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IL BILANCIO DELLE SOCIETA’ CALCISTICHE E LA REVISIONE LEGALE DEI CONTI: IL CASO “AS ROMA S.p.A.”

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FACOLTA’ DI ECONOMIA

Dipartimento di Economia e Management

Corso di Laurea Magistrale in

“Strategia, Management e Controllo”

TESI DI LAUREA

“Il Bilancio delle società calcistiche e la Revisione legale dei conti: il caso A.S. Roma S.p.A.”

Relatore: Candidata:

Chiar.mo Prof. Giuseppe D’Onza Silvia Sorrentino

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INDICE

Introduzione………...3

Capitolo 1: Introduzione all’attività di Revisione legale dei conti………...4

1.1. Una visione d’insieme della Revisione legale dei conti……….4

1.2. Obiettivi della revisione contabile………...6

1.3. Principi contabili e requisiti etico-professionali………...9

1.4. Durata dell’incarico………...12

1.5. Il Giudizio di Revisione………...……14

Capitolo 2: Il bilancio delle società calcistiche...28

2.1 Contenuto e regolamentazione...28

2.2 Norme Organizzative Interne F.I.G.C...32

2.3 Le Raccomandazioni Contabili F.I.G.C...38

2.4 I principi contabili internazionali...39

2.5 Le voci caratteristiche dello Stato Patrimoniale...41

2.6 Le voci caratteristiche del Conto Economico...55

Capitolo 3: Il caso A.S. Roma S.p.A...63

3.1 Informazioni Generali - Relazione finanziaria separata annuale al 30 giugno 2016...63

3.2 Procedure di revisione della principale voce di Stato Patrimoniale, i DPS...67

3.3 Eccezione - Costi del Vivaio...73

3.4 Procedure di Revisione delle principali voci di Conto Economico...74

Conclusioni...83

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Introduzione

Il bilancio d’esercizio delle società di calcio presenta delle caratteristiche peculiari in termini di valorizzazione contabile di alcune immobilizzazioni immateriali: in particolare i diritti alle prestazioni pluriennali dei calciatori professionisti. Tale posta contabile rappresenta la principale voce di bilancio di una società calcistica, è infatti il più importante asset a disposizione dell’impresa sportiva.

Secondo i principi contabili nazionali questa attività assume natura di bene immateriale in quanto attribuisce alla società di calcio il diritto ad utilizzare in via esclusiva le prestazioni di un atleta, lungo l’intera durata del contratto, con la società calcistica di riferimento. Parallelamente, sul fronte internazionale, la presenza di un contratto sottostante all’acquisizione dei Diritti di Prestazione Sportiva assicura alla società un diritto giuridicamente tutelato che garantisce il controllo sulla risorsa e che consente quindi di considerare questa attività un intangible asset anche sulla base dei requisiti richiesti dagli IAS/IFRS.

Alla base dello svolgimento dell’analisi di questa rilevante posta di bilancio ci porremo come obiettivo:

 Lo studio dei criteri di rilevazione, valutazione ed esposizione in bilancio adottati nella prassi e regolamentati dalla FIGC, al fine di verificare la loro rispondenza ai principi contabili riconosciuti a livello nazionale;

 L’analisi degli effetti derivanti dall’applicazione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS) nella redazione dei bilanci delle società sportive professionistiche in riferimento ai Diritti Pluriennali alle Prestazioni Sportive;

 Infine confronteremo l’aspetto teorico con un caso pratico applicato al bilancio separato della Società Sportiva AS Roma S.p.A.

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Capitolo 1

Introduzione all’attività di Revisione legale dei conti

1.1. Una visione d’insieme della Revisione legale dei conti

La revisione legale dei conti definita, dal decreto legislativo 39/2010, come “la revisione dei conti annuali o dei conti consolidati effettuata in conformità alle disposizioni del presente decreto o, nel caso in cui sia effettuata in un altro Stato membro dell’Unione Europea, alle disposizioni di attuazione della direttiva 2006/43/CE vigenti in tale Stato membro”1, ha avuto nel corso degli anni una sempre più crescente importanza.

Il Decreto legislativo sopra citato ha subito delle recenti modifiche nello specifico il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione Europea hanno approvato ad aprile 2014:

- la Direttiva 2014/56/UE ("Direttiva Auditing") relativa alle revisione legali dei conti annuali e dei conti consolidati; in Italia, la Direttiva Auditing è stata recepita con l’emanazione del Decreto Legislativo n. 135 del 17 luglio 2016, che modifica il Decreto Legislativo n. 39/2010 ed è in vigore da 5 agosto 2016;

- il Regolamento UE 537/2014 sui requisiti relativi alla revisione legale dei conti di Enti di Interesse Pubblico, applicabile ai bilanci il cui esercizio inizia dopo il 17 giugno 2016.

Per introdurre il tema della Revisione Contabile riferita al bilancio delle società di calcio, occorre prima soffermarsi su un inquadramento legislativo e nozionistico tale da consentire una maggiore comprensione degli argomenti che si affronteranno nei capitoli successivi.

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La revisione contabile esterna è quella svolta da un soggetto terzo indipendente che garantisce i terzi sull’affidabilità della gestione in una particolare area, può essere prevista per legge, Revisione legale dei conti, o richiesta in maniera volontaria.

Nello schema riportiamo l’applicazione della Revisione Legale dei Conti:

In particolare la modifica dell’art. 16 del Dlgs. 39/2010 suddivide la precedente categoria di EIP in due nuove categorie:

- EIP – Enti di Interesse Pubblico (emittenti valori mobiliari negoziati su mercati regolamentati italiani e dell’Unione Europea, banche e imprese di assicurazione e riassicurazione), per i quali si applica integralmente il Regolamento Europeo n. 537/2014;

- ESRI – Enti Sottoposti a Regime Intermedio (emittenti strumenti finanziari diffusi, SIM, SGR e relativi fondi comuni gestiti, SICAV/SICAF, IMEL, istituti di pagamento, società di gestione dei mercati regolamentati, società che gestiscono i sistemi di compensazione e di garanzia, società di gestione accentrata di strumenti finanziari, intermediari finanziari di cui all’art. 106 del TUB), per i quali si applicano solo alcune previsioni del Regolamento Europeo n. 537/2014

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La revisione, in base ai soggetti che la pongono in essere ed alle finalità che è volta a soddisfare, può essere classificata in interna ed esterna, da ciò consegue un diverso metodo d’approccio nel definire l’area delle rispettive finalità, competenze e responsabilità. La revisione interna è motivata, quasi sempre, da esigenze di carattere organizzativo e dal desiderio di un più efficace controllo della regolarità dell’operato dei soggetti coinvolti nella gestione del core business; in via gerarchica i revisori interni dipendono dall’alta direzione aziendale per il cui conto agiscono e a cui devono esclusivamente rispondere; questi ultimi sono indipendenti a tutti i livelli ed anche nei confronti della direzione aziendale, in virtù di un’autonomia funzionale che deve restare una loro costante prerogativa. La revisione esterna, invece, che trae impulso solo dalla legge o dai soggetti regulator, è svolta da professionisti indipendenti esterni all’impresa ed ha come obiettivo quello di verificare la correttezza delle scritture contabili e la concordanza con i documenti originari, il suo limite principale è quello, secondo il quale, il soggetto incaricato di tale funzione è nominato dalla stessa assemblea che nomina il management. Entrambe effettuano le loro verifiche e controlli sul bilancio seguendo delle norme etico professionali denominate principi di revisione; tali principi sono fondamentali per lo svolgimento dell’attività di revisione che sfocia in un giudizio sull’attendibilità dei dati in bilancio e sulla conformità di questi rispetto alle norme che ne disciplinano la sua redazione (obiettivo principale della revisione).

1.2 Gli Obiettivi della revisione contabile

Nello svolgimento della revisione contabile del bilancio, gli obiettivi generali del revisore sono i seguenti:

a) Acquisire una ragionevole sicurezza che il bilancio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, che consenta quindi al revisore di esprimere un giudizio in merito al fatto se il bilancio sia redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al quadro normativo sull’informativa finanziaria applicabile;

b) Emettere una relazione sul bilancio ed effettuare comunicazioni come richiesto dai principi di revisione, in conformità ai risultati ottenuti dal revisore.

