PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

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PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Reg.delib.n.

2114

Prot. n.

VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE O G G E T T O:

Indirizzi per il riordino della rete ospedaliera.

Il giorno 05 Dicembre 2014 ad ore 08:10 nella sala delle Sedute in seguito a convocazione disposta con avviso agli assessori, si è riunita

LA GIUNTA PROVINCIALE sotto la presidenza del

PRESIDENTE UGO ROSSI

Presenti: VICE PRESIDENTE ALESSANDRO OLIVI

ASSESSORI DONATA BORGONOVO RE CARLO DALDOSS

SARA FERRARI MAURO GILMOZZI TIZIANO MELLARINI

Assenti: MICHELE DALLAPICCOLA

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La Relatrice premette quanto segue.

Gli obiettivi di riordino e governo a medio-lungo termine del Servizio sanitario provinciale (SSP) delineati dalla legge provinciale sulla tutela della salute (LP 16/2010), confermati dai successivi provvedimenti di programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari, sono stati ripresi e declinati poi nel Piano di miglioramento 2013-2015 predisposto dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari (PdM 2013-2015) e approvato dalla Giunta provinciale con deliberazione n. 1493 del 19 luglio 2013, basandosi essenzialmente su due principi fondamentali: la razionalizzazione della rete ospedaliera e lo sviluppo dei servizi territoriali favorendone l’integrazione.

Le scelte di riorganizzazione delle strutture ospedaliere sono ancorate a puntuali e inderogabili fonti normative e comprovate evidenze tecnico-scientifiche che mettono in relazione sicurezza, qualità e equità delle attività clinico-assistenziali con l’assetto organizzativo, inteso sia in senso gestionale che di professionalità.

Il requisito di sicurezza e qualità delle cure è condizionato da tre aspetti:

- il personale, la cui competenza professionale è legata, oltre che alla formazione, anche alla casistica trattata;

- le tecnologie, che, specie se complesse, non possono essere distribuite su ogni struttura ospedaliera, ma devono essere centralizzate per esigenze di efficienza ed economicità;

- l’organizzazione, che deve permettere la valutazione e la gestione multidisciplinare delle patologie.

L’equità dell’accesso alle cure deve tener conto di:

- punti di erogazione sulla base del bacino di utenza e delle caratteristiche oro-geografiche;

- distribuzione di specialità e strutture in base a valutazioni epidemiologiche e tecnico-organizzative;

- organizzazione della rete dell’emergenza.

La razionalizzazione dell’assistenza ospedaliera mira a garantire pari opportunità di accesso ai servizi sanitari e omogeneità di trattamento per tutti i cittadini della Provincia autonoma di Trento. L’organizzazione a rete consente di coniugare sicurezza e efficacia delle cure con efficienza, sostenibilità nel medio-lungo periodo e etica di uso delle risorse pubbliche.

Il principale strumento individuato per la realizzazione della rete ospedaliera trentina è il Servizio ospedaliero provinciale (SOP), disciplinato all’art. 34 della L.P. 16/2010, che consente la gestione coordinata delle sette strutture ospedaliere pubbliche in un’ottica di unica rete provinciale. La struttura del SOP risulta a doppia matrice e permette la gestione verticale delle strutture stesse, secondo una linea di gestione operativa, e parallelamente il governo clinico - trasversale a tutte le strutture ed in continuità con i servizi territoriali (Distretti sanitari) - attraverso i 12 Dipartimenti.

Costituiscono ulteriore riferimento per la definizione della rete ospedaliera il Patto per la Salute 2014-2016 del 10 luglio 2014 e il regolamento sugli standard ospedalieri del 5 agosto 2014 approvato con Intesa stato-regioni n. 98/CSR.

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strutture componenti promuovendone l’integrazione e lo sviluppo unitario secondo il modello Hub & Spoke (letteralmente mozzo e raggi); inoltre la rete ospedaliera non è costituita dalla sommatoria delle strutture componenti ma opera per macrofunzioni ospedaliere (principio di trasversalità) e si realizza tramite processi di accentramento/decentramento della casistica basati su percorsi clinici (principio della concorrenza).

La progettazione e attuazione della rete ospedaliera comporta quindi:

a. la definizione dei criteri di erogazione delle attività presso i presidi facenti parte della rete, in un’ottica di sistema e a garanzia di una sicura, appropriata e sostenibile distribuzione delle risorse umane e tecnologiche;

b. il riconoscimento reciproco da parte degli attori della rete e la tutela del patrimonio di competenze e professionalità esistenti, evitandone la dispersione e fornendo loro tutti i mezzi di sussidiarietà e crescita necessari;

c. la definizione di un sistema di regole che consenta il funzionamento coordinato della rete stessa.

Il modello di rete Hub & Spoke, implica dunque la chiara suddivisione di funzioni, strutture e tipologie di attività svolte dai presidi ospedalieri, che collaborano sulla base di protocolli e percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali condivisi e predefiniti.

