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Chi vince e chi perde nella partita

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Academic year: 2021

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12-10-2020

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MEZZOGIORNO DI LIBRI IL SAGGIO DI VALERIO CASTRONOVO EDITO DA LATERZA

Chi vince e chi perde nella partita

per i nuovi equilibri internazionali

di PIETRO POLIERI

S

i può esser certi che, se Valerio Castro- novo non avesse ultimato editorialmen- te il suo nuovo saggio Chi vince e chi perde. I nuovi equilibri internazionali (Laterza, Roma-Bari 2020, 263 pp., curo 20) pra- ticamente nel mese di maggio 2020, bensì alla fine di settembre dello stesso anno, sicuramente non avrebbe trascurato di inserire in tale sua opera - che si presenta come un catalogo ragionato di riquadri storici puntuali, che lo studioso ritiene trasformativi in modo sostanziale dell'ordine eco- nomico, politico e sociale mondiale di inizio secolo - la vicenda clamorosa della firma del «Patto di Abramo» tra Israele; Emirati Arabi e Bahrein, benedetto da Donald Trump, con cui si sancisce effettivamente la nascita di un inedito asse ebrai- co-musulmano/arabo-israeliano capace di dare una spallata da piazzato rugbista di prima linea all'attuale forma geopolitica del mondo.

Con tutte le scosse di assestamento che questo terremoto economico-politico sta già comportan- do, per esempio in Iran, in Turchia e tra le file dei partiti ultranazionalisti palestinesi, dove viene giudicato come un vero e proprio incubo per l'uni- verso nazional-islamico, visto che, per un verso, marginalizza la posizione nello scacchiere inter- nazionale dei primi due stati, per un altro, riduce al lumicino le già esigue possibilità per i palestinesi di svegliarsi su un territorio proprio, indipendente da Israele. Insomma, questione di mesi e Castro- novo avrebbe dovuto probabilmente raccontare un'altra storia e disegnare il profilo di differenti

LO STORICO Valerio Castronovo

attori geopolitici: insoliti protagonisti, inquietanti comparse e improbabili figuranti.

Ma è lo stesso professore di Storia contempo- ranea, in fondo, a spiegare le ragioni di questa estrema mutevolezza e volatilità storica, illumi- nando alcuni concetti grazie ai quali poterla fit- tiziamente bloccare per consentirne una decodi- ficazione scientifica. Per questo allestisce tra le righe del suo scritto una specie di dizionario in trasparenza delle «parole d'ordine del disordine», quelle cioè che contribuiscono a far cogliere ra- zionalmente l'aspetto qualitativo e la grevità quan- titativa di fenomeni e dinamiche, che diversamen- te si dileguerebbero nella ipervelocità schizzata e frenetica della loro esecuzione temporale. Il pas- saggio repentino da un mondo in cui la globa- lizzazione e il mercato deregolamentato, con le loro promesse di progressi paradisiaci per tutti, e la supremazia incontrastata a livello ecumenico de- gli Usa in campo economico e politico-militare erano considerati come realtà ormai acquisite e suscettibili solo di conferma odi ulteriore positivo sviluppo, a uno in cui i particolarismi nazionali, mercantili e ideologici, associati a omogenei lea- derismi anti-politici, e l'affioramento di nuovi co- lossi, del peso del Dragone rosso cinese e dell'India, costituiscono il nuovo temporaneo palcoscenico internazionale, è interpretato a partire da tre ca- tegorie concettuali, corrispondenti ad altrettante caratteristiche del modo di svolgimento della sto- ria attuale.

La radicalità, con la quale si illustra la tra- sformazione estrema di interi paradigmi, relativi a ogni livello di osservazione; la vertiginosità, grazie

a cui si chiarisce l'imprevedibilità delle conse- guenze della maggior parte dei fenomeni in corso;

l'intensità, in virtù della quale i fatti acquisiscono una particolare incidenza se intesi nel loro svi- luppo verticale piuttosto che orizzontale. Tutta la storia contemporanea - dalle criticità espresse dall'Europa nell'individuazione di un punto di equilibrio integrato tra le varie dimensioni della sua operatività alla rinascita dei nazionalismi su nuove basi o a partire da movimenti spontanei non-organizzati; dal neo-isolazionismo inglese ma- nifestato con la Brexit alla permanenza inquie- tante della minaccia terroristica jihadista; dalla tragedia ecologica apparentemente inarrestabile al tunnel ancora senza luce dell'emergenza sa- nitaria mondiale causata dalla diffusione del Co- ronavirus - è concepita come un vulcano, in cui l'attività magmatica è non solo costante, ma così costantemente mutante, da costi. ingere lo storico a farsi più che altro cronista, piegato sulla singo- larità semanticamente autonoma dell'evento, sul singulto evenemenziale intermittente, piuttosto che sulla linearità onnicomprensiva della storia, sulla continuità logico-causale degli avvenimenti e delle vicende umane.

E se si pensa, poi, che a tale neo-configurazione della storia ha contribuito in modo fondamentale l'applicazione delle tecnoscienze e della Rete, così da imprimerle un processo di incontrollata ac- celerazione, infosferizzandola, evaporandola, si comprende la ragione per cui continuare a fa- re-storia oggi in modo serio significa sapere chi abbia vinto, ovvero proprio lo storico contro la storia della morte della Storia.

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