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In tutti i casi in cui non sia possibile acquisire una ragionevole sicurezza e nelle circostanze in cui un giudizio con rilievi nella relazione di revisione non sia sufficiente ad informare adeguatamente gli utilizzatori del bilancio, i principi di revisione richiedono che il revisore dichiari l’impossibilità di esprimere un giudizio ovvero receda dall’incarico, ove il recesso sia consentito dalla legge o dai regolamenti applicabili.2

L'obiettivo della revisione contabile è di acquisire ogni elemento necessario per consentire al revisore di esprimere un giudizio se il bilancio nel suo complesso sia redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni che ne disciplinano i criteri di redazione.

In altre parole l’obiettivo finale del processo di revisione contabile è quello di esprimere un’opinione sulla conformità del bilancio ai principi contabili di riferimento dalla cui corretta applicazione deriva l’attendibilità complessiva del bilancio.

I revisori scompongono il bilancio in parti o segmenti (voci di bilancio o cicli operativi) ai fini della gestione del processo di revisione. Se si usa un approccio patrimoniale si sviluppano le componenti per voci di bilancio. Per raggiungere tale obiettivo finale, è pertanto prassi enucleare o identificare dei sotto-obiettivi (o assertion di bilancio) per ciascun componente o area di bilancio. La loro individuazione, nella letteratura contabile e nella prassi nord-americana, avviene sulla base di asserzioni o assunti da verificare (dichiarazioni implicite o esplicite degli amministratori) che corrispondono ad altrettanti obiettivi particolari di auditing afferenti alle singole componenti di bilancio.

Le asserzioni di bilancio sono le seguenti:

1. Esistenza:

a. Esistenza: per ciò che concerne le transazioni, ci si pone l'obiettivo di verificare che le vendite, gli incassi e le rettifiche di periodo contabilizzate riguardano effettivamente operazioni effettuate dall'impresa; mentre per i saldi finali, l'obiettivo è verificare che i crediti esposti in bilancio derivino da operazioni realmente effettuate, e che tutti gli incassi e rettifiche siano rilevate in diminuzione ad i crediti esposti in bilancio;

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b. Tempistica: l'obiettivo in entrambi i tipi di audit è verificare che tutte le operazioni siano state contabilizzate nel periodo di competenza;

2. Completezza:

a. Completezza: sia per le transazioni che per i saldi finali occorre verificare che tutte le operazioni effettuate siano state effettivamente contabilizzate;

b. Tempistica: anche in questo caso l'obiettivo è la verifica della competenza.

3. Diritti e obblighi:

a. L'obiettivo è verificare che l'impresa sia titolare di diritti giuridicamente validi sia sull'ammontare dei crediti, degli incassi e delle rettifiche, sia sui saldi dei crediti esposti in bilancio.

4. Valutazione:

a. Accuratezza: l'obiettivo è verificare che l'ammontare delle diverse classi e dei crediti esposti in bilancio, siano stati valorizzati e contabilizzati secondo processi di calcolo aritmetico corretti;

b. Imputazione e totalizzazione: l'obiettivo è verificare che le diverse classi e saldi di bilancio derivano da corretti processi di accumulazione e riepilogo dei dati;

c. Valutazione: fa riferimento soltanto al final audit, in quanto ha come obiettivo la verifica che i crediti sono valutati in conformità ai principi contabili;

5. Presentazione:

a. Presentazione ed informativa: l'obiettivo è di verificare che la rappresentazione in bilancio è adeguatamente supportata da informazioni di dettaglio sulle varie operazioni; b. Classificazione: l'obiettivo è verificare che i valori delle diverse operazioni siano correttamente classificati secondo il piano dei conti aziendale e le esigenze di rappresentazione in bilancio.

Quindi, per ogni obiettivo il revisore dovrà definire le informazioni che dovranno essere confrontate ed il percorso di verifica. Alcune verifiche potranno essere funzionali al

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raggiungimento di più obiettivi, come accade nel caso della procedura di richiesta di conferma crediti attraverso cui è possibile verificare: l'esistenza del credito; eventuali errori di classificazione; l'accuratezza; la valutazione per eventuale presenza di merce difettosa.

Per raccogliere l’evidenza a supporto delle dichiarazioni contenute nel bilancio il revisore sviluppa specifici obiettivi di revisione relativi a ogni dichiarazione degli amministratori. Gli obiettivi di revisione verificano le componenti (voci o cicli di operazioni) del bilancio.

Il programma di revisione per le singole componenti o aree di bilancio si sostanzia nell’appropriata selezione di test di verifica, al fine, di coprire gli obiettivi di audit afferenti all’area interessata dalla verifica del revisore contabile. Il programma di revisione deve essere costruito in modo tale che la batteria di test prescelti copra tutte le asserzioni o gli obiettivi della componente di bilancio oggetto della verifica, tenuto conto, da un lato, della valutazione del rischio inerente della componente e, dall’altro, del rischio di controllo e, in particolare, tenuto altresì conto dei fattori incrementativi o diminuitivi del rischio componente. Un test od una singola procedura di revisione possono coprire o interessare contemporaneamente più asserzioni o obiettivi afferenti alla singola posta di bilancio. È tuttavia vero anche il contrario e cioè che la verifica di un assunto può richiedere l’espletamento di più procedure di revisione o test di verifica.

1.3 I principi di Revisione - requisiti etico-professionali

Lo svolgimento di un’attività di controllo presuppone che ci siano tre elementi chiave: l’oggetto del controllo (il bilancio d’esercizio), le regole di riferimento cui l’oggetto di deve conformare per superare il controllo (le norme che disciplinano la redazione del bilancio) e, infine, le regole di esecuzione del controllo (i principi di revisione, norme etico professionali alle quali il revisore si deve attenere nello svolgimento dell’attività di revisione legale dei conti).

L’art. 11 del decreto legislativo n.39 del 2010 riconosce il fatto di dover conformare la revisione legale dei conti ai principi di revisione adottati dalla commissione europea e poi rimanda all’art. 26 della direttiva n° 43 del 2006 ai paragrafi 1 e 2.

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Nel primo paragrafo della direttiva vengono riconosciuti come regole di riferimento nello svolgimento dell’attività di revisione legale dei conti, i principi di revisione internazionali adottati dalla Commissione, nello stesso paragrafo viene inoltre stabilito l’obbligo di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea dei principi di revisione internazionali adottati e la facoltà da parte degli Stati membri di applicare un principio di revisione nazionale e quindi di derogare alla regola generale fino a quando la commissione non ne abbia adottato uno internazionale sulla medesima materia. Questa è una novità: precedentemente, infatti, i principi di revisione costituivano solo un’integrazione delle norme sulla revisione legale dei conti con la conseguenza che la loro applicazione era rimessa all’osservanza dei soggetti che erano chiamati a svolgere la funzione di revisore legale dei conti.

La conseguenza del discorso, testé menzionato, è quella che la mancata applicazione dei principi di revisione costituisce un comportamento contrario alla legge con la conseguente revoca per giusta causa e conseguentemente, alla responsabilità da parte del soggetto incaricato di svolgere l’attività di revisione.

Nel secondo paragrafo, invece, vengono stabilite le condizioni per decidere in merito all’adozione di un principio di revisione internazionale, in particolar modo, la procedura che porta all’elaborazione di un principio di revisione deve essere appropriato, sotto il controllo pubblico, accettato a livello internazionale, che venga redatto seguendo l’interesse generale europeo e che questo contribuisca ad un livello elevato di credibilità e di qualità dei conti annuali e consolidati. Tuttavia, è necessario un certo periodo di tempo affinché le regole generali definite nel primo comma dell’art. 11 risultino operative e allora, nel frattempo, il terzo comma del medesimo articolo precisa che fino alla adozione dei principi di revisione internazionali della commissione europea, la revisione legale dei conti deve essere svolta secondo i principi di revisione nazionali emanati da Associazioni, Ordini professionali e della Consob.