In Trentino, tale modello si caratterizza per l’individuazione di centri di riferimento provinciale, di 1° e 2° livello (hub) dove strutture, organizzazione attiva, servizi e tecnologie disponibili consentono di garantire una maggiore intensità assistenziale e nei quali viene concentrata la patologia e la casistica a maggiore complessità. Tali centri operano in collegamento con i presidi ospedalieri territoriali (spoke), nei quali vengono assicurate le funzioni ospedaliere di base, attuate cure di intensità compatibile con organizzazione e profilo di attività esistente ed è garantita l’integrazione con i servizi distrettuali. Presso le strutture spoke sono anche garantite specializzazioni e prestazioni d’elezione di riferimento per tutta la rete ospedaliera provinciale per esempio: la procreazione medicalmente assistita presso l’ospedale di Arco e le cure odontostomatologiche presso la struttura ospedaliera di Borgo Valsugana. Indipendentemente dal punto di accesso il paziente deve essere valutato e tempestivamente indirizzato alla struttura in grado di garantire cure qualificate ed appropriate in condizioni di sicurezza.

In sintesi le caratteristiche e i mandati delle strutture hub e delle strutture spoke sono:

Strutture hub Strutture spoke

Assicurano le funzioni ospedaliere di 1° livello per il proprio territorio e di 2° livello in favore dei territori serviti dalle strutture spoke.

Sono il punto di riferimento per il proprio territorio per i bisogni di assistenza ospedaliera di 1° livello che non richiedano particolari competenze e/o tecnologie presenti nei centri hub.

Posseggono un’organizzazione interna strutturata in modo da garantire la gestione tempestiva ed efficace dell’urgenza h24.

Assicurano l’attività programmata ed urgente (con l’eccezione dell’attività di sala operatoria notturna e festiva).

Garantiscono le funzioni specialistiche ad elevata complessità/tecnologia.

Realizzano aree ad alta integrazione ospedale-territorio dedicate alla gestione della cronicità/fragilità e dell’urgenza territoriale.

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In considerazione di quanto sopra esposto e delle caratteristiche delle singole strutture l’attività chirurgica viene adattata al predetto modello hub and spoke, con le attività h 24 concentrate sugli ospedali di Trento, Rovereto e Cles mentre gli altri ospedali sono organizzati secondo i modelli di day surgery/week surgery; si dà quindi mandato all’Azienda di adottare le necessarie disposizioni organizzative per dare attuazione a quanto previsto dal PdM 2013-2015 per la funzione chirurgica.

Sul fronte operativo, vanno favoriti e stimolati processi di accentramento/decentramento della casistica ospedaliera e riqualificazione delle funzioni assistenziali in base:

- alla valutazione di standard operativi, indicatori di appropriatezza, volumi di attività ed esiti dell’assistenza;

- ai percorsi clinici definiti dalla componente professionale (Dipartimenti);

- alla previsione di strumenti di riconoscimento di mandati e ruoli di eccellenza (privilegi fondati sulla clinical competence) nei confronti sia delle strutture che dei singoli professionisti.

Il PdM 2013-2015 ha già configurato in chiave programmatica tali principi utilizzando coerentemente una strutturazione per macrofunzione ospedaliera e non per singolo ospedale estendendo ulteriormente la costituzione delle Unità operative a valenza multizonale (U.O.M.) quali strumenti operativi finalizzati al superamento dell’organizzazione articolata per ospedali, nell’ottica di una graduale riorganizzazione dei servizi erogati con l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse (umane, logistiche, tecnologiche) e l’omogeneizzazione degli standard di prestazione sul territorio, con l’obiettivo di un continuo miglioramento della qualità dell’assistenza erogata.

Il concetto di multizonalità prevede la presa in carico delle responsabilità ed attività clinico-assistenziali sia nella sede istituzionale (ove è incardinata la direzione della struttura complessa/U.O.M.) e nella sede operativa che di fatto resta incardinata nella struttura ospedaliera in cui già opera.

Con specifico riferimento ai servizi di assistenza alla nascita è in fase di conclusione uno studio dell’APSS per la creazione di una rete integrata materno-infantile ospedale-territorio finalizzata ad assicurare i necessari standard qualitativi e di sicurezza in un’ottica di sussidiarietà e sostenibilità anche alla luce dei contributi derivanti dai progetti sperimentali attualmente in corso in Provincia che approfondiscono e studiano i servizi di assistenza alla nascita con particolare riferimento allo “spazio alpino”.

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Struttura ospedaliera di TIONE

È una struttura spoke dotata di 52 posti letto ordinari e 7 in DH/DS, 10 posti letto tecnici oltre alle eventuali culle per neonato che possiede i requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture di base. Serve la popolazione delle Valli Giudicarie e Rendena per tutte le funzioni di base ma in prospettiva diverrà punto di riferimento provinciale per definite casistiche elettive e selezionate nel contesto dei Dipartimenti Medico, Chirurgico ed Ortopedico.

