SOTTO LE ALI

Nel documento tutti i diritti riservati LA QUESTUA (pagine 35-38)

Le scelte coraggiosamente evangeliche e limpidamente ecclesiali non di rado sono confermate e corroborate da visioni o sogni profetici.

È evidente che più spesso queste conferme hanno il fine di rimuovere difficoltà esterne a Francesco.

Note

Tre Comp. XVI, 64 FF. 1478:

- Passati pochi anni da questa visione, Francesco venne a Roma e visitò il vescovo di Ostia, che lo pregò di accompagnarlo in Curia la mattina seguente.

Il prelato voleva che predicasse in presenza del Papa e dei cardinali, e affidasse loro il suo Ordine con devozione e affetto.

Invano Francesco cercò di scusarsi, dicendo che era un uomo semplice e senza istruzione; gli fu giocoforza seguire il cardinale alla Curia pontificia.

Presentatosi davanti al Papa e ai cardinali, venne accolto con grande gioia; e levatosi in piedi cominciò a parlare, non seguendo che 1'ispirazione divina.

Terminato il discorso, raccomandò al pontefice e ai cardinali il suo Ordine.

Costoro erano rimasti molto colpiti dalle sue parole, e sentirono una viva simpatia per il Santo e il suo movimento. -

SOTTO LE ALI

Francesco aveva a cuore sommamente che proseguisse l’Ordine Minore nell'ideale suo di povertà;

in obbedienza, fede e carità.

Quanto poteva dava lor 1'esempio.

Con la parola ferma li guidava e duramente a volte li ammoniva.

Li rimetteva in mano a Dio pregando.

E tuttavia temeva 1'avvenire sapendo quanto forte è la battaglia dell'avversario antico contro Dio e contro tutti quelli che lo servono.

Poiché porzione scelta della vigna è la famiglia eletta dei Minori, ad essa occorre offrire una difesa, perché non cada vinta, né divisa.

Lo confortò il Signore in orazione.

Vide una bruna e piccola gallina avente intorno tanti suoi pulcini da non poterli accoglier sotto 1'ali.

Sparita la profetica visione comprese dallo Spirito divino:

son io la chioccia e i figli miei pulcini;

piccolo son io ed essi sono tanti.

Ora capisco cosa devo fare:

affiderò tranquillo questi figli a quella chioccia, dataci da Cristo, che può coprire tutti i figli suoi.

DIEDE IL PANE

Francesco, quando ebbe intorno a sé i primi dodici compagni, si recò con essi dal Papa per esporre il loro ideale di vita ed avere l’approvazione di una prima Regola, che poi sotto Onorio III sarà rifinita e "Bollata".

Il Papa Innocenzo III, di fronte ad un programma di vita così austera, restò perplesso, poi diede l’approvazione.

La gioia di Francesco e dei dodici compagni è tanta che dimenticano di mangiare nel viaggio di ritorno verso Assisi.

II Signore provvede premiando con un miracolo il loro cammino fisico e spirituale.

Note

Clar. 5 FF. 2140:

- Ottenuta la conferma della Regola, mentre ritornavano, - era già passata 1'ora della refezione, ed essi erano stanchi per la fatica e deboli, e non c’era nessuna abitazione nelle vicinanze -, comparve all'improvviso un giovane grazioso che si accompagnò a loro lungo il cammino.

Diede a loro il pane che portava e molte cose disse della perfezione della vita evangelica di Cristo infiammandoli con la forza delle sue parole di un grandissimo ardore di carità. -

DIEDE IL PANE

Il Papa ascolta, prega e si consiglia;

poi finalmente approva, dice e scrive:

«Vi concediamo quanto avete chiesto così vivrete come visse Cristo.

La povertà sarà vostra ricchezza.

Nell'obbedienza siate voi costanti.

In castità levate il cuore a Dio.

Per voi saranno legge i tre consigli».

Frate Francesco piega le ginocchia.

Profondamente a terra poi s'inchina e lieto assieme ai dodici ringrazia.

Benedicente, il Papa li congeda.

Dalla letizia loro tu diresti

che il Papa ha già premiato 1'osservanza, più che approvare regola di vita.

È questa scritta già nel loro cuore!

Essi così camminano e camminano.

Francesco li precede agevolmente.

All'orizzonte il sole va calando ed essi ancor digiuni vanno avanti.

Qui li raggiunge un giovane cortese.

Saluta tutti e a ognuno dà del pane.

Così per via, mangiando, vanno insieme.

Delle virtù di Cristo quello narra.

Talmente è vero, bello e caldo il dire, che di celeste ardore ognun s'infiamma.

Poi quello sparve dalla loro vista.

Francesco dice: «È 1'angelo di Dio».

DUE PROFEZIE

In senso moderno San Francesco d’Assisi rimane uno degli uomini più carismatici di tutti i tempi.

Egli con la ricerca di Dio e con la penitenza più aspra ha scoperto la sublimità del Vangelo e ha fatto senza riserve posto a Dio stesso.

Da qui l’alto livello di carismaticità: Francesco si svuota di Francesco e Dio lo riempie di Dio. È comprensibile infine come Dio possa farlo partecipe - e quindi due volte - di dolori incombenti sull'uomo.

Note

Cron. e test. fr. XV, 7 FF. 2703:

- Ho sentito raccontare dal signor Papa Alessandro che Francesco aveva predetto la morte di Ono-rio e la elevazione al pontificato di GregoOno-rio IX, allora cardinale di Ostia.

Così pure predisse che in un determinato giorno e in una determinata ora sarebbe avvenuto un terremoto; ed avvenne proprio come lui aveva detto. -

DUE PROFEZIE

Francesco fu dotato dal Signore di numerosi e grandi suoi carismi:

contemplazione ed estasi frequenti, bilocazione e dono di guarire.

Scrutò nei cuori chiaro ogni pensiero.

Parlò soltanto mosso dallo Spirito.

Internamente vide da lontano ed il futuro disse chiaramente.

Io per dovere voglio ricordare un episodio noto da quel tempo.

Papa Alessandro quarto lo racconta.

Fu testimone lui direttamente.

Frate Francesco stando a conversare di certe cose in merito ai suoi frati, semplicemente fece profezia d'avvenimenti grandi per la Chiesa.

Disse 1'esatto giorno della morte di Papa Onorio e il nome di Gregorio - vescovo d'Ostia allora e cardinale - qual successore al trono di San Pietro.

In quel frangente aggiunse addolorato:

«Nella città di Brescia un terremoto farà tra breve danni molto gravi e numerose vittime nel popolo».

Perché, Signore, mostri ai santi tuoi ciò ch'è futuro, quando c'è il dolore?

Lo so! Perché due volte sanno offrirti quello che affatto noi sappiamo darti.

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