Il secondo comma dell’art. 11 prevede la possibilità di derogare alla regola generale, le deroghe sono stabilite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sentita la Consob e per le Banche, Banca d’Italia. E’ da ricordare comunque, che il divieto di osservare i principi di revisione internazionali è limitato a casi eccezionali.

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Per regolare l’attività di revisione legale dei conti, l’IFAC (International Federation of Accountants) ha emesso i principi di revisione internazionali i quali svolgono la funzione di regole di controllo da utilizzare in sostituzione dei principi di revisione nazionali emessi dalle Professioni Contabili di diversi paesi.

L’ IFAC istituito nel 1973, è composto da cinque commissioni tra cui lo IAASB (International Auditing and Assurance Standards Board) che si occupa di emettere regole di revisione contabile che prendono nomi diversi a seconda dell’oggetto di controllo e del tipo di servizio che viene reso: esistono gli ISA per gli incarichi di revisione legale dei conti finalizzati all’espressione di un giudizio su un bilancio e poi ci sono quelli per gli incarichi di revisione limitata e altri.

I principi di revisione internazionali stabiliscono che i professionisti contabili nello svolgimento delle loro funzioni, e non solo, debbano rispettare le norme etiche contenute nel Code of Ethics for Professional Accountants, emesso dall’IFAC. Infatti secondo l’ISA 200 il revisore, per gli incarichi di revisione contabile del bilancio, deve conformarsi ai principi etici applicabili, inclusi quelli relativi all’indipendenza. I principi etici applicabili comprendono normalmente le parti A e B del Code of Ethics for Professional Accountants relative alla revisione contabile del bilancio insieme alle disposizioni di carattere nazionale quando sono più restrittive.

La parte A del codice IFAC stabilisce i principi fondamentali di etica professionale applicabili al revisore che svolge la revisione contabile del bilancio e fornisce un quadro concettuale per l’applicazione di tali principi. I principi fondamentali cui il revisore è tenuto a conformarsi secondo quanto stabilito dal codice IFAC sono:

a) L’integrità; b) L’obiettività:

c) La competenza e la diligenza professionale; d) La riservatezza;

e) Il comportamento professionale.

La riservatezza è una norma etica molto importante che potrebbe configurare una responsabilità penale per il soggetto a cui è stato conferito l’incarico di revisione contabile, si afferma che tale soggetto deve mantenere riservate le informazioni sugli affari dell’ente cliente, a tale regola generale vi è un’eccezione: tale riservatezza viene meno nel momento in cui la divulgazione di tali

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informazioni è autorizzata dal cliente o imposta dalla legge oppure ha l’obiettivo di proteggere il revisore da un procedimento legale o nel momento in cui esso deve rispondere ad indagini di organi professionali o di vigilanza.

La parte B del codice IFAC descrive come applicare il quadro concettuale nelle situazioni specifiche.

Nel caso di un incarico di revisione contabile è di pubblico interesse ed è, quindi, richiesto dal codice IFAC, che il revisore sia indipendente dall’impresa sottoposta alla revisione contabile. Secondo la definizione del codice IFAC l’indipendenza comprende sia l’indipendenza mentale sia l’indipendenza a occhi di terzi. L’indipendenza del revisore dell’impresa salvaguarda la sua capacità di formarsi un giudizio di revisione senza essere influenzato da condizionamenti che potrebbero compromettere tale giudizio. L’indipendenza rafforza la capacità del revisore di agire con integrità, di essere obiettivo e di mantenere un atteggiamento di scetticismo professionale.

1.4 Durata dell’incarico

La disciplina della durata dell’incarico è normata dal Decreto legislativo n.39 del 2010 all’art. 13 del Capo IV “Svolgimento della Revisione Legale”:

1. Salvo quanto disposto dall'articolo 2328, secondo comma del Codice Civile, l'assemblea, su proposta motivata dell'organo di controllo, conferisce l'incarico di revisione legale dei conti e determina il corrispettivo spettante al revisore legale o alla società di revisione legale per l'intera durata dell'incarico e gli eventuali criteri per l'adeguamento di tale corrispettivo durante l'incarico.

2. L'incarico ha la durata di tre esercizi, con scadenza alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell'incarico.

3. L'assemblea revoca l'incarico, sentito l'organo di controllo, quando ricorra una giusta causa, provvedendo contestualmente a conferire l'incarico a un altro revisore legale o ad altra società di revisione legale secondo le modalità di cui al comma 1. Non costituisce

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giusta causa di revoca la divergenza di opinioni in merito ad un trattamento contabile o a procedure di revisione.

4. Il revisore legale o la società di revisione legale incaricati della revisione legale possono dimettersi dall'incarico, salvo il risarcimento del danno, nei casi e con le modalità definiti con regolamento dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentita la Consob. In ogni caso, le dimissioni devono essere poste in essere in tempi e modi tali da consentire alla società sottoposta a revisione di provvedere altrimenti, salvo il caso d'impedimento grave e comprovato del revisore o della società di revisione legale. Il medesimo regolamento definisce i casi e le modalità in cui può risolversi consensualmente o per giusta causa il contratto con il quale è conferito l'incarico di revisione legale.

5. Nei casi di cui al comma 4 la società sottoposta a revisione legale provvede tempestivamente a conferire un nuovo incarico.

6. In caso di dimissioni o risoluzione consensuale del contratto, le funzioni di revisione legale continuano a essere esercitate dal medesimo revisore legale o società di revisione legale fino a quando la deliberazione di conferimento del nuovo incarico non è divenuta efficace e, comunque, non oltre sei mesi dalla data delle dimissioni o della risoluzione del contratto. 7. La società sottoposta a revisione ed il revisore legale o la società di revisione legale informano tempestivamente il Ministero dell'economia e delle finanze e, per la revisione legale relativa agli enti di interesse pubblico, la Consob, in ordine alla revoca, alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del contratto, fornendo adeguate spiegazioni in ordine alle ragioni che le hanno determinate.

8. Alle deliberazioni di nomina e di revoca adottate dall'assemblea delle società in accomandita per azioni si applica l'articolo 2459 del Codice Civile.

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1.5 Il Giudizio di Revisione

Il D.lgs. del 27 gennaio 2010 n°39, ha modificato il quadro normativo sulla revisione legale dei conti annuali e consolidati, fra le disposizioni abrogate vi è l’art. 2409-ter del codice Civile relativo alla relazione emessa dal soggetto incaricato del controllo contabile, ora sostituito dall’art. 14 del sopracitato decreto il quale afferma in maniera obbligatoria che la relazione di revisione debba contenere definiti elementi e che il giudizio di revisione sia espresso secondo quattro tipologie possibili.

La struttura della relazione di revisione contiene elementi costitutivi unitamente a dei paragrafi che ne definiscono il contenuto:

a) titolo, l’intestazione della relazione di revisione deve riportare la fonte normativa sulla base della quale la relazione viene emessa. Pertanto, nel caso di incarico di revisione legale, il titolo, sia per la relazione d’esercizio che sul consolidato sarà: “Relazione di revisione ai sensi dell’art. 14 del Decreto Legislativo 27 gennaio 2010 n.39”;

b) destinatario della relazione, ovvero il soggetto che conferisce l’incarico; c) identificazione del bilancio oggetto della revisione legale;

d) identificazione del quadro delle regole di redazione che la società applica o dovrebbe applicare;

e) identificazione delle diverse responsabilità facenti capo ai redattori del bilancio ed al revisore incaricato della revisione legale;

f) descrizione della natura e della portata della revisione svolta precisando:

 la portata della revisione e i principi e criteri osservati per la revisione stessa;  una descrizione del lavoro svolto e se esso fornisce una ragionevole base per

esprimere il giudizio;

 un riferimento alla revisione relativa al bilancio del precedente esercizio, per quanto riguarda i dati comparativi di esso;

g) espressione del giudizio sul bilancio, precisando:

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 se esso rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria ed il risultato economico dell’esercizio;

 analiticamente, i motivi di un eventuale giudizio diverso da quello positivo; h) eventuali richiami di informativa che non costituiscono rilievi;

i) espressione del giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione; j) data e luogo di emissione;

k) sottoscrizione del revisore.

