Riassunto di Geografia 3 Media  doc

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LA POPOLAZIONE MONDIALE

ORIGINE E SVILUPPO DELL’UMANITÀ

L’ORIGINE DELL’UMANIT À:

Le origini dell’umanità non si possono fissare con certezza. La maggior parte degli studiosi sostiene che i primi esseri viventi più o meno simili ad un uomo, ma con aspetto scimmiesco, sono stati gli

Australopitechi presenti sulla Terra già tre milioni di anni fa. Ma i primi esseri che possiamo

definire uomini sono comparsi in Africa soltanto 30.000 anni fa. In base agli scheletri ritrovati, gli uomini primitivi sono stati divisi in tre categorie:

1) Protoàntropi ( primo uomo ), che avevano una posizione eretta ma un cervello poco sviluppato. Vivevano all’aperto e si dedicavano alla caccia ed alla raccolta dei prodotti spontanei.

2) Paleoàntropi ( uomo antico ), che erano più progrediti. Pur essendo ancora nomadi, si riparavano in grotte naturali o in capanne. Usavano il fuoco e lavoravano la pietra.

3) Faneràntropi ( uomo visibile ), che rappresentano i nostri progenitori. Comparvero in Africa 30.000 anni fa e si diffusero poco alla volta in tutti gli altri Continenti. Questi uomini vivevano in piccole tribù, ma si procuravano il cibo ancora attraverso la caccia e la raccolta dei prodotti spontanei

LA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE MONDIALE:

Con la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento, avvenuta circa 12.000 anni fa, gli uomini divennero sedentari e crearono i primi grandi insediamenti umani: le civiltà potamiche, cioè civiltà sviluppate lungo i fiumi ( in greco potamòs vuol dire fiume ). Le più importanti furono: quella degli Egiziani nella valle del Nilo; quella degli Assiri e dei Babilonesi nella Mesopotamia, tra i fiumi Tigri ed Eufrate; quella degli Indiani nella valle dell’Indo; quella dei Cinesi nelle valli del Fiume Giallo e del Fiume Azzurro. Con la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento la popolazione mondiale passò da 8 milioni di individui a 250 milioni in epoca romana. Con la caduta dell’Impero Romano, le invasioni barbariche, le epidemie e le numerosissime guerre del Medioevo la crescita della popolazione rallentò notevolmente: nel 1650 gli abitanti della Terra erano cresciuti solo del doppio ed ammontavano a 500 milioni. A partire dal 1700, grazie allo sviluppo della tecnologia e al progresso della medicina, la popolazione mondiale si è rapidamente moltiplicata raggiungendo nel 1850 1 miliardo e 200 milioni di persone, nel 1950 2 miliardi e 500 milioni e nel 2000 6 miliardi. Si pensa che tra qualche decennio la popolazione mondiale possa superare i 10 miliardi di individui. Lo studio dell’andamento demografico si basa su alcune componenti principali: 1) il tasso di

natalità, cioè il numero dei nati vivi in un anno; 2) il tasso di mortalità, cioè il numero dei morti in

un anno; 3) il saldo naturale, cioè la differenza tra il numero dei nati e dei morti, che può essere positivo quando il numero dei nati supera quello dei morti o negativo nel caso contrario.

DISTRIBUZIONE E CARATTERISTICHE DELL’UMANITÀ

LA DENSITÀ DI POPOLAZIONE:

I sei miliardi di abitanti che popolano la Terra sono distribuiti in modo molto irregolare tra i singoli Continenti. Essi risultano così ripartiti: 3 miliardi e 800 milioni in Asia (62,5%); 800

milioni in America (13%); 705 milioni in Europa (12%); 700 milioni in Africa (12%); 31 milioni in Oceania (0,5%). Le forti differenze che esistono tra un Continente e l’altro sono ancora

più evidenti se consideriamo la densità di popolazione, cioè il rapporto tra gli abitanti e la superficie di una determinata area. Abbiamo così: 80 ab/Km2 in Asia; 68 ab/Km2 in Europa; 22

ab/Km2 in Africa; 19 ab/Km2 in America; 4 ab/Km2 in Oceania. All’interno dei singoli Continenti,

poi, ci sono alcune aree fortemente popolate ed altre invece completamente disabitate; ciò è dovuto alle condizioni climatiche e alle risorse economiche. In questo caso parliamo di: aree ecumeniche abitate stabilmente; aree anecumeniche completamente disabitate; aree subecumeniche abitate solo nelle stagioni migliori.