Configurazione attuale Configurazione futura Area funzionale omogenea (AFO) Medica

H24 comprendente Medicina interna e funzioni specialistiche complementari con 36 posti letto, Pronto soccorso con Osservazione breve (4 posti letto)

AFO H24 Medica comprendente medicina interna e funzioni specialistiche complementari, Pronto soccorso con Osservazione breve integrato con i Servizi di emergenza territoriale e continuità assistenziale AFO Chirurgica H24 comprendente

Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia con 19 posti letto

AFO Chirurgica comprendente funzioni di Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia e ginecologia espletabili in regime di day-week surgery ed ambulatoriale con affidamento di almeno un mandato di eccellenza in ambito provinciale

Ostetricia e ginecologia H24 con 6 posti letto e punto nascita con 8 culle

Assetto dell’Area materno infantile da definire

Laboratorio con caratteristiche di Laboratorio Risposta Rapida (LRR) H24

Funzioni di laboratorio collegate in rete Radiologia con mammografia collegata in

tele refertazione H12

Funzione radiologica collegata in rete

Sale operatorie H12 per chirurgia-ortopedia e H24 per ostetricia

Sale operatorie per chirurgia, ortopedia e ginecologia H12

Anestesia H24 Anestesia H24

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 6 posti letto tecnici)

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 6 posti letto tecnici)

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Servizi specialistici ambulatoriali Servizi specialistici ambulatoriali e di riabilitazione

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Struttura ospedaliera di CAVALESE

È una struttura spoke dotata di 62 posti letto ordinari, 9 in DH/DS, 11 posti letto tecnici e le eventuali culle per neonato, che possiede i requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture di base; serve la popolazione delle Valli di Fiemme e Fassa per tutte le funzioni di base ma deve divenire punto di riferimento provinciale per casistiche elettive e selezionate nel contesto dei Dipartimenti Medico, Chirurgico ed Ortopedico.

Configurazione attuale Configurazione futura Area funzionale omogenea (AFO) Medica

H24 comprendente Medicina interna e funzioni specialistiche complementari con 42 posti letto, Pronto soccorso con Osservazione breve (2 posti letto)

AFO H24 Medica comprendente medicina interna e funzioni specialistiche complementari, Pronto soccorso con Osservazione breve integrato con i Servizi di emergenza territoriale e continuità assistenziale AFO Chirurgica H24 comprendente

Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia con 21 posti letto

AFO Chirurgica comprendente funzioni di Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia e ginecologia espletabili in regime di day-week surgery ed ambulatoriale con affidamento di almeno un mandato di eccellenza in ambito provinciale

Area Materno infantile H24 comprendente Ostetricia, Ginecologia e Pediatria con 8 posti letto e punto nascita con 8 culle

Assetto dell’Area materno infantile da definire

Laboratorio con caratteristiche di Laboratorio Risposta Rapida (LRR) H24

Funzioni di laboratorio collegate in rete Radiologia con mammografia collegata in

tele refertazione H12

Funzione radiologica collegata in rete

Sale operatorie H24 Sale operatorie per chirurgia, ortopedia e ginecologia H12 (H24 nel periodo a massimo afflusso turistico)

Anestesia H24 Anestesia H24

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 7 posti letto tecnici)

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 7 posti letto tecnici)

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Servizi specialistici ambulatoriali Servizi specialistici ambulatoriali e di riabilitazione

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Struttura ospedaliera di BORGO VALSUGANA

E’ una struttura spoke dotata di 50 posti letto ordinari, 8 in DH/DS, 16 per SPDC e 17 posti letto tecnici che possiede i requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture di base; serve la popolazione della Bassa Valugana e Tesino per tutte le funzioni di base ma deve divenire punto di riferimento provinciale per casistiche elettive e selezionate nel contesto dei Dipartimenti Medico, Chirurgico ed Ortopedico; è punto di riferimento provinciale per l’Odontostomatologia.

Configurazione attuale Configurazione futura Area funzionale omogenea (AFO) Medica

H24 comprendente Medicina interna e funzioni specialistiche complementari con 37 posti letto, Pronto soccorso con Osservazione breve (3 posti letto)

AFO H24 Medica comprendente medicina interna e funzioni specialistiche complementari, Pronto soccorso con Osservazione breve integrato con i Servizi di emergenza territoriale e continuità assistenziale AFO Chirurgica H24 comprendente

Chirurgia generale, Ortopedia, traumatologia e odontostomatologia con 24 posti letto

AFO Chirurgica comprendente Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia e odontostomatologia espletabili in regime di day-week surgery ed ambulatoriale con affidamento di almeno un mandato di eccellenza in ambito provinciale

Area materno infantile con gestione del percorso nascita

Area materno infantile con gestione del percorso nascita

Laboratorio con caratteristiche di Laboratorio Risposta Rapida (LRR) H24

Funzioni di laboratorio collegate in rete Radiologia con mammografia collegata in

tele refertazione H12

Funzione radiologica collegata in rete Sale operatorie H12 Sale operatorie H12 per chirurgia,

ortopedia, odontostomatologia e ginecologia

Anestesia H24 Anestesia H24

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 11 posti letto tecnici)

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 11 posti letto tecnici)

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Servizi specialistici ambulatoriali Servizi specialistici ambulatoriali e di riabilitazione

Servizio Psichiatrico per la Diagnosi e la Cura - SPDC (16 posti letto)

Servizio Psichiatrico per la Diagnosi e la Cura - SPDC (16 posti letto)

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Struttura ospedaliera di ARCO

È una struttura spoke dotata di 85 posti letto ordinari, 16 in DH/DS, 14 posti letto tecnici ed eventuali culle per neonato che possiede i requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture di base; serve la popolazione dell’Alto Garda e Ledro per tutte le funzioni di base ed è punto di riferimento provinciale per la funzione di procreazione medicalmente assistita (PMA) e per le attività pneumologiche.

