008 segna un accentuato miglio-ramento della posizione italiana ri-spetto al 2007 sia dal lato degli scambi commerciali che della produ-zione agroindustriale. Quest’ultima registra un incremento pari al 6%, decisamente superiore a quello del-l’anno precedente; la posizione del nostro paese in termini di esportazio-ni migliora da un anno all’altro, atte-standosi al 7,1%, a fronte di impor-tazioni la cui crescita si mantiene in linea con quella del 2007 (+2,2%). Le dinamiche commerciali influen-zano positivamente il saldo della bi-lancia, che, pur mantenendo il segno negativo, registra un miglioramento di 12,4 punti percentuali. Il saldo normalizzato migliora anch’esso, di circa 2 punti percentuali, attestando-si a -12,2%.

Dall’osservazione dei principali indi-catori sul commercio, emerge che il grado di auto approvvigionamento aumenta di quasi 2 punti

percentua-li, conseguenza della performance positiva della produzione agroindu-striale che prevale sull’incremento registrato dall’aggregato del consu-mo. Nonostante il risultato positivo delle esportazioni, l’incremento della

propensione a esportare risulta con-tenuto, sempre a causa della conte-stuale crescita della produzione, ri-portando solo una lieve variazione rispetto al 2007 (+1%). I risultati fa-vorevoli del flusso in uscita vengono, Bilancia agroindustriale e sistema agroindustriale*

2000 2007 2008

AGGREGATI MACROECONOMICI

Totale produzione agroindustriale1 (P) 67.899 73.705 78.108

Importazioni (I) 25.358 33.112 33.826 Esportazioni (E) 16.867 24.732 26.482 Saldo (E-I) -8.491 -8.380 -7.344 Volume di commercio2 (E+I) 42.225 57.844 60.308

Consumo apparente3 (C = P+I-E) 76.390 82.085 85.452

INDICATORI (%)

Grado di autoapprovvigionamento4 (P/C) 88,9 89,8 91,4

Propensione a importare5 (I/C) 33,2 40,3 39,6

Propensione a esportare6 (E/P) 24,8 33,6 33,9

Grado di copertura commerciale7 (E/I) 66,5 74,7 78,3

* Milioni di euro correnti, i dati relativi alla produzione agroindustriale e al commercio comprendono anche la voce “tabacco lavorato”.

1Produzione agricoltura, silvicoltura e pesca e valore aggiunto

dell’in-dustria alimentare a prezzi base.

2Somma delle esportazioni e delle importazioni.

3Produzione agroindustriale più le importazioni e meno le esportazioni. 4Rapporto tra produzione e consumi.

5Rapporto tra importazioni e consumi. 6Rapporto tra esportazioni e produzioni. 7Rapporto tra esportazioni e importazioni.

(46)

invece, valorizzati dall’aumento di quasi il 5% del grado di copertura commerciale. Per quanto riguarda la propensione a importare, essa si ri-duce di quasi 2 punti percentuali. La quota della componente

agroali-mentare sul totale degli scambi si mantiene nel 2008 praticamente in-variata, rappresentando il 9% per le importazioni e il 7,2% per le espor-tazioni.

I 27 paesi dell’UE costituiscono il

nostro partner commerciale più rile-vante in quanto accentrano sia in entrata che in uscita una quota pari a circa il 70% del totale, quota sta-bile rispetto al 2007 per l’import e in crescita del 6% per l’export. Sem-pre in termini di quote, altre aree di interesse per i nostri scambi sono, per le importazioni, il Sud America (9,4% del totale) e l’Asia (6,7%), per le esportazioni il Nord America (10,3%) e l’Asia (4,7%).

I primi 5 paesi nostri principali for-nitori continuano a essere Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Austria, invariata è anche la gra-duatoria dei più importanti destina-tari delle nostre vendite: Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Spagna.

Il peso percentuale di esportazioni e importazioni in termini di settore primario e industria alimentare mo-stra il netto vantaggio competitivo dell’Italia nei prodotti trasformati:

70% 4% 10% 7% 3% 1% 5% UE 27 Germania

Altri paesi europei non mediterranei

Svizzera

PTM

Turchia

Nord America

Stati Uniti d’America

Centro - Sud America Asia paesi non mediterranei

Giappone Altri TOTALE 18.491 5.215 1.882 1.137 992 165 2.720 2.241 312 1.246 517 839 26.482 Destinazione delle esportazioni agroalimentari italiane (mio. euro), 2008

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