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I TIPI UMANI PRINCIPALI:

Come abbiamo detto in precedenza, gli uomini hanno auto origine in Africa e poi si sono diffusi nelle altre parti del Mondo adattandosi a condizioni ambientali diverse da quelle d’origine. Così, nel corso dei millenni, essi si sono diversificati in diversi gruppi razziali con caratteristiche somatiche che si trasmettono per via ereditaria. I gruppi o razze principali sono 4:

1) La razza europoide, che presenta un colore della pelle che va dal molto chiaro allo scuro. Anche se non è la più numerosa è la più diffusa nel Mondo. La troviamo in Europa, America e in Australia. Alla razza europoide appartengono anche gli Arabi, gli Iraniani e i Turchi. 2) La razza mongoloide, che presenta un colore della pelle giallastro e degli occhi obliqui. E’

la più numerosa ed è diffusa soprattutto nell’Asia orientale ( Cina, Indovina, Giappone, Indonesia ecc…). Piccoli gruppi vivono anche nelle regioni prossime ai poli (Eschimesi) e in America (Amerindi).

3) La razza negroide, che presenta una pelle molto scura e capelli neri e crespi. Vive soprattutto in Africa, ma si è diffusa anche in America dopo la tratta degli schiavi.

4) La razza australoide, che presenta una pelle bruna. Costituisce la popolazione originaria dell’Oceania ( gli aborigeni ).

Queste razze principali, a causa degli incroci verificatesi in seguito alle migrazioni, hanno creato gruppi di popolazione a sangue misto. I più tipici sono: 1) i meticci, nati da bianchi e amerindi; i

mulatti, nati da bianchi e negri; gli zambos, nati da negri e amerindi.

LE LINGUE DOMINANTI:

Un aspetto importante nella diversificazione dei vari popoli è la lingua. Sulla Terra sono diffuse 5/6 mila lingue differenti. In base alla struttura morfologica e grammaticale esse possono essere divise in tre grandi famiglie linguistiche:

1) Lingue monosillabiche, che comprendono il cinese, il tibetano ed altri idiomi dell’Asia e dell’Africa. Ogni parola è formata da una sola sillaba ed esprime un concetto compiuto. 2) Lingue agglutinanti, che comprendono soprattutto il giapponese, il turco, il mongolo e

l’ungherese. In esse le parole sono formate da radici invariabili che hanno un significato proprio e da un certo numero di suffissi e prefissi che aggiunti alle radici ne cambiano il significato.

3) Lingue flessive, che comprendono soprattutto quelle europee derivate dal latino ( italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno ) e quelle germaniche e slave. In esse le parole vengono modificate mediante la declinazione dei noli e la coniugazione dei verbi acquistando, così, un valore diverso nell’ambito della frase.

LE RELIGIONI PRINCIPALI:

Le religioni professate dai vari popoli della Terra possono essere distinte in tre gruppi:

1) Religioni animiste, professate dai popoli meno evoluti della zona equatoriale. Esse si basano sull’adorazione di feticci e totem, cioè di oggetti, animali e piante particolari che incarnano gli spiriti buoni o cattivi.

2) Religioni politeiste, che ammettono diverse divinità. Tra queste si distingue l’Induismo o

Brahamanesimo, diffuso in gran parte dell’India, che si basa sulla fede in una triplice

divinità detta Trimurti: Brahama, Dio creatore; Visnù, Dio della vita e della conservazione;

Siva, Dio della morte e della distruzione.

3) Le religioni monoteiste, che credono in un solo Dio. Quelle più importanti sono: a) il

Giudaismo, professato dagli Ebrei, che credono nel Vecchio Testamento e ritengono che il

Messia (il Salvatore ) non sia ancora giunto; b) il Cristianesimo, che crede nel Nuovo Testamento (i Vangeli) e riconosce Gesù come figlio di Dio. A causa di numerosi contrasti, il Cristianesimo si è diviso in: Chiesa cattolica, diffusa nel mondo occidentale; Chiesa ortodossa, diffusa nell’Europa orientale; Chiesa protestante, presente in varie parti; c) l’Islamismo, diffuso soprattutto tra i popoli arabi dell’Asia e dell’Africa, che credono nel Corano. L’Islamismo fu fondato da Maometto e promette una vita ultraterrena fatta di piaceri simili a quelli terreni.