Configurazione attuale Configurazione futura Area funzionale omogenea (AFO) Medica

H24 comprendente Medicina interna e funzioni specialistiche complementari con 50 posti letto, Pronto soccorso con Osservazione breve (2 posti letto) e Pneumologia (26 posti letto)

AFO H24 Medica comprendente medicina interna, pneumologia e funzioni specialistiche complementari, Pronto soccorso con Osservazione breve integrato con i Servizi di emergenza territoriale e continuità assistenziale

AFO Chirurgica H24 comprendente Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia con 10 posti letto

AFO Chirurgica comprendente Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia, ginecologia con servizio di PMA e oculistica espletabili in regime di day-week surgery ed ambulatoriale con affidamento di almeno un mandato di eccellenza in ambito provinciale

Ostetricia e ginecologia H24 con 14 posti letto e punto nascita con 10 culle e servizio di PMA

Assetto dell’Area materno infantile da definire e servizio di PMA

Laboratorio con caratteristiche di Laboratorio Risposta Rapida (LRR) H24

Funzioni di laboratorio collegate in rete Radiologia con mammografia collegata in

tele refertazione H12

Funzione radiologica collegata in rete Sale operatorie H12 per

chirurgia-ortopedia e H24 per ostetricia

Sale operatorie per chirurgia, ortopedia e ginecologia H12

Anestesia H24 Anestesia H24

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 9 posti letto tecnici)

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 9 posti letto tecnici)

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Servizi specialistici ambulatoriali con servizio di fisiatria

Servizi specialistici ambulatoriali e di riabilitazione

Servizio Psichiatrico per la Diagnosi e la Cura - SPDC (16 posti letto)

Servizio Psichiatrico per la Diagnosi e la Cura – SPDC (16 posti letto)

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Struttura ospedaliera di CLES

E’ una struttura dotata di 89 posti letto ordinari, 15 in DS/DS, 19 posti letto tecnici oltre alle culle per neonato che possiede requisiti strutturali ed organizzativi intermedi fra le strutture di base e le strutture di 1° livello; serve la popolazione delle Valli di Non e Sole e dell’area Rotaliana – Paganella integrando la funzione hub dell’Ospedale di Trento per l’area settentrionale della PAT.

Configurazione attuale Configurazione futura Area funzionale omogenea (AFO) Medica

H24 comprendente Medicina interna, geriatria e funzioni specialistiche complementari con 68 posti letto, Pronto soccorso con Osservazione breve (6 posti letto)

AFO H24 Medica comprendente medicina interna, geriatria e funzioni specialistiche complementari, Pronto soccorso con Osservazione breve integrato con i Servizi di emergenza territoriale e continuità assistenziale AFO Chirurgica H24 comprendente

Chirurgia generale, Ortopedia, traumatologia e ginecologia con 26 posti letto

AFO Chirurgica H24 comprendente Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia, ginecologia con affidamento di almeno un mandato di eccellenza in ambito provinciale

Area Materno infantile comprendente Ostetricia e Pediatria H24 con 10 posti letto e punto nascita con 8 culle

Assetto dell’Area materno infantile da definire

Laboratorio con caratteristiche di Laboratorio Risposta Rapida (LRR) H24

Funzioni di laboratorio collegate in rete Radiologia con mammografia collegata in

tele refertazione H12

Funzione radiologica collegata in rete

Sale operatorie H24 Sale operatorie H24 Anestesia H24 con servizio di parto

analgesia

Anestesia H24

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 10 posti letto tecnici)

Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CDAL 10 posti letto tecnici)

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Armadio farmaceutico, emoteca, sterilizzazione

Servizi specialistici ambulatoriali con servizio di fisiatria

Servizi specialistici ambulatoriali con servizio di fisiatria

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Struttura ospedaliera di TRENTO

E’ struttura hub della rete con caratteristiche di ospedale di 2° livello. E’ dotata di 601 posti letto ordinari, 81 DH/DS, 16 SPDC, 52 posti letto tecnici oltre alle culle per neonato.

Configurazione attuale Configurazione futura Area internistica e delle specialità mediche:

funzioni di Medicina interna, geriatria, reumatologia, malattie infettive, ematologia, pneumologia, nefrologia con servizio emodialisi e dialisi peritoneale, oncologia, radioterapia oncologica, protonterapia, neurologia con stroke unit, cardiologia con unità coronarica, emodinamica ed

elettrofisiologia, dermatologia, gastroenterologia con endoscopia digestiva

Area internistica e delle specialità mediche: funzioni di Medicina interna, geriatria, reumatologia, malattie infettive, ematologia, pneumologia, nefrologia con servizio emodialisi e dialisi peritoneale, oncologia, radioterapia oncologica, protonterapia, neurologia con stroke unit, cardiologia con unità coronarica, emodinamica ed elettrofisiologia, dermatologia, gastroenterologia con endoscopia digestiva

Area chirurgica e delle specialità chirurgiche: funzioni di chirurgia generale, cardiochirurgia, chirurgia vascolare, neurochirurgia, ORL, oculistica, urologia, chirurgia maxillo facciale, chirurgia plastico ricostruttiva, ortopedia e traumatologia, chirurgia pediatrica