L’emissione della relazione di revisione è inoltre disciplinata dai principi di revisione internazionale ISA Italia3, in particolare l’elenco dei principi di riferimento è il seguente:

1. ISA Italia 700 – Formazione del giudizio e relazione sul bilancio,

2. ISA Italia 701 – Comunicazione degli aspetti chiave della revisione contabile nella relazione del revisore indipendente;

3. ISA Italia 705 – Modifiche al giudizio nella relazione;

4. ISA Italia 706 – Richiami di informativa e paragrafi relativi ad altri aspetti; 5. ISA Italia 710 – Informazioni comparative;

6. ISA Italia 720 – La responsabilità del revisore relativamente alle altre informazioni presenti in documenti che contengono il bilancio;

7. SA Italia 720B – La responsabilità del soggetto incaricato della revisione legale relativamente all’espressione del giudizio sulla coerenza;

3Sono stati adottati, con determina del Ragioniere generale dello Stato, i principi di revisione ISA Italia, risultanti dalla collaborazione con le associazioni e gli ordini professionali (l'Associazione Italiana Revisori Contabili (Assirevi), il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e l'Istituto Nazionale Revisori Legali (INRL)) su base convenzionale, e CONSOB, ai sensi degli articoli 11 e 12 del D.lgs. 39/2010 e comprendono:

- i principi di revisione internazionali (ISA) versione Clarified 2009, dal principio n. 200 al n. 720 (di seguito anche "ISA Clarified") -tradotti in lingua italiana dal CNDCEC nel corso del 2010 con la collaborazione di Assirevi e Consob e successivamente integrati dagli stessi e dall'INRL con considerazioni specifiche finalizzate a supportarne l'applicazione, nell'ambito delle disposizioni normative e regolamentari dell'ordinamento italiano. Tali integrazioni sono operate nel rispetto della Policy Position dell'International Auditing and Assurance Standards Board "A Guide for National Standard Setters that Adopt IAASB's International Standards but Find it Necessary to Make Limited Modifications" (Luglio 2006);

- i principi di revisione, predisposti al fine di adempiere a disposizioni normative e regolamentari dell'ordinamento italiano non previste dagli ISA Clarified ed aventi ad oggetto:

a.le verifiche periodiche in materia di regolare tenuta della contabilità sociale (principio di revisione (SA Italia) n. 250B "Le verifiche della regolare tenuta della contabilità sociale");

b.l'espressione, nell'ambito della relazione di revisione, del giudizio sulla coerenza delle informazioni contenute nella relazione sulla gestione e di alcune informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari (principio di revisione (SA Italia) n. 720B "Le responsabilità del soggetto incaricato della revisione legale relativamente all'espressione del giudizio sulla coerenza").

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In questa sede ci soffermeremo sull’analisi degli aspetti rilevanti di alcuni dei principi sopra citati, tra questi l’ISA Italia 700.

Il principio tratta della responsabilità del revisore per la formazione del giudizio sul bilancio e della forma e del contenuto della relazione di revisione emessa a seguito dello svolgimento della revisione contabile; specifica inoltre che l’obiettivo del revisore è quello, da una parte, di formare un giudizio sul bilancio sulla base della valutazione delle conclusioni tratte dagli elementi probativi acquisiti e, dall’altra, di esprimere chiaramente tale giudizio mediante una relazione scritta che descriva gli elementi su cui è basato il giudizio.

Il principio, che si applica al giudizio senza modifica, illustra la struttura e il contenuto della relazione di revisione, identificando così gli elementi che devono essere presenti e l’ordine con cui tali elementi devono essere esposti, garantendo l’uniformità delle relazioni.

La relazione di revisione deve essere redatta in forma scritta, con l’indicazione • della data;

• della firma;

• della sede del revisore.

Il titolo deve indicare esplicitamente che si tratta di una relazione di un revisore “indipendente”, attestando così il rispetto di tutti i principi etici applicabili riguardanti l’indipendenza e distinguendo tale relazione da quelle emesse da altri soggetti.

Una volta individuati i destinatari (azionisti/soci), la relazione di revisione si compone di paragrafi, caratterizzati da specifici titoli finalizzati a chiarirne il contenuto, che hanno l’obiettivo di individuare:

• il giudizio del revisore;

• l’impresa il cui bilancio è stato oggetto di revisione contabile, i prospetti che costituiscono il bilancio, inclusa la presenza delle note esplicative e la data di riferimento del bilancio stesso;

• gli elementi alla base del giudizio del revisore;

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• le responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio, sia in termini di redazione in conformità al quadro normativo sull’informazione finanziaria applicabile, sia con riferimento a quella parte del sistema di controllo interno ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali;

• le responsabilità del revisore, inclusa una sintetica descrizione della portata della revisione contabile.

La Struttura della relazione di revisione, come già sopra richiamato dal Dlgs 39/2010 deve essere la seguente:

Titolo [contenente il riferimento normativo]

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d’esercizioGiudizio

Elementi alla base del giudizio

Aspetti chiave della revisione contabile (solo per EIP)

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio d’esercizioResponsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio

d’esercizio

Altre informazioni comunicate ai sensi dell’art. 10 del RE 537/2014 (solo per EIP)Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari, contenente:

(i) il giudizio di coerenza della relazione sulla gestione [e di alcune informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari] con il bilancio d’esercizio;

(ii) il giudizio di conformità della relazione sulla gestione [e di alcune informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari] alle norme di legge;

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Il giudizio senza modifica richiede che il revisore abbia acquisito una ragionevole sicurezza che il bilancio non contenga errori.

Tale conclusione si avrà quando risultino rispettati i seguenti aspetti:

i) sono stati acquisiti elementi probativi appropriati e sufficienti per la verifica delle asserzioni di bilancio;

ii) gli errori non corretti, singolarmente o nel loro insieme, non sono significativi, in conformità a quanto previsto dall’ISA Italia n. 450;

iii) Tutti gli aspetti significativi relativi alla redazione del bilancio sono rispettati e ciò accade quando:

 nel bilancio sono adeguatamente esposti i principi contabili di riferimento applicati per la sua redazione;

 tali principi contabili sono coerenti con il quadro normativo applicabile all’informazione finanziaria;

 stime contabili sono ragionevoli;

 le informazioni presenti sul bilancio sono attendibili, comparabili e comprensibili;  la terminologia utilizzata in bilancio è appropriata e sono state fornite le informazioni

rilevanti in maniera chiara e adeguata;

iv) Il bilancio richiama esplicitamente il quadro normativo di riferimento sull’informazione finanziaria applicabile.

Il rispetto delle condizioni precedentemente indicate implica che il bilancio sia stato redatto in tutti gli aspetti significativi conformemente al quadro normativo di riferimento dell’informativa finanziaria. Il revisore esprime quindi un giudizio senza modifica (par. 16 ISA ITALIA 700). Di seguito in allegato la relazione emessa dalla società di revisione BDO Italia S.p.A. sul bilancio d’esercizio della A.S. Roma S.p.A. al 30 giugno 2016, resa pubblica unitamente alla relazione separata annuale, che esprime un giudizio senza modifica:

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Fig. 1: Relazione della Società di revisione BDO Italia S.p.A., estratta dal sitohttp://www.asroma.com/it/club/corporate

All’interno del primo paragrafo introduttivo troviamo i seguenti elementi costitutivi: l’identificazione del bilancio oggetto di revisione, del quadro delle regole di redazione che la società applica o dovrebbe applicare ed infine, e anche se non richiesta da specifiche fonti normative, l’identificazione delle diverse responsabilità facenti capo ai redattori del bilancio ed al soggetto incaricato del controllo contabile. I primi due elementi fanno riferimento a due corpi normativi ben distinti da una parte troviamo gli IFRS (International Financial Reporting Standards) emanati dallo IASB indicati nella relazione come gli “IFRS adottati dall’UE nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D.lgs. 38/2005”, applicabile all’esempio sopra riportato, e dall’altra abbiamo i principi contabili nazionali emessi dall’OIC (Organismo Italiano)

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indicati come “le norme di legge che disciplinano il bilancio d’esercizio e consolidato”, in quest’ultimo caso, senza menzionare i principi contabili nazionali.