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Un posto a parte spetta al Buddismo, religione professata nell’Asia orientale e fondata dal principe indiano Budda (Illuminato). Esso, però, più che una religione è una dottrina filosofica, che promette di sottrarre l’uomo al dolore attraverso la meditazione.

LE ATTIVITÀ UMANE

I SETTORI DELL’ATTIVITA’ ECONOMICA:

In senso molto ampio, il termine economia indica il complesso delle attività con cui gli uomini sfruttano le risorse della superficie terrestre. In base al lavoro svolto, la popolazione attiva ( quella compresa tra i 15 e i 64 anni ) viene raggruppata in tre settori economici:

1) Il settore primario, che comprende gli addetti alle attività che sfruttano le risorse del suolo e del mare: cioè l’agricoltura, l’allevamento, la caccia e la pesca;

2) Il settore secondario, che comprende gli addetti che si dedicano all’industria e all’artigianato;

3) Il settore terziario, che comprende tutti gli addetti alle attività che non producono beni materiali, ma forniscono servizi: addetti al commercio, ai trasporti, al turismo, al pubblico impiego, alle libere professioni ).

I TIPI DI ECONOMIA:

In base al tipo di attività con cui gli uomini soddisfano i propri bisogni, vi sono varie forme di economia:

1) Economia di raccolta, che consiste nel fatto che la popolazione si procura il cibo per vivere dedicandosi alla raccolta dei frutti spontanei e alla caccia degli animali, senza praticare l’agricoltura e l’allevamento;

2) Economia di sussistenza, che si basa su un’agricoltura assai povera i cui raccolti sono destinati in massima parte alle esigenze degli stessi produttori. In pratica ogni famiglia cerca di produrre direttamente tutto ciò di cui ha bisogno. L’industria è assente e il commercio si basa sul baratto, cioè sullo scambio di un bene con un altro;

3) Economia di mercato, in cui la produzione è destinata in massima parte alla vendita.

LE FORME DI INSEDIAMENTO

Le diverse forme di economia determinano anche un differente tipo d’insediamento. Infatti gli uomini abitano in capanne rudimentali nelle aree ad economia di raccolta; in case sparse e villaggi nelle aree ad economia di sussistenza; in città di varia grandezza nelle aree ad economia di mercato. CASE SPARSE E VILLAGGI:

Le case sparse sono quelle che sorgono isolate nei campi. Esse presentano una grande varietà di aspetti. Le piccole proprietà presentano case contadine piuttosto elementari; le grandi proprietà, invece, presentano abitazioni rurali complesse

I villaggi sono formati da un certo numero di case raggruppate l’una vicino all’altra e possono accogliere una popolazione variabile da qualche centinaio ad alcune migliaia di persone.

LE CITTA’:

La città è un insediamento piuttosto grande in cui la maggioranza della popolazione è occupata nelle attività industriali e nei servizi. Ogni giorno attirano dai centri minori flussi di popolazione che vi si recano per lavorare, per fare acquisti o per usufruire di altri servizi. Le prime città sorsero tra il 7.500 e il 5.000 a.C. nell’ambito delle civiltà potamiche e nel corso dei millenni si sono via via andate trasformando. Oggi le città sono formate di solito da un mosaico di quartieri differenti per caratteristiche economiche, sociali ed architettoniche. Nella maggioranza dei casi esse mostrano una

struttura a fasce concentriche in cui, dall’interno verso l’esterno, si individua la successione delle

seguenti aree: 1) la city, che di solito corrisponde alla parte più antica e dove si concentra la maggior parte dei negozi e degli uffici. Vi si trovano molti grattacieli; 2) una zona circostante, caratterizzata soprattutto da case vecchie con piccole industrie manifatturiere; 3) una cintura

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industriale, in cui le fabbriche si alternano con le abitazioni destinate alla classe operaia; 4) una zona residenziale per le classi agiate, costituita da belle abitazioni condominiali; 5) un’area residenziale di lusso in cui abitano i ceti più ricchi, costituita da villette con parchi e giardini.

