Podere La Regola. Un viaggio sensoriale tra arte e vino.

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Scuola Superiore Sant’Anna

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Master Universitario di I livello Vini Italiani e Mercati Mondiali

Anno Accademico

2016/17

in collaborazione con

Podere La Regola. Un viaggio

sensoriale tra arte e vino.

Autore

Chiara Chesi

Tutor Scientifico

Eloisa Cristiani

Tutor Aziendale – Podere La Regola

Edoardo Crecchi

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INDICE

Introduzione…………..………...……...3

Obiettivi dello stage………...………...………...7

Attività realizzate………….………...……....9

Risultati ottenuti….……….………...…...12

Conclusioni…….………...……...18

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1. INTRODUZIONE

All’inizio del 1900, Corrado Nuti, bisnonno degli attuali proprietari, acquistò un piccolo appezzamento di terra in località La Regola (toponimo ritrovato negli antichi registri del catasto di Firenze del ‘700) ed iniziò una piccola produzione di vinello genuino destinata al consumo familiare. La produzione è stata portata avanti dalle generazioni successive fino a che Luca, dopo una laurea in agronomia, decise, negli anni ’90, di convertire la produzione a consumo familiare in un’azienda strutturata e commercializzare le prime bottiglie.

A partire dal 2000 si è unito alla guida dell’azienda il fratello Flavio che da allora si occupa dell’amministrazione e del marketing.

Questa storica etichetta di Riparbella, da tempo, si è fatta portavoce di un messaggio che riecheggia sulle colline della Costa degli Etruschi «Territorio, Natura, Uomini: da questo nascono le nostre “Regole”…». Una frase che racchiude in pieno lo spirito della cantina alla quale si è aggiunto un nuovo elemento che condensa e racchiude il senso degli altri: l’Arte.

Territorio: L’azienda vinicola Podere La Regola si trova sulla Costa Toscana, territorio vocato alla produzione di grandi cru, nella valle del fiume Cecina, a soli 4 km dal mare, nel Comune di Riparbella, a nord di Bolgheri.

La particolare conformazione della zona, attraversata dal fiume e protetta ai lati da una fascia collinare boschiva con una forte presenza di querce da sughero, crea un microclima temperato, con escursioni termiche notturne tali da ottenere uve di particolare espressione aromatica. Il mix vincente dei vini de La Regola è sfruttare al meglio il clima temperato ed il terreno costituito principalmente da sabbie plioceniche ricche di fossili, con una percentuale di argilla e minerali ferrosi, che favorisce una maturazione ottimale delle uve, consentendo di ottenere vini fini ma di struttura e notevole persistenza.

Natura: il suggestivo territorio di Riparbella è da sempre stato ritenuto ideale per la vite.

Le numerose anfore vinarie di epoca etrusca, rinvenute nella zona, meglio conosciuta come necropoli di Belora, rappresentano non solo un reperto archeologico risalente al VII secolo a.C., ma una vera e propria testimonianza che lega indissolubilmente la coltivazione della vite a questi paesaggi. Il sodalizio etrusco si ripete ancora oggi a Podere La Regola.

Con tecniche di agricoltura biologica, sesto di impianto da 4.000 a 7.000 ceppi per ettaro, raccolta manuale del frutto, la famiglia Nuti, proprietaria da oltre un secolo dei terreni punta sulla qualità: il processo culturale è curato nel dettaglio per sfruttare al massimo l’ottimo clima ed il suolo che consentono, con i giusti vitigni, di ottenere vini dalla personalità espressiva.

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Condotta da Luca e Flavio Nuti, la nuova cantina, ecosostenibile e alimentata da energia pulita, è solo l’ultimo degli investimenti che l’azienda ha messo in atto per trasmettere quella filosofia tesa a preservare e valorizzare una terra unica e incontaminata dove il rispetto dell’equilibrio ambientale resta uno degli obiettivi primari.

Uomini: La nuova cantina, inaugurata nell’ottobre 2016, riesce a condensare tutti e tre gli elementi che i fratelli Nuti hanno deciso di esprimere e seguire in tutte le fasi della filiera produttiva.

Grazie alla nuova realizzazione la Regola è divenuta un’ambasciata territoriale1, un connubio

perfetto con l’ambiente circostante.

La cantina è immersa tra i filari di un appezzamento di proprietà di circa 10 ettari di vigne, in totale l’azienda conta 20 ettari di vigneto ed a breve effettuerà l