Nel secondo paragrafo troviamo l’elemento della descrizione della natura e portata del controllo contabile, più precisamente abbiamo: tutti principi di revisione emessi dal nostro Paese e tuttora in vigore fino a quando non sarà stata ultimata la procedura di elaborazione dei principi di revisione ai sensi degli artt. 11 e 12 del D.lgs. 39/2010 (gli “statuiti principi di revisione”), una descrizione del lavoro svolto dal revisore e se esso fornisce una ragionevole base per esprimere il giudizio ed infine un riferimento alla relazione di controllo contabile relativa al precedente esercizio, per di Contabilità quanto riguarda i dati comparativi, i quali, per legge, devono accompagnare sia il bilancio d’esercizio che quello consolidato.

Le eventuali situazioni di incertezza non possono mai costituire un evento al cui verificarsi o meno il soggetto incaricato della revisione contabile possa subordinare il rilascio del proprio giudizio: tali rischi, infatti, devono essere distinti in tre categorie all’appartenenza delle quali vengono poste in essere una serie di azioni da parte del revisore, se il rischio viene definito remoto (prima categoria) non si riporta nulla né in nota integrativa né si effettua l’accantonamento per fondo rischi, se invece, il rischio viene classificato come possibile (seconda categoria) allora si devono dare informazioni in nota integrativa ma non si deve effettuare l’accantonamento ed infine se il rischio è probabile (terza categoria), bisogna fare sia l’uno che l’altro ossia darne spiegazione in nota integrativa ed effettuare l’accantonamento a fondo rischi in maniera obbligatoria. Se la situazione di incertezza viene descritta adeguatamente e le azioni poste in essere per i conseguenti trattamenti contabili appaiono condivisibili (tra il revisore e gli amministratori) e tale incertezza viene definita come rilevante, allora si emetterà un giudizio senza rilievi ma con un richiamo di informativa, invece, se le informazioni sulla situazione di incertezza sono carenti e quest’ultima è rilevante, allora si emetterà un giudizio negativo. Se le azioni non appaiono condivisibili e l’incertezza non è rilevante allora vi sarà un giudizio con rilievi, ma se l’incertezza è rilevante allora vi sarà l’impossibilità di esprimere un giudizio.

Il terzo paragrafo è invece quello contente il giudizio, il quale deve essere espresso tenendo conto dei rischi inerenti alle attività proprie dell’impresa, alle indagini effettuate, ai riscontri oggettivi ed infine alla specificità del controllo interno, a patto che quest’ultimo sia senza rilievi (clean opinion); esso può essere espresso, dal soggetto incaricato del controllo contabile, solo nel

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momento in cui il revisore attesti che il bilancio è stato redatto in modo conforme alle norme che ne disciplinano la sua redazione e che questo rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione finanziaria, patrimoniale e il risultato economico dell’esercizio.

In caso contrario, il revisore deve emettere altri tipi di giudizio: con rilievi, negativo ed infine, l’impossibilità di esprimere il giudizio. Tali casistiche sono disciplinate dal principio di revisione

ISA Italia 705, che tratta della responsabilità del revisore relativamente all’emissione di una

relazione appropriata nei casi in cui, nel formarsi un giudizio in conformità al principio di revisione internazionale (ISA Italia 700), egli concluda che sia necessaria una modifica al suo giudizio sul bilancio.

Riepilogando, il giudizio può quindi essere:

a) senza rilievi, ovvero il bilancio è conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione ed è stato redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico della società. La revisione legale è stata quindi effettuata senza limitazioni ovvero il revisore ha potuto svolgere le procedure di revisione che ha giudicato necessarie in applicazione dei principi di revisione statuiti e non ha riscontrato deviazioni di effetto significativo dalle norme di legge e dai principi contabili pertinenti;

b) con rilievi, ovvero vi è mancanza di conformità del bilancio alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione oppure presenza di limitazioni al procedimento di revisione (impedimenti tecnici o restrizioni), in ogni caso tali da non togliere significatività al bilancio nel suo complesso;

c) negativo, quando le deviazioni dalle norme di legge o dai corretti principi contabili o gli errori sono tali da rendere il bilancio inattendibile; spesso è la concomitanza di più “eccezioni” che conduce al giudizio avverso;

d) impossibilità di esprimere un giudizio, le limitazioni alle procedure di revisione sono di particolare gravità, e rendono impossibile la formulazione di un giudizio.

Si emette un giudizio con rilievi soltanto nel momento in cui il soggetto incaricato del controllo contabile abbia riscontrato delle significative deviazioni dalle norme di legge e dai principi contabili o dai principi di consolidamento nel caso di bilancio consolidato. In tutti questi casi, il revisore deve, nel paragrafo che precede quello del giudizio, quantificare e qualificare gli effetti

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della deviazione sulla voce di bilancio coinvolta, nonché gli effetti sul patrimonio netto e sul risultato d’esercizio, da qui possiamo avere due possibili strade per l’emissione del giudizio: se il revisore, considera gli affetti sopraindicati come rilevanti e pervasivi tanto da rendere inattendibile il bilancio nel suo complesso allora esso esprimerà un giudizio negativo (adverse opinion), invece, se tali effetti non siano così rilevanti da compromettere l’attendibilità e la capacità informativa del bilancio considerato sempre nel suo complesso, esso esprimerà un giudizio con rilievi (qualified opinion).

Qualora il soggetto incaricato del controllo contabile abbia subito delle limitazioni allo svolgimento delle procedure di revisione ritenute necessarie nell’ applicazione degli “statuiti principi di revisione” e considera tali limitazioni rilevanti e tali da compromettere l’attendibilità e la capacità informativa del bilancio considerato nel suo insieme, dovrà dichiarare l’impossibilità di esprimere un giudizio (desclaimer of opinion) altrimenti se non le considera tali, allora, dovrà emettere un giudizio con rilievi spiegando però in entrambi i casi nel terzo paragrafo i rilievi e le limitazioni incontrate. Tali limitazioni possono derivare o da scelte della direzione oppure dall’indisponibilità di sufficienti elementi probativi, un esempio di queste potrebbe essere costituito dal diniego da parte della società all’invio a terzi di richieste di conferma (procedura della circolarizzazione) ma anche dall’impossibilità da parte del revisore di assistere alle operazioni inventariali delle rimanenze di apertura, non verificate da altri revisori ecc.

Nel quarto paragrafo, dopo il giudizio sul bilancio e prima di quello sulla coerenza della relazione sulla gestione, troviamo i richiami di informativa ossia degli elementi di informativa del bilancio che per la loro rilevanza vengono richiamati dal revisore al fine di far porre l’attenzione dei lettori o degli utilizzatori del bilancio su di essi.

Possibili esempi di richiami possono essere: operazioni societarie straordinarie (fusioni, scissioni, trasformazioni, ecc.), rilevanti modifiche dell’assetto o dell’operatività dell’impresa (modifiche statutarie, perdita di condizione di mutualità nelle società cooperative, ecc.) e tanti altri elementi.

L’art. 2409 ter del c.c. e l’art. 156 comma 4 bis, lettera d) del D.lgs. 58/1998 richiedono al revisore di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio d’esercizio (e ove applicabile consolidato) per esprimere tale giudizio.

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Esso è contenuto nel quinto paragrafo della relazione di revisione, le procedure di verifica da svolgere al fine di esprimere tale giudizio e le modalità di espressione di questo sono contenute nel principio di revisione 001 approvato dal CNDCEC nella seduta dell’11 e 12 di febbraio ed adottato dalla Consob con delibera n°16801 il 24/02/2009.

Tale giudizio non è un attestazione dello stato di conformità o di una rappresentazione veritiera e corretta della relazione sulla gestione rispetto alle norme di legge e ai regolamenti che ne disciplinano il contenuto ma, con tale giudizio, il soggetto incaricato della revisione legale dei conti attesta, adottando determinate procedure di verifica, che non vi siano incoerenze significative ossia situazioni di contraddizione fra le informazioni contenute nella relazione sulla gestione e quelle contenute nel bilancio oggetto di revisione contabile che potrebbero influenzare le decisioni economiche che gli stakeholder assumono sulla base del bilancio stesso.