Area chirurgica e delle specialità chirurgiche: funzioni di chirurgia generale, cardiochirurgia, chirurgia vascolare, neurochirurgia, ORL, oculistica, urologia, chirurgia maxillo facciale, chirurgia plastico ricostruttiva, ortopedia e traumatologia, chirurgia pediatrica

Area Materno infantile: funzioni di ostetricia e ginecologia, pediatria, neonatologia e neuropsichiatria infantile

Area Materno infantile: funzioni di ostetricia e ginecologia, pediatria, neonatologia e neuropsichiatria infantile Area delle terapie intensive: funzioni di

anestesia e rianimazione, terapia intensiva neonatale

Area delle terapie intensive: funzioni di anestesia e rianimazione, terapia intensiva neonatale

Anestesia, blocco operatorio e sterilizzazione H24

Anestesia, blocco operatorio e sterilizzazione H24

Area dei servizi diagnostici: funzioni di laboratorio di biochimica e microbiologia H24, radiologia H24, senologia, immunoematologia e centro trasfusionale H24, medicina nucleare, farmacia interna, anatomia patologica H12, centro coordinamento prelievi e trapianti d’organi, fisica sanitaria

Area dei servizi diagnostici: funzioni di laboratorio di biochimica e microbiologia di secondo livello, radiologia con angiografia, senologia, immunoematologia e centro trasfusionale, medicina nucleare, farmacia interna, anatomia patologica, centro coordinamento prelievi e trapianti d’organi, fisica sanitaria

Pronto soccorso con OB (16 posti letto) Pronto soccorso con OBI integrato con i servizi di emergenza territoriale e di continuità assistenziale

Funzione riabilitativa complessa presso la struttura Villa Rosa di Pergine con 58 posti letto

Funzione riabilitativa complessa presso la struttura Villa Rosa di Pergine con incremento dei posti letto

Servizi specialistici ambulatoriali Servizi specialistici ambulatoriali Servizio Psichiatrico per la Diagnosi e la Cura

- SPDC (16 posti letto)

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Struttura ospedaliera di ROVERETO

E’ struttura hub della rete con caratteristiche di ospedale di 1° livello. E’ dotata di 280 posti letto ordinari, 49 DH/DS, 22 posti letto tecnici oltre alle culle per neonato.

Configurazione attuale Configurazione futura Area internistica e delle specialità mediche:

funzioni di Medicina interna, geriatria, cardiologia con unità coronarica, emodinamica ed elettrofisiologia, neurologia con riabilitazione neurologica,

nefrologia, dermatologia, gastroenterologia, malattie infettive,

oncologia

Area internistica e delle specialità mediche: funzioni di Medicina interna, geriatria, cardiologia con unità coronarica, emodinamica ed elettrofisiologia, neurologia, nefrologia, dermatologia, gastroenterologia, malattie infettive,

oncologia Area chirurgica e delle specialità

chirurgiche: funzioni di chirurgia generale, chirurgia vascolare, ORL, oculistica, urologia, ortopedia e traumatologia

Area chirurgica e delle specialità chirurgiche: funzioni di chirurgia generale, chirurgia vascolare, ORL, oculistica, urologia, ortopedia e traumatologia

Area Materno infantile: funzioni di ostetricia e ginecologia, pediatria, con patologia neonatale

Area Materno infantile: funzioni di ostetricia e ginecologia, pediatria, con patologia neonatale

Area delle terapie intensive: funzioni di anestesia e rianimazione

Area di terapia intensiva

Anestesia, blocco operatorio e sterilizzazione H24

Anestesia, blocco operatorio e sterilizzazione H24

Area dei servizi diagnostici: funzioni di laboratorio di biochimica e microbiologia H24, radiologia H24, diagnostica mammografica, immunoematologia e centro trasfusionale H12, farmacia interna, anatomia patologica H12

Area dei servizi diagnostici: funzioni di biochimica e microbiologia, radiologia con mammografia, immunoematologia e centro trasfusionale, farmacia interna, anatomia patologica

Pronto soccorso con OB (7 posti letto) Pronto soccorso con OBI integrato con i servizi di emergenza territoriale e di continuità assistenziale

Funzione riabilitativa presso la struttura di Ala

Funzione riabilitativa presso la struttura di Ala

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La Relatrice, considerato quanto sopra rappresentato in attuazione della LP 16/2010 e del Piano di miglioramento, propone quindi di approvare i seguenti indirizzi di programmazione all’Azienda provinciale per i servizi sanitari per il riordino della rete ospedaliera.

Gli aspetti principali su cui si rende necessario intervenire in via prioritaria per il miglioramento della rete ospedaliera riguardano i seguenti ambiti:

- il consolidamento e lo sviluppo del modello delle UU.OO. multizonali già sperimentato positivamente per alcune funzioni del SOP;

- la definizione delle funzioni e delle strutture organizzative dei diversi presidi ospedalieri;

- la rideterminazione delle UU.OO. di degenza;

- la revisione organizzativa della rete di erogazione delle attività ospedaliere per quanto riguarda la distribuzione della casistica, specie in ambito chirurgico con definizione delle soglie minime di attività per struttura e per operatore;

- la razionalizzazione dei setting assistenziali delle attività ospedaliere con piena realizzazione delle AFO in ogni struttura secondo il modello per intensità di cura; - la ridefinizione della rete dei servizi dedicati all’area materno-infantile;

- la riorganizzazione delle rete dei servizi di riabilitazione;

- la revisione organizzativa dei servizi di diagnostica di laboratorio e di radiologia; - il consolidamento del ruolo complementare e integrativo delle strutture

ospedaliere accreditate.

