V. Ramana Rao

Nel documento E t e r n o A u r i g a (pagine 29-32)

Generale di divisione S.P. Mahadevan

B. V. Ramana Rao

a mIa prIma vIsIta a prasantHI nilayam, nel 1966, fu decisiva e memorabile, ma, non essendo una persona con un’inclinazione religiosa, non potevo asserire che la visita avesse un’importanza spirituale. tuttavia, nei successivi cinque mesi fui costretto ad andarci tre volte, cosa che in seguito compresi esser dovuta alla magnetica attrazione e all’ineguagliabile amore spirituale di Bhagavan. ogni volta che ci andavo, egli, nel vedermi, era solito dire: “ehi, rowdy! Quando sei arrivato?”

Questa gratificante e piacevole esperienza mi attrasse ai suoi piedi di loto.

Visita a Sorpresa di Swami nella Mia Casanel 1968, quando Baba visitò Hyderabad, vi rimase per una settimana.

Due giorni prima di tornare a puttaparthi, venne composto un elenco di otto nomi di persone le cui case Baba avrebbe visitato. Io allora ero con lui. egli disse a prasadarao: “tu informali riservatamente e individualmente che domani swami visiterà la loro casa. non dare alcuna indicazione

del momento. Di’ loro che la visita di swami è solo per santificare le loro case e per benedire i membri della loro famiglia, e che evitino di informare parenti e amici.

È solo nel loro interesse. più persone informeranno, maggiore sarà il numero di coloro che li biasimeranno per non averli informati.” swami fece un’eccezione nel caso del dottor pishvekar, cittadino del maharashtra che lavorava come ricercatore scientifico in una multinazionale. lui e sua moglie erano ardenti devoti di shirdi sai Baba. swami lo chiamò e gli disse: “so che sarai impegnato nel pomeriggio nella tua azienda. visiterò casa tua alle 10,30.”

“È molto gentile da parte tua, swami;

quell’ora va molto bene”, disse pishvekar toccando i suoi piedi.

Quel pomeriggio, io e mia moglie ci incontrammo con pishvekar e sua moglie ed essi ci chiesero con insistenza di andare a casa loro il giorno successivo alle 8,30 per collaborare nell’allestire i tradizionali addobbi, accogliere swami, porgerGli la ghirlanda, preparare speciali pietanze, celebrare l’arati ecc. poiché eravamo intimi amici, decidemmo di rimanere lì

L

fino al 10,20 e ci fu una telefonata per pishvekar

sbrigati!” allibiti dal

messaggio improvviso riguardante swami, partimmo immediatamente sul mio scooter.

Che fare? Col traffico dell’ora di punta e i continui, intermittenti ingorghi agli incroci e l’insopportabile raffica di sciocche domande di quella bisbetica di mia moglie dal sellino posteriore sul perché, come altri devoti, non avessi pregato swami di venire a casa nostra stabilendone il momento, e andando a rotta di collo, riuscii ad arrivare a casa prima delle 11, appena in tempo per aprire la porta e ricevere swami che era sceso dalla vettura proprio in quel momento. entrammo in casa più o meno tutti e tre assieme.

tuttavia, swami ci superò, camminando con agilità e ispezionando il nostro vi sedette di fronte e ordinò a entrambi di sedere ai suoi luoghi più piccoli. se chiami tutti i tuoi amici e parenti, sarà piccola. ecco perché non te l’ho detto in anticipo.” mia moglie stava per alzarsi, dicendo che avrebbe portato qualche spuntino dalla cucina, ma swami replicò: “Ho mangiato abbastanza di ciò che hai preparato a casa di pishvekar.” lo informai che il Governo mi aveva assegnato quella casa con un acquisto rateale e che avrei fatto alcune modifiche per renderla un po’ più spaziosa, al che swami, alzandosi, disse: “allora arriverò avvisandoti in anticipo.” poi facemmo padanamaskar e swami chiese a mia moglie un bicchiere d’acqua. ella portò un bicchiere d’argento pieno d’acqua, swami vi immerse le dita e Swami allungò la Mano verso di me

e disse: “Poverino! Dato che ti ho chiamato, non voglio deluderti.”

Poiché non mi facevo avanti, Swami avvolse il Linga nel fazzoletto, e, lasciando da parte il vassoio, mi si avvicinò e me lo mise nel taschino della camicia. Sconcertato, gridai:

“Swami! Non lo voglio. Non so come adorarlo!” Si rivolse allora nuovamente a me, mi posò la Mano

sulla spalla e disse: “Stai calmo. Il Lingam è Sivam. Sivam è Mangalam (buon auspicio). Non è necessario che

tu faccia alcuna Puja. Ogni giorno, al mattino, bagnalo bene con due cucchiai d’acqua e poi bevila. Ti darà lunga vita, buona salute e prosperità.”

disse: “Distribuitela con un cucchiaio a tutti i vostri amici e parenti.” Dopo aver ricevuto un arati semplice e silenzioso, egli entrò in macchina e se ne andò.

La Movimentata Notte di Sivarathri del 1969nel 1969, andai a parthi per sivarathri assieme a mia moglie. Durante i Bhajan, dopo i ripetuti singulti di swami e i sorsi d’acqua calda, scena straziante per i devoti, uscì dalla sua bocca, tra scroscianti applausi, uno sphatika linga (lingam di cristallo). Dalla pedana dell’allora esistente santhi vedika, davanti al mandir, egli lo mostrò a tutti, tenendolo tra indice e pollice.

era di forma ovale, di circa sette centimetri di lunghezza e quattro di larghezza.

egli poi si sedette con il gomito appoggiato sul tavolo e il mento nel palmo della mano destra. I Bhajan erano in pieno svolgimento. Ci aspettavamo che swami tornasse alla sua residenza nel mandir, ma continuò a sedere nella stessa posizione ed entrò in quello che viene definito uno stato di trance, in cui il corpo diventa freddo, immobile, senza battito cardiaco e non si avverte il respiro. Dopo 15 minuti, quando videro nel panico il professor Kasturi, sri raja reddy e il dottor seetharamaiah, alcune donne cominciarono a piangere sonoramente. Il professor Kasturi invitò l’assemblea a continuare i Bhajan. Dopo 45 minuti, durante i quali vi era più confusione che Bhajan, egli riprese coscienza, si alzò e si diresse verso la sua residenza tra prolungati applausi.

Il Mio Sconcerto e la Grazia Divina In quei giorni, non c’erano camere o bagni nell’ashram. C’erano quattro o cinque gruppi di capanne di paglia fuori dell’ashram, dove erano stati creati dei settori con stuoie di foglie di cocco e con un

panno appeso all’ingresso, che fungevano da bagno. per un quarto di rupia, veniva dato un secchio d’acqua calda. C’erano lavandai in attesa di raccogliere la biancheria sporca per riportarla il giorno successivo, dopo il lavaggio e la stiratura.

Dopo la notte movimentata, il mattino successivo andai, come di consueto, nella mia capanna, tolsi i vestiti sporchi, li consegnai al lavandaio e feci il bagno.

Indossai abiti puliti e, mentre stavo camminando velocemente all’esterno della capanna, scivolai e caddi sul terreno fangoso, sporcando la parte posteriore della camicia e i pantaloni. tornai alla capanna e cercai il lavandaio per recuperare i vestiti che avevo consegnato per indossarli, in quanto non potevo andare all’ashram con quelli sporchi. mi dissero che il lavandaio era andato via per il lavaggio. ero finirono dopo un’ora. stavo aspettando con ansia, da oltre quindici minuti, che mia moglie tornasse, ma non c’era traccia di lei. evidentemente, era andata a fare una piacevole colazione. proprio in quel momento, uno studente del veda pathasala (scuola vedica) mi vide e mi disse di andare nella stanza di swami poiché egli mi voleva. Imprecando contro mia moglie e la sua colazione, cominciai una febbrile ricerca di qualcuno che conoscessi per farmi prestare dei vestiti. Improvvisamente, i miei occhi caddero su una camicia che faceva capolino dalla sacca da viaggio del mio amico lakshmana rao, presidente

del nostro samithi.

Quando la tirai fuori, essa uscì assieme di swami di andare subito da lui. misura e corsi nella stanza di swami, d i m e n t i c a n d o anche di pettinarmi.

Quando entrai nella stanza delle udienze, con mio grande stupore trovai otto vIp che mi erano ben noti e ai quali swami stava mostrando il sacro linga della notte precedente. era posto su un fazzoletto bianco in un vassoio d’argento. essi stavano toccando il vassoio inchinandosi in segno di devozione e rispetto. Girandosi verso di me, Baba esclamò: “e allora, ramana? Guarda queste persone. Come sono vestite bene! Che cosa ti è successo?

perché codesti capelli in disordine e i vestiti trasandati? sembri un pagliaccio da circo!”

Dato che era una storia troppo lunga da raccontare, restai in piedi in silenzio, mortificato. swami continuò la sua ramanzina: “Che indecenza! vai in un angolo. volevo mostrarti il sacro linga della notte scorsa. ecco perché ti ho fatto chiamare.” vedevo tutti i presenti guardarmi

con disgusto. che ti ho chiamato,

non voglio

non lo voglio. non so come adorarlo!” si rivolse allora nuovamente a me, mi posò la mano sulla spalla e disse: “stai calmo.

Il lingam è sivam. sivam è mangalam (buon auspicio). non è necessario che tu faccia alcuna puja. ogni giorno, al mattino, bagnalo bene con due cucchiai d’acqua e poi bevila. ti darà lunga vita, buona salute e prosperità.”

mi inginocchiai, toccai i suoi piedi e mormorai: “swami! uscirò e mi cambierò i vestiti.” swami, con un sorriso accattivante e benedicendomi con la mano sulla testa disse: “vai.” mentre stavo aprendo la porta, lo sentii dir loro: “poveretto! era caduto...

” mi sentii sollevato ricostruendo il modo in cui aveva “messo in scena” l’evento col suo naturale senso dell’umorismo e l’immensità del suo amore. Dopo essermi cambiato i vestiti, misi di nascosto il linga in valigia Ci aspettavamo che Swami tornasse

alla Sua residenza nel Mandir, ma continuò a sedere nella stessa posizione ed entrò in quello che viene

definito uno stato di trance, in cui il corpo diventa freddo, immobile, senza

battito cardiaco e non si avverte il respiro. Dopo 15 minuti, quando videro

nel panico il professor Kasturi, Sri Raja Reddy e il dottor Seetharamaiah, alcune donne cominciarono a piangere sonoramente. Il professor Kasturi invitò

l’assemblea a continuare i Bhajan.

Dopo 45 minuti, durante i quali vi era

Nel documento E t e r n o A u r i g a (pagine 29-32)