LE CAPITALI:

Nella maggioranza dei casi le capitali costituiscono le città più grandi e più importanti di un Paese. Sono i luoghi dai quali si esercita il potere politico ed economico. Esse, infatti, accolgono la sede del Parlamento, del Governo, del Capo dello Stato e delle ambasciate estere ed in genere anche le direzioni delle grandi società industriali e finanziarie. Normalmente le capitali sono le città più antiche e più ricche di monumenti e sorgono in una posizione centrale rispetto al resto del Paese. Alcuni Stati hanno capitali reticolari o diffuse, denominate così perché le funzioni di capitale sono distribuite tra due o tre città. Ad esempio, nei Paesi Bassi la capitale ufficiale dove si trova il palazzo reale è Amsterdam, mentre la capitale legislativa, dove risiede il Parlamento, è l’Aja; nella Repubblica Sudafricana, Città del Capo è la capitale legislativa, Pretoria la capitale amministrativa, Bloemfontein la capitale giudiziaria.

LA STRUTTURA POLITICA DEL MONDO

IL CONCETTO DI STATO E NAZIONE:

Per Nazione si intende un determinato gruppo umano che presenta gli stessi caratteri culturali: cioè che ha in comune lingua, tradizioni, costumi e religione. Per Stato, invece, si intende un gruppo umano che abita un territorio delimitato da confini ben precisi ed ha una propria organizzazione politica. Quindi gli individui appartenenti alla stessa Nazione non sempre costituiscono uno Stato unico ( gli Arabi formano numerosi Stati). Al contrario, un determinato Stato può raggruppare popoli di diversa nazionalità ( la Svizzera è abitata da gruppi di lingua tedesca, francese e italiana ). In base alla composizione della popolazione, gli Stati si definiscono: 1) nazionali, se sono abitati da una popolazione etnicamente omogenea (Austria); 2) binazionali, se sono abitati da due gruppi etnici differenti (Belgio); 3) plurinazionali, se sono abitati da parecchi gruppi etnici (Svizzera). LA STRUTTURA POLITICO-AMMINISTRATIVA DEGLI STATI:

Gli Stati possono avere due tipi di regimi politici fondamentali: monarchico e repubblicano. Il regime è monarchico quando il potere di governo è accentrato nelle mani di un sovrano che lo trasmette da padre in figlio; è invece repubblicano quando il potere è gestito da un governo che dura in carica un certo numero di anni ed ha il compito di far eseguire le leggi approvate da rappresentanti eletti dal popolo. Sia gli Stati a regime monarchico che quelli a regime repubblicano possono essere: 1) unitari, se sono retti da un unico governo centrale; 2) federali, se sono divisi in Stati minori che dipendono dal governo centrale per quanto riguarda la politica generale estera e sono amministrati da governi propri per quanto concerne alcuni aspetti della vita economica e sociale (Stati Uniti d’America, Germania, Svizzera).

LE GRANDI ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI:

Dopo la Seconda Guerra Mondiale sono stati costituiti organismi internazionali di vario tipo, che hanno lo scopo di assicure maggiori vantaggi in campo economico e della sicurezza politica a tutto il Mondo. Le organizzazioni principali sono:

1) L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) creata nel 1945 con sede a New York. Ha come scopo fondamentale quello di risolvere le controversie che sorgono tra gli Stati, ma si interessa anche di risolvere problemi particolarmente importanti per l’intera umanità;

2) L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) costituita nel 1960 con sede a Parigi.Lo scopo principale è quello di favorire lo sviluppo economico, assistendo soprattutto i Paesi più poveri;

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3) L’Organizzazione dell’Unità Africana (OUA) nata nel 1963 con sede principale ad Addis Abeba (Etiopia). Si propone di rafforzare l’unità politica e la cooperazione tra i vari Paesi africani;

4) L’Unione Europea (UE) nata nel 1957 con il nome di Comunità Economica Europea. E’ nata con lo scopo di abbattere le frontiere doganali, ma l’obiettivo principale è oggi quello di raggiungere una unificazione di carattere politico.

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