Attualmente la dimensione della rete di offerta di chirurgia generale in ambito aziendale (n. 8 unità operative aziendali, alle quali si aggiungono le attività svolte da due strutture accreditate in Trento), se rapportata alla dimensione del bacino di utenza provinciale, impone di ripensare la funzione e l’organizzazione chirurgica dei diversi ospedali. L’erogazione di tale attività nei diversi punti della rete non può infatti prescindere dalla garanzia di adeguato expertise dei singoli operatori (che necessitano di casistica per mantenere il livello di competenza) e delle indispensabili competenze multidisciplinari e multiprofessionali per garantire la necessaria qualità e sicurezza delle cure.

Si intende procedere pertanto alla ridefinizione e al dimensionamento della rete assistenziale ospedaliera in rapporto ai bacini di utenza ed agli standard di volume minimo di attività e di soglia di rischio e di esito.

A tal fine, tenuto anche conto del contesto facilitante costituito dal sistema articolato ed interconnesso di rete ospedaliera nel quale sono organicamente inserite le strutture ospedaliere dell’APSS, la casistica ad alta complessità, soprattutto chirurgica, confluirà - come già anticipato in precedenza - sugli ospedali di riferimento di Trento, Rovereto e Cles.

Dovrà essere pertanto ridefinito il percorso diagnostico terapeutico del paziente chirurgico concentrando l’attività chirurgica oncologica e laparoscopica presso gli ospedali di Trento, Rovereto e Cles, decentrando parte della restante attività chirurgica nelle strutture spoke.

Tale assetto quindi prevede:

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urgenze provenienti dagli ospedali spoke, prevedendo inoltre l’attivazione a Trento di una funzione chirurgica dedicata H24 all’urgenza maggiore;

- il consolidamento del modello organizzativo day/week surgery già attivato nei presidi ospedalieri di Cavalese, Borgo Valsugana, Arco e Tione;

- l’adozione del modello di day surgery unificato provinciale prevedendo il decentramento della patologia chirurgica meno complessa;

- la revisione dell’organizzazione dell’attività di sala operatoria ed il puntuale monitoraggio del loro utilizzo.

Dovrà inoltre essere consolidato in maniera diffusa e uniforme il modello di area funzionale omogenea, articolato negli ospedali territoriali in area medica e area chirurgica, mentre negli ospedali di riferimento si articolerà in area medica, chirurgica e specialistica.

Con tali aree di coordinamento si risponde all’esigenza di assicurare efficace integrazione e collaborazione tra strutture affini, con uso in comune delle risorse, sia umane che strumentali, con il superamento del concetto di “reparto” attraverso modalità di lavoro che vedano, da una parte, l’approccio del clinico incentrato sul percorso del malato e, dall’altra, un nuovo modello di assistenza infermieristica rapportata all’intensità di cura e che introduca funzioni e operatività innovative. In proposito si ritiene utile richiamare i nuovi criteri di gestione delle aree di degenza già definiti dall’APSS (delibera n.629/2012), basati sui principi di flessibilità, uso in comune delle risorse logistiche, strumentali ed umane e di organizzazione per intensità assistenziale.

Sulla base di tali criteri sono individuabili nelle strutture ospedaliere del SOP le seguenti aree funzionali:

- Struttura Ospedaliera di Trento: area internistica; area oncologica, area della chirurgia generale; area delle chirurgie specialistiche; area della chirurgia cardiovascolare; area neurologica; area pediatrica.

- Struttura Ospedaliera di Rovereto: area internistica; area della chirurgia generale; area delle chirurgie specialistiche.

- Strutture Ospedaliera di Cles, Borgo, Cavalese, Tione, Arco: area di coordinamento medica e area di coordinamento chirurgica.

Sotto il profilo gestionale ed organizzativo le aree funzionali sono caratterizzate dalla continuità dei percorsi assistenziali, dalla omogeneità dei protocolli clinico-assistenziali, dalla gestione unificata dei supporti amministrativi e dalla uniformità della documentazione clinica.

Per quanto riguarda lo screening mammografico la Relatrice comunica quanto segue.

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Rovereto, Tione, Cles, Cavalese, Borgo Valsugana - ma con una regia centrale che garantisce lo stesso elevato standard qualitativo sia nell’esecuzione dell’esame, affidata a personale tecnico esclusivamente dedicato e formato per tale attività afferente all’Unità Operativa di Senologia Clinica e Screening mammografico di Trento, sia nella lettura dei referti ad opera di radiologi senologi esperti, con doppia lettura, a livello centrale; gli esami più approfonditi (definiti di secondo livello) per i casi di presenza di alterazioni sospette, vengono svolti tutti a Trento.

Tale modello organizzativo ha assicurato fino ad oggi un alto livello di risultati e la popolazione invitata ha risposto con un’alta partecipazione rafforzatasi nel tempo fino a raggiungere la completa copertura della “popolazione bersaglio” con livelli di adesione tra i più alti a livello nazionale e superiori a quelli indicati come desiderabili dalle linee guida europee. Ciò anche per l’attenzione prestata dall’Azienda, nella scelta del periodo di chiamata, alle esigenze delle realtà locali, come ad esempio impegni lavorativi nel settore turistico-alberghiero o nelle attività agricole. L’efficacia diagnostica del programma è comprovata dalla valutazione degli esiti effettuata in base ad alcuni indicatori chiave, quali il tasso di richiami per approfondimento, di tumori diagnosticati, di trattamenti chirurgici conservativi, sui quali sono conseguiti risultati molto positivi.

Ciò premesso, la Relatrice fa presente che si impone oggi il necessario adeguamento delle apparecchiature impiegate nello screening che, per la maggior parte, risalgono all’epoca della partenza del programma (appunto ottobre 2000), quando tutti gli ospedali dell’APSS furono dotati degli stessi apparecchi mammografici analogici - salvo Arco in cui un apparecchio era già presente dal 1998 - ed ai quali sono stati successivamente abbinati strumenti per la conversione delle immagini analogiche in digitali. Solo presso l’U.O. di Senologia e Screening Mammografico di Trento sono adibiti all’attività di screening due mammografi a digitalizzazione diretta e un mammografo di ultima generazione dotato di Tomosintesi Mammografica (Digital Breast Tomosyntesis o DBT). La Tomosintesi Mammografica, in particolare, è caratterizzata da un’elevata efficacia diagnostica basata sul principio della “stratigrafia”, che consente la visualizzazione di lesioni mammografiche risolvendo le sovrapposizioni strutturali che possono causare mascheramenti o misconoscimenti delle lesioni stesse. L’apparecchio dotato di Tomosintesi Mammografica è stato acquisito dall’Azienda e collocato, come detto, presso l’U.O. di Trento, dove negli anni 2011-2012 è stato condotto uno studio, oggetto di pubblicazione, da cui è chiaramente emerso l’importante beneficio apportato dalla metodica, che ha determinato un aumento sia della sensibilità che della specificità del test favorendo la riconoscibilità delle lesioni neoplastiche e riducendo nello stesso tempo i richiami dei falsi positivi. Il mammografo con tomosintesi è quindi un apparecchio radiografico altamente performante, sia in termini di elevata qualità diagnostica, che di facilità di utilizzo e di affidabilità strutturale, il cui impiego nel programma di screening è sicuramente auspicabile. Inoltre, le apparecchiature analogiche non garantiscono più l’elevata performance diagnostica oggi richiesta alla diagnostica senologica e in particolare da quella di screening e in ogni caso tutti i mammografi presenti oggi negli ospedali territoriali risultano comunque da sostituire in toto in considerazione delle precarie condizioni tecniche.

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tecnologico al di fuori di centri specializzati. Dunque la scelta che si ritiene più efficiente, ma anche più efficace dal punto vista sanitario garantendo la massima capillarità possibile del servizio, comporta la necessità di collocare le nuove costose tecnologie su due sedi provinciali, Trento e Rovereto. Sedi che assicurano le dovute competenze per l’utilizzo dei nuovi mammografi. L’installazione e la gestione delle apparecchiature altamente performanti, ma di costo superiore, non è infatti compatibile con la presenza di unità mammografiche in tutte le attuali sedi, dal momento che ciò imporrebbe costi molto elevati di acquisto e manutenzione, a fronte di un loro sotto-utilizzo; in proposito si ricorda infatti che attualmente alcuni dei mammografi dislocati sul territorio funzionano solo in alcuni giorni e in alcune settimane nell’anno, dato il numero esiguo di esami da effettuare. Tale analisi è doverosa anche se si ritenesse di sostituire gli attuali mammografi con apparecchi a tecnologia digitale diretta ossia non dotati di tomosintesi.

Premesso quanto sopra, la Relatrice ritiene opportuno in questa sede formulare una proposta di revisione delle attuali modalità organizzative di erogazione delle prestazioni legate allo screening senologico, che prevede in particolare la centralizzazione della lettura dei referti, che peraltro già oggi viene effettuata solo a Trento, e la concentrazione dei punti di effettuazione dell’esame presso le sole due sedi di Trento e Rovereto.

Operativamente si propone la collocazione di tre nuovi apparecchi mammografici dotati di Tomosintesi, due presso la sede di Trento e uno presso quella di Rovereto, con operatività estesa, in questa prima fase, ad una fascia oraria compresa fra le 7.30 del mattino e le 19.30 della sera e in prospettiva anche al sabato, ove avverrà l’esecuzione di tutte le mammografie di 1° livello e in particolare a Trento anche per le utenti afferenti alle attuali sedi di Cavalese, Borgo Valsugana e Cles e a Rovereto anche per le utenti afferenti alle attuali sedi di Tione e Arco.

Si propone quindi in questa sede di avviare un “Progetto pilota per lo screening mammografico in modalità Tomosintesi” con decorrenza dal mese di novembre 2014 e per la durata di due anni, esteso a tutta la popolazione aderente al programma di screening, e che prevede:

• l’acquisizione di tre apparecchi mammografici dotati di tomosintesi unitamente a tre work stations di refertazione e tre licenze C-view;

• l’implementazione di una unità di personale tecnico, per l’incremento dell’attività di esecuzione degli esami (pari a c.a. + 250 giornate lavorative), mediante procedure di riallocazione interna;

• la formazione del personale incaricato degli inviti e dei call center, dato il cambiamento nella pianificazione;

• una campagna informativa con diffusione del materiale esplicativo alla popolazione riguardante il cambiamento organizzativo.

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Revisione organizzativa dei servizi di diagnostica e allo Sviluppo delle funzioni multizonali e/o a valenza provinciale.

La Relatrice fa presente infine che l’accentramento degli esami di primo livello a Trento e Rovereto con un’organizzazione del servizio estesa a tutta la giornata e in prospettiva anche al sabato e una gestione degli inviti che avrà cura di concentrare nelle fasce orarie centrali gli appuntamenti per chi proviene dalla periferia, dando anche la possibilità di usufruire della fascia oraria più ampia della giornata alle donne lavoratrici, consentirà un miglioramento del servizio tale da non comportare particolari disagi per l’utenza; evidenzia inoltre la necessità di effettuare un’adeguata informazione alla popolazione sui vantaggi assicurati dalla maggior accuratezza della diagnosi e di definire, di concerto con l’Azienda e le Comunità locali, gli eventuali servizi di accompagnamento per le donne che ne avessero necessità.

Tutto ciò premesso,

LA GIUNTA PROVINCIALE udita la relazione;

visti gli indirizzi di programmazione all’Azienda provinciale per i servizi sanitari per il riordino della rete ospedaliera, come in premessa riportato;

vista la tabella A), allegata quale parte integrante e sostanziale della presente, che riporta la nuova configurazione delle Strutture Semplici e delle Strutture Complesse del SOP;

ravvisata l’opportunità di autorizzare l’Azienda provinciale ad avviare un “Progetto pilota per lo screening mammografico in modalità Tomosintesi” con decorrenza dal mese di novembre 2014 e per la durata di due anni, secondo le modalità esposte in premessa;

ravvisata altresì la necessità, visti anche i piani di screening adottati da altre Regioni, di effettuare gli opportuni approfondimenti finalizzati all’estensione in provincia di Trento della popolazione target alla fascia di età 45-74 anni;

sentiti il Consiglio sanitario provinciale e la Consulta provinciale per la salute; visto l’art. 7 lett. a) della L.P. 16/2010;

su proposta dell’Assessora alla Salute e Solidarietà sociale;

con cinque voti favorevoli e due contrari: l’Ass. Mauro Gilmozzi e l’Ass. Tiziano Mellarini, espressi nelle forme di legge,

d e l i b e r a

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2. di approvare la tabella A), allegata quale parte integrante e sostanziale della presente, riportante la nuova configurazione delle Strutture Semplici e delle Strutture Complesse del SOP;

3. di dare atto che l’assetto dei servizi di assistenza alla nascita dovrà essere organizzato in un’ottica di sussidiarietà e sostenibilità tenuto conto dello studio per la creazione della rete integrata materno-infantile ospedale-territorio in premessa citato;

4. di autorizzare l’Azienda provinciale ad avviare un “Progetto pilota per lo screening mammografico in modalità Tomosintesi” con decorrenza dal mese di novembre 2014 e per la durata di due anni, secondo le modalità esposte in premessa, dando atto che per quanto riguarda la fascia di popolazione target e le prestazioni previste, vengono confermate le direttive delle citate dGP n. 2405/2000 e n. 771/2012;

5. di dare mandato all’Assessora alla Salute e Solidarietà sociale di promuovere, in concerto con il Direttore Generale dell’Azienda, un’adeguata campagna di sensibilizzazione alla popolazione sui vantaggi assicurati dalla maggior accuratezza della diagnosi di cui al punto 4.;

6. di dare mandato al Direttore Generale dell’Azienda di adottare tutte le misure necessarie per garantire la refertazione entro 30 giorni dall’esecuzione dell’esame e di effettuare un puntuale monitoraggio che dovrà mettere a confronto i risultati ottenuti dal progetto di cui al punto 4. con quelli delle modalità precedentemente in uso, in modo da evidenziare l’impatto dell’impiego della Tomosintesi in un’intera popolazione di screening in termini di incremento delle diagnosi e riduzione dei richiami per falso positivo; tale monitoraggio dovrà inoltre valutare costantemente l’impatto organizzativo, la sostenibilità del progetto e il rispetto dei tempi di refertazione;

7. di dare altresì mandato al Direttore Generale dell’Azienda di effettuare una valutazione, nell’ambito del progetto di cui al precedente punto 4., per l’estensione della popolazione target alla fascia 45-74 a partire dal novembre 2015;

8. di dare atto che, in relazione all’attuazione della riorganizzazione delle strutture di cui all’allegata tabella A), sono mantenute fino ad esaurimento le posizioni attualmente in essere;

9. di dare atto che il presente provvedimento non comporta oneri aggiuntivi a carico del Servizio Sanitario Provinciale;

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