Il progetto Ifigenia dell’OSC

Nel documento Organizzazione sociopsichiatrica cantonale. Pianificazione sociopsichiatrica cantonale (pagine 43-46)

Ifigenia nasce dalla collaborazione tra i servizi dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) con presa a carico ambulatoriale – Servizi psico-sociali (SPS), Servizio di psichiatria e di psicologia medica (SPPM) e Servizi medico-psicologici (SMP) – e la Clinica psichiatrica cantonale (CPC), che accoglie i pazienti in regime stazionario.

Il progetto è stato presentato per la prima volta alla 3a Giornata psichiatrica cantonale organizzata dall’OSC, nell’autunno 2014.

Designati i referenti per ogni struttura OSC (coworker), essi sono stati invitati a due giornate formative nei mesi di aprile e maggio 2015. Relatori della formazione: E. Re, F. Tasselli, I.

Brusa coinvolti nel progetto Semola di Milano – associazione contatto. Da maggio 2015 il progetto ha ufficialmente debuttato. Nel corso del 2016 è stato promosso all’esterno dell’OSC (medici privati, medici scolastici e scuole, partecipazione a due congressi:

internazionale e nazionale - Basilea e Locarno).

Nel 2018, dopo tre anni dall’avvio di Ifigenia, ci sono stati dei corsi di formazione/aggiornamento con i servizi internazionali [Associazione Onlus Contatto-Gruppo Semola di Milano, National Institute for Health and Welfare in Finlandia] che hanno ispirato il progetto. Questi corsi hanno permesso un perfezionamento delle competenze degli operatori all’interno del progetto e allo stesso tempo hanno facilitato il coinvolgimento di nuovi operatori.

La formazione ha permesso di sviluppare strumenti ad hoc, tarati rispetto all’esperienza clinica/lavorativa di questi anni sul territorio cantonale. In particolar modo sono stati sviluppati protocolli per articolare gli interventi.

La divulgazione del progetto prosegue, nell’agosto del 2019 è stato presentato al Servizio di Accompagnamento Educativo (SAE). Tale servizio risulta un partner importante nell’approccio alle famiglie delle quali ci si occupa, in quanto anche il SAE è attivo nell’intervento all’interno delle famiglie dove spesso c’è un disagio psichico dei genitori.

Una delle priorità di Ifigenia continua ad essere quella di incrementare la collaborazione fra i servizi psichiatrici ambulatoriali per adulti e quelli per minori, in modo che gli operatori che si occupano dei minori possano individuare con più facilità la pertinenza delle segnalazioni e, a cascata, offrire una maggior qualità/prontezza nell’intervento.

Successivamente, per garantire la partecipazione attiva degli operatori, sono stati stabiliti dei momenti di discussione e di supervisione dei casi seguiti. L’intenzione è quella di garantire due momenti di supervisione all’anno per il gruppo di coworkers coinvolti nel progetto.

4.2. Obiettivi

Gli obiettivi di base del progetto possono essere così riassunti:

• riflettere sul tema della genitorialità in psichiatria;

• coordinare gli interventi di prevenzione e sostegno a favore dei figli di genitori con problematiche psichiche e dei genitori medesimi;

• sensibilizzare gli operatori nel lavoro con il paziente e le loro famiglie.

Gli obiettivi specifici del progetto nel lavoro con le famiglie sono:

• intervenire a sostegno della genitorialità, come ad esempio aiutando i genitori ad individuare il modo di comunicare ai figli la sofferenza che stanno vivendo;

• intervenire preventivamente sui bambini con un buon funzionamento e asintomatici, ad esempio sostenendoli ad esplicitare i loro stati d’animo e le loro domande;

• promuovere le risorse di genitori e figli nell’affrontare il disagio di uno dei membri della famiglia;

• individuare e curare i minori già sofferenti e le loro famiglie;

• aiutare i genitori ad individuare i segnali di disagio e malessere nei loro figli e a formulare una richiesta d’aiuto ai servizi specialistici.