A tal fine, si distinguono le informazioni in finanziarie, dati, importi e commenti sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società (o del Gruppo) estratti dal bilancio oggetto di revisione contabile e riconducibili al sistema di contabilità generale (ad esempio rapporti con parti correlate, schemi riclassificati di bilancio ecc.) e poi abbiamo le c.d. “altre informazioni” il cui contenuto è lo stesso delle precedenti ma esse non sono estratte dal bilancio stesso e non sono riconducibili al sopra menzionato sistema; un esempio di tali dati sono le informazioni sul portafoglio, sulle quote di mercato ecc.

Abbiamo detto che il revisore al fine di poter esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio deve effettuare delle procedure di verifica che sono diverse a seconda della tipologia di informazione: se parliamo di informazioni finanziarie, il revisore deve svolgere le seguenti procedure: una lettura critica della relazione sulla gestione e il riscontro delle informazioni finanziarie con il bilancio, il sistema di contabilità generale e le scritture contabili sottostanti.

La normativa legislativa di riferimento è quindi il Decreto Legislativo 18 agosto 2015 n. 139 che ha modificato l'art. 14, co. 2, lettera e), del Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n.39 in materia di relazione di revisione: al soggetto incaricato della revisione legale è pertanto richiesto di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio di esercizio e, ove redatto, con il bilancio consolidato e sulla sua conformità alle norme di legge. La norma italiana prevede che tale giudizio includa altresì "una dichiarazione rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso

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dell'attività di revisione legale, circa l'eventuale identificazione di errori significativi nella relazione sulla gestione, nel qual caso sono fornite indicazioni sulla natura di tali errori" (dichiarazione sugli eventuali errori significativi).

Per la disciplina delle procedure di revisione da svolgere si fa invece riferimento al principio di revisione SA Italia 720B.

Secondo tale principio il revisore, durante la fase di pianificazione della revisione contabile, nell’ambito della comprensione dell’impresa e del contesto in cui opera, deve:

a) Acquisire una comprensione generale:

i) delle norme di legge relative alla relazione sulla gestione e alla relazione sul governo societario applicabili all’impresa e al settore di attività in cui opera; ii) delle modalità con cui l'impresa rispetta tali norme nella redazione della relazione

sulla gestione e della relazione sul governo societario4;

b) Concordare con la direzione della società modalità e tempistica di messa a disposizione della relazione sulla gestione nonché, ove predisposta, della relazione sul governo societario, nelle versioni approvate dagli amministratori.

Durante la fase di completamento delle attività il revisore per esprimere un giudizio di coerenza deve invece:

a) Effettuare una lettura critica della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari (ove predisposta) e riscontro con il bilancio, al fine della verifica della coerenza con il bilancio della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario (ove predisposta), il revisore, tenendo conto del lavoro svolto per la revisione contabile del bilancio, deve effettuare le seguenti procedure:

i) lettura critica della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario, (ove predisposta);

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ii) riscontro della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario (ove predisposta), con il bilancio o con i dettagli utilizzati per la redazione dello stesso, o con il sistema di contabilità generale o con le scritture contabili sottostanti5.

b) Qualora si identifichi una situazione che potrebbe configurare una incoerenza tra la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari (ove predisposta) e il bilancio, discutere tale aspetto con la direzione, ed in particolare con gli amministratori e concludere se6:

i) esiste effettivamente una incoerenza ed è stata valutata come significativa;

ii) è necessario che vengano apportate delle modifiche al bilancio oggetto di revisione contabile ovvero alla relazione sulla gestione o alla relazione sul governo societario (ove predisposta).

c) Il revisore deve poi predisporre delle risposte:

i) Nel caso in cui il revisore giunga alla conclusione che esiste un errore significativo nel bilancio oggetto di revisione contabile, egli deve rispondere in modo appropriato in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia)7; ii) Nel caso in cui il revisore concluda che esiste un'incoerenza non significativa nella

relazione sulla gestione e in alcune informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari (ove predisposta) richiedere alla Direzione ed in particolare agli amministratori di risolvere l'incoerenza e, nel caso in cui l'incoerenza non venga risolta, valutare l'inserimento nel Summary of uncorrected Misstatements, nonché la presenza di eventuali carenze nel sistema di controllo interno;

iii) Nel caso in cui il revisore concluda che esiste un'incoerenza significativa nella relazione sulla gestione e in alcune informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari (ove predisposta) richiedere alla Direzione ed in particolare agli amministratori di risolvere l'incoerenza,

5(Rif. Par 8) SA Italia 720B 6(Rif. Par 11) SA Italia 720B 7(Rif. Par 14) SA Italia 720B

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correggendo la relazione sulla gestione e/o la relazione sul governo societario (ove predisposta) e, in base alla risposta degli amministratori, valutare le azioni da intraprendere, nel caso in cui la correzione non venga effettuata8.

d) Infine nella predisposizione della relazione di revisione occorre:

i) Confermare di aver inserito una sezione nella relazione di revisione relativa al giudizio di coerenza;

ii) Determinare gli effetti sulla relazione di revisione di eventuali incoerenze significative non corrette nel bilancio o nella relazione sulla gestione e in alcune informazioni contenute nella relazione sul governo societario e sugli assetti proprietari (ove predisposta).

Diverso è il caso in cui il soggetto incaricato della revisione contabile, debba svolgere le procedure di verifica sulle “Altre informazioni”, in questa fattispecie, esso si limita alla sola lettura d’insieme di tali informazioni, la quale, avviene con spirito critico sulla base della sua conoscenza dell’ente sottoposto a revisione e di quanto acquisito nello svolgimento della revisione contabile sul bilancio.

Qualora il revisore riscontri delle incoerenze deve comunicarle agli amministratori, chiedendogli di modificare la relazione sulla gestione. Se tali incoerenze non sono eliminate in tutto o in parte il revisore deve valutarne la significatività, il cui livello non cambia nell’espressione di tale giudizio, e se queste vengono definite significative e non vengono modificate dagli amministratori, allora, il revisore dovrà emettere un giudizio con rilievi spiegando nel paragrafo precedente al giudizio i rilievi individuati e gli effetti che questi hanno nell’economia complessiva dell’ente sottoposto a revisione.

Se, invece, tali incoerenze sono molteplici e pervasive il revisore deve valutare l’opportunità di esprimere un giudizio avverso.

Ultimo caso, il più grave, è quando il revisore a seguito di limitazioni nello svolgimento della sua attività, o perché ritiene di aver riscontrato incoerenze talmente significative da compromettere l’attendibilità della relazione, si trovi nell’impossibilità di poter esprimere il giudizio.

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Capitolo 2

Il Bilancio delle società Calcistiche

2.1 Contenuto e Regolamentazione

Come ampliamente descritto nel I° capitolo Il Bilancio d’ Esercizio rappresenta il principale strumento a disposizione dell’imprenditore per una valutazione sul reale impatto delle sue decisioni nell’ambito degli obiettivi aziendali.

Il Bilancio è formato dai seguenti documenti:

o Stato patrimoniale; o Conto economico; o Rendiconto Finanziario; o Nota integrativa;

o Relazione sulla gestione.

Il bilancio va redatto dagli amministratori con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio. Queste regole si ricollegano ad un’altra nozione che forse potrebbe comprenderle tutte assieme,

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ossia quella della cosiddetta intellegibilità dei conti annuali della società, requisito questo che si connette, a sua volta, alla potenziale illimitatezza della platea di destinatari del bilancio d’esercizio. Infatti, riguardo le esigenze informative sulle squadre di calcio, bisogna ricordare come le squadre professionistiche sono sempre state considerate delle istituzioni particolari, cioè caratterizzate dalla presenza di finalità sociali molto più esplicite rispetto alle normali organizzazioni che esercitano un’attività imprenditoriale. Appare quindi importante evidenziare che le informazioni sull’andamento economico delle squadre di calcio si intrecciano con le esigenze di interlocutori “non mercantili”.