L’intervento Ifigenia può anche assumere forme diverse rispetto agli obiettivi principali del progetto. Nel corso di questi anni ci si è confrontati con degli interventi che riguardano

problematiche quali il suicidio di un genitore o il fare fronte alla malattia di un fratello. Tali aspetti non erano di per sé presenti nei protocolli iniziali, ma sono stati affrontati e inclusi nell’attuale esperienza, e senza dubbio costituiscono sfide che si traducono in nuovi obiettivi:

• accogliere la sofferenza della famiglia dopo il decesso di un paziente enfatizzando la decolpevolizzazione di fronte all’agito del familiare;

• spiegare ai bambini la morte come conseguenza, non isolata, di una malattia mentale;

• accompagnare i bambini nella comprensione del malessere di un fratello, aiutandoli a capire il miglior modo di entrare in relazione;

• assistere i genitori nella tutela dei bambini di fronte ai possibili disfunzionamenti del figlio sofferente, che potrebbero rappresentare una fonte di disagio per la fratria.

4.3. Gruppo di lavoro Ifigenia e sede

L’équipe è composta da: Direttore medico dei Settori, Direttore medico CPC, psicoterapeuta responsabile SMP, medici pedo-psichiatri SMP, medico capo servizio SPS, coordinatore/trice infermieristico/a CPC. In ogni sede sono stati formati dei coworkers, operatori OSC con differenti professionalità (medici, psicologi, infermieri, educatori), che collaborano attivamente durante gli interventi di Ifigenia. Per le supervisioni di gruppo si fa capo ad uno psicoterapeuta del SMP di Lugano.

Ifigenia ha sede presso il Servizio medico-psicologico di Lugano (sede di lavoro della coordinatrice), ma gli interventi si svolgono sul territorio cantonale, in tutti i servizi dell’OSC, stazionario (CPC e Home treatment) e ambulatoriali per bambini-adolescenti (SMP) e adulti (SPS, SPPM).

5. Fabbisogni e costi

Allo stato attuale si può affermare che i coworkers di Ifigenia sono formati e preparati a svolgere parte del loro incarico per il Progetto Ifigenia; gli interventi si svolgono in tutti i servizi OSC già esistenti. Nel corso degli anni alcuni coworkers hanno abbandonato il progetto Ifigenia per svariati motivi. Pertanto, si avvera necessario ricostituire il gruppo di consulenti di Ifigenia, affinché in tutti i servizi ambulatoriali di competenza siano presenti almeno due coworkers. A tal proposito verrà organizzato un nuovo corso di formazione a gennaio 2022. Tale formazione darà la possibilità di aggiornare i collaboratori tuttora attivi sul Progetto Ifigenia, e soprattutto di formarne di nuovi al fine di colmare l’assenza di coworkers in alcuni servizi ambulatoriali.

Considerata l’importanza di tale progetto per la psichiatria pubblica cantonale e per la popolazione coinvolta, si ritiene necessario procedere con un aumento della la percentuale di lavoro della coordinatrice al 50% (inizialmente il 20% è stato finanziato direttamente dall’OSC tramite il Fondo di compensazione UAA, nel 2019 l’unità è stata confermata nell’ambito dei consolidamenti) per poter rispondere in maniera maggiormente appropriata alle crescenti segnalazioni provenienti dai vari servizi, in particolare dal progetto Home treatment (HT) di Bellinzona e Tre Valli, per la sua specificità di operare al domicilio e constatare le situazioni familiari con figli minori residenti con il genitore sofferente.

Un incremento nella percentuale del coordinamento permetterebbe di sviluppare maggiormente attività che ci sembrano vitali per il progetto quali:

• favorire la creazione di gruppi terapeutici/di sostegno: gruppi di genitori, per il supporto della genitorialità nella sofferenza psichica o gruppi con bambini, figli di un genitore con un disagio psichico;

• incrementare la divulgazione del progetto: per esempio in strutture abitative per pazienti psichiatrici, scuole, centri educativi per minorenni (CEM), strutture carcerarie;

• partecipare frequentemente ad eventi formativi che permettano l’aggiornamento circa i programmi sviluppati a livello internazionale;

• migliorare il seguito delle famiglie che comprende anche eventuali contatti con la rete di aiuto;

• garantire un accompagnamento dei coworkers e una supervisione psicologica dei casi seguiti.

Nel documento Organizzazione sociopsichiatrica cantonale. Pianificazione sociopsichiatrica cantonale (pagine 43-46)