Gli interlocutori possono essere identificati nei seguenti: soci, calciatori, professionisti e dipendenti vari, fornitori e consulenti, pubblico calcistico (distinguendo tra tifosi e non), imprese, mezzi di comunicazione, Pubblica Amministrazione, finanziatori.

La regolamentazione del bilancio quale documento ufficiale di comunicazione di informazioni inerenti l’andamento dell’impresa calcistica si basa su un doppio binario:

1. Norme Legislative:

 Le disposizioni contenute nel Codice Civile (artt. 2423 e ss) e le regolamentazioni collegate (tra cui la ‘prassi contabile’). Gli stessi possono così sintetizzarsi:

a) Principio del quadro fedele (art.2423 comma 2): il bilancio deve essere redatto in modo chiaro e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico d’esercizio.

b) Informazioni complementari (art.2423 comma 3): se le informazioni richieste dalle specifiche disposizioni di cui al Dlg.127/91 non sono sufficienti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta necessitano informazioni supplementari, da fornire con la nota integrativa.

c) Deroga (art.2423 comma 4): è obbligatorio derogare ai criteri di valutazione fissati dalle disposizioni di legge sul bilancio, quando in casi eccezionali, l’applicazione di una norma non consente la rappresentazione del quadro fedele. La deroga deve essere motivata nella nota integrativa e deve essere illustrata l’influenza sul bilancio;

d) Principi di redazione del bilancio (art.2423 bis): si può dire che i principi di redazione sono regole di comportamento che non riguardano specificamente parti

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dello stato patrimoniale e del conto economico, ma considerano la condotta complessiva dell’autore del bilancio. Essi contengono, cioè, regole alle quali deve essere ispirata nel suo complesso la redazione del bilancio d’esercizio.

Si tratta principalmente di:

- continuità dell’attività gestionale;

- competenza (questo principio è strettamente connesso alla regola secondo la quale si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio anche se conosciuti dopo la chiusura di questo);

- valutazione separata delle voci; - continuità dei criteri di valutazione; - divieto di compenso di partite.

Quando si usa il bilancio d’esercizio per la valutazione dei risultati aziendali, è necessario considerare la peculiarità del settore nel quale l’azienda opera. E’ evidente come il settore di attività delle società sportive, in particolare quelle di calcio professionistiche che presentano la maggior struttura economico amministrativa, richieda certamente adesione ai principi di rappresentazione contabile sopra descritti, ma presenti anche caratteristiche particolari derivanti dalla natura dell’attività svolta e da alcune norme statutarie relative alla produzione e distribuzione degli utili;

 Decreto Legislativo del 17 luglio 2016, n. 135 concernente la revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati;

 Decreto Legislativo n.39 del 2010, revisione legale;

 Criteri di valutazione espressi dall’art. 2426 del Codice Civile, opportunamente integrate dai principi contabili nazionali e, ove necessario ovvero relativamente alle società quotate in borsa (quali AS Roma S.p.A., Juventus e SS Lazio), dai principi contabili internazionali (I.A.S./I.F.R.S.),

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2. Norme Federali:

 Dal punto di vista regolamentare sportivo, le disposizioni predisposte dagli organi competenti sia a livello nazionale (CONI e FIGC) e a livello internazionale (CIO, FIFA e UEFA);

 Il bilancio di esercizio delle società viene predisposto secondo quanto previsto dagli articoli del Codice Civile e quanto riportato dalle disposizioni emanate dalla FIGC. Il legislatore ha ritenuto possibile ricondurre le singole fattispecie valutative e di rappresentazione contabile alle tradizionali regole individuate per la maggior parte delle imprese, integrate dalle Norme Organizzative Interne della FIGC e dalle Raccomandazioni contabili;

 Queste ultime sono integrate da quelle emanate dalla Co.Vi.Soc. (Commissione di Vigilanza sulle Società di calcio).

Le società di calcio professionistiche devono dotarsi di strumenti idonei a soddisfare le esigenze derivanti dall’ordinamento sia statale sia sportivo.

Il presente lavoro ha come principale finalità l’analisi delle caratteristiche fondamentali del bilancio d’esercizio delle società di calcio professionistiche, in un quadro d’insieme che tiene conto degli obblighi di matrice sia civilistica che sportiva.

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La peculiarità del bilancio d’esercizio delle società di calcio è rappresentata dalla sua non coincidenza con l’anno solare. Tale scelta è motivata dalla circostanza che l’attività economica delle società calcistiche viene svolta seguendo il ritmo tipico della stagione agonistica che prende avvio nel mese di luglio con il ritiro estivo e termina alla fine di maggio con la conclusione del Campionato e delle coppe nazionali ed internazionali.

Le società di calcio sono infatti tenute a presentare ogni anno (con chiusura dell’esercizio al 30 Giugno) un bilancio che deve seguire il piano dei conti unificato proposto dalla Figc la quale per legge è incaricata di controllare strettamente anche sul piano contabile le società affiliate.

2.2 Norme Organizzative Interne FIGC (N.O.I.F.)

Le società calcistiche devono quindi tener conto delle disposizioni tecnico-ragionieristiche contenute nelle Norme Organizzative Interne emanate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio e dalla Commissione di Vigilanza per le Società di Calcio Professionistiche. Tra i documenti di riferimento vi sono:

 Le “Raccomandazioni Contabili” per il bilancio di esercizio, analizzate nel paragrafo successivo;

 Il piano dei conti Federale.

La particolarità del settore calcistico, che nel proprio bilancio vede la presenza di voci tipiche e del tutto peculiari, ha richiesto uno sforzo considerevole nella predisposizione di un piano dei conti, in applicazione della deroga concessa alla rigidità degli schemi di bilancio ex art. 2423-ter CC, che garantisse la comparabilità dei dati ed il rispetto delle norme di base.

La FIGC recependo la IV e la VII Direttiva CEE ha introdotto il Piano dei Conti Federale a partire dal 1987. Nel rispetto della normativa civilistica, tale piano, che è stato più volte aggiornato, riporta i valori patrimoniali, finanziari ed economici relativi alle operazioni caratteristiche.

Gli schemi proposti dalla FIGC sono uno strumento indispensabile per la verifica della situazione economico-finanziaria e della gestione delle società professionistiche.

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L'adozione del piano dei conti federale sopra citato è da considerarsi obbligatoria a norma dell'art. 84 delle NOIF9.

Riportiamo di seguito gli articoli contenenti quanto sopra citato:

Titolo VI – Art. 84 «Contabilità e Bilancio» sono riportate le seguenti disposizioni:

1. La contabilità deve essere tenuta dalle società in osservanza delle norme di legge ed in conformità con il piano dei conti predisposto dalla Co.Vi.So.C. e approvato dal Consiglio federale.

2. Le società associate nelle Leghe Professionistiche hanno l’obbligo di depositare presso la Co.Vi.So.C. il bilancio annuale redatto esclusivamente in forma ordinaria, la relazione semestrale, e l’eventuale bilancio consolidato secondo quanto previsto dal successivo art. 85. 3. Il bilancio d’esercizio deve essere predisposto nel rispetto della vigente normativa civilistica e

sulla base dei principi contabili emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità, utilizzando le raccomandazioni contabili F.I.G.C., ovvero sulla base dei principi contabili internazionali ove applicabili.

4. Il bilancio delle società della Lega Nazionale Professionisti Serie A, della Lega Nazionale Professionisti Serie B e della Lega Italiana Calcio Professionistico deve essere sottoposto alla revisione di una società iscritta nel registro dei revisori legali istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze che abbia svolto incarichi di revisione negli ultimi tre anni per società quotate o per società di calcio professionistiche.

5. Le società devono predisporre la relazione semestrale rispettando gli stessi principi e i requisiti minimi contabili e di contenuto previsti per la redazione del bilancio, tenendo conto, per quanto concerne gli aspetti economici, dei criteri della competenza e del pro-rata temporis.

6. La relazione semestrale delle società della Lega Nazionale Professionisti Serie A, della Lega Nazionale Professionisti Serie B e della Lega Italiana Calcio Professionistico deve essere sottoposta a revisione contabile limitata (“limited review”) da parte di una società iscritta nel registro dei revisori legali istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze che abbia

9Le NOIF (Norme Organizzative Interne della F.I.G.C.) costituiscono il corpus normativo alla base dell‟organizzazione della FIGC e delle società di calcio che partecipano ai campionati ufficiali istituiti dalle varie Leghe che la compongono.

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svolto incarichi di revisione negli ultimi tre anni per società quotate o per società di calcio professionistiche.

7. Le società calcistiche che esercitano il controllo su una o più società, ai sensi dell’art. 2359 del Codice Civile, devono, altresì, predisporre il bilancio consolidato, con riferimento alla struttura del gruppo del quale la società calcistica è controllante. L’area di consolidamento del gruppo, facente capo alla società calcistica, deve includere le società controllate, nonché le società collegate e le altre società che generano ricavi e/o offrono servizi e/o sostengono costi inerenti all’attività tipica della società calcistica.

8. Qualora un soggetto giuridico che controlli direttamente o indirettamente la società calcistica, generi ricavi e/o offra servizi e/o sostenga costi inerenti all’attività tipica della medesima società, nell’area di consolidamento dovrà essere incluso anche tale soggetto.

9. Le società tenute alla redazione del bilancio consolidato, secondo quanto previsto dal comma precedente, devono, altresì, predisporre la relazione semestrale consolidata.

10. Le società quotate in borsa, che sono tenute alla redazione del bilancio consolidato, devono predisporre la sola relazione semestrale consolidata, corredata dai prospetti contabili della società di calcio professionistica.

Continua poi il Titolo VI – Art. 85 «Informativa periodica alla Co.Vi.So.C.», dall’art. I all’art. V:

A) adempimenti delle società partecipanti al Campionato di Serie A I. Bilancio d’esercizio

1. Le società, entro quindici giorni dalla data di approvazione da parte dell’assemblea dei soci, ovvero entro i quindici giorni successivi alla scadenza del termine statutario di approvazione, devono depositare presso la Co.Vi.So.C. copia del bilancio d’esercizio approvato, unitamente alla seguente documentazione:

a) relazione sulla gestione;

b) relazione del collegio sindacale ovvero del revisore unico o del consiglio di sorveglianza; c) relazione del soggetto responsabile del controllo contabile;

d) relazione contenente il giudizio della società di revisione; e) rendiconto finanziario;

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g) dichiarazione di conformità all’originale della documentazione trasmessa, sottoscritta dal legale rappresentante della società e dal soggetto responsabile del controllo contabile o dal presidente del collegio sindacale ovvero dal revisore unico o dal presidente del consiglio di sorveglianza. 2. In caso di mancata approvazione del bilancio entro il minore dei termini fissati dallo statuto, le società devono depositare presso la Co.Vi.So.C., entro quindici giorni, il progetto di bilancio redatto dagli amministratori, unitamente alla seguente documentazione:

a) relazione sulla gestione;

b) relazione del collegio sindacale ovvero del revisore unico o del consiglio di sorveglianza; c) relazione del soggetto responsabile del controllo contabile;

d) rendiconto finanziario;

e) dichiarazione di conformità all’originale della documentazione trasmessa, sottoscritta dal legale rappresentante della società e dal soggetto responsabile del controllo contabile o dal presidente del collegio sindacale ovvero dal revisore unico o dal presidente consiglio di sorveglianza.

Entro quindici giorni dalla data di effettiva approvazione la società deve depositare presso la Co.Vi.So.C. il bilancio corredato della documentazione di cui al comma 1 del presente paragrafo.

II. Relazione semestrale

1. Le società, entro tre mesi dalla fine del primo semestre dell’esercizio, devono depositare presso la Co.Vi.So.C. copia della relazione semestrale, approvata dall’organo amministrativo, unitamente alla seguente documentazione:

a) relazione sulla gestione;

b) relazione del collegio sindacale ovvero del revisore unico o del consiglio di sorveglianza; c) relazione del soggetto responsabile del controllo contabile;

d) relazione contenente il giudizio della società di revisione; e) rendiconto finanziario;

f) verbale di approvazione;

g) dichiarazione di conformità all’originale della documentazione trasmessa, sottoscritta dal legale rappresentante della società e dal soggetto responsabile del controllo contabile o dal presidente del collegio sindacale ovvero dal revisore unico o dal presidente del consiglio di sorveglianza.

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2. Anche per le società quotate in borsa il deposito della relazione contenente il giudizio della società di revisione deve essere effettuato entro tre mesi dalla chiusura del primo semestre dell’esercizio.

3. Le società tenute alla redazione del bilancio consolidato, secondo quanto previsto dal precedente art. 84, devono altresì depositare presso la Co.Vi.So.C., entro tre mesi dalla fine del primo semestre dell’esercizio, la relazione semestrale consolidata unitamente alla documentazione di cui al comma 1 del presente paragrafo.

III. Bilancio consolidato

1. Le società che esercitano il controllo su una o più società, ai sensi dell’art. 2359 del Codice Civile, devono depositare presso la Co.Vi.So.C., entro quindici giorni dalla data di approvazione, copia del bilancio consolidato, unitamente alla seguente documentazione:

a) relazione sulla gestione;

b) relazione del collegio sindacale ovvero del revisore unico o del consiglio di sorveglianza; c) relazione del soggetto responsabile del controllo contabile;

d) relazione contenente il giudizio della società di revisione; e) rendiconto finanziario;

f) verbale di approvazione;

g) dichiarazione di conformità all’originale della documentazione trasmessa, sottoscritta dal legale rappresentante della società e dal soggetto responsabile del controllo o dal presidente del collegio sindacale ovvero dal revisore unico o dal presidente del consiglio di sorveglianza.

2. Sono soggette a tale obbligo anche le società che ne sarebbero esenti ai sensi dell’art. 27, comma 3, del D. Lgs. 127/1991.

IV. Informazioni economico-finanziarie previsionali

1. Le società, entro il 30 giugno, devono depositare presso la Co.Vi.So.C. le informazioni economico-finanziarie previsionali (budget), su base semestrale, riguardanti il periodo 1° luglio-30 giugno dell’anno successivo e contenenti:

a) budget del conto economico; b) budget dello stato patrimoniale; c) budget del rendiconto finanziario;

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d) note esplicative comprensive di presupposti, rischi e confronti tra i budget ed i valori effettivi riscontrati nell’ultimo bilancio (ovvero nella semestrale) con particolare riguardo agli elementi di discontinuità;

e) note esplicative delle modalità di copertura degli eventuali fabbisogni di cassa.

2. I budget devono essere approvati dall’organo amministrativo, in coerenza con i principi adottati nell’ultimo bilancio d’esercizio approvato e sottoscritti dal legale rappresentante e dal soggetto responsabile del controllo contabile della società o dal presidente del collegio sindacale o dal revisore unico o dal presidente del consiglio di sorveglianza.

3. Le società tenute alla redazione del bilancio consolidato, secondo quanto previsto dal precedente art. 84, devono predisporre i budget con riferimento al gruppo del quale la società è controllante. 4. I budget devono essere redatti secondo le indicazioni contenute nella “Guida al budget” predisposta dalla Co.Vi.So.C..

V. Report consuntivo

1. Le società, entro due mesi dalla chiusura di ciascun semestre, devono depositare presso la Co.Vi.So.C. il report consuntivo (conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario) indicando le cause degli scostamenti rispetto al budget depositato e gli interventi correttivi adottati o da adottare al fine di garantire il rispetto degli obiettivi di equilibrio economico-finanziario. 2. Il report consuntivo deve essere approvato dall’organo amministrativo e sottoscritto dal legale rappresentante e dal soggetto responsabile del controllo contabile della società o dal presidente del collegio sindacale o dal revisore unico o dal presidente del consiglio di sorveglianza.

3. Il report consuntivo deve essere redatto secondo le indicazioni contenute nella “Guida al budget” predisposta dalla Co.Vi.So.C..

4. Le società tenute alla redazione del bilancio consolidato, secondo quanto previsto dal precedente art. 84, devono predisporre il report consuntivo con riferimento al gruppo del quale la società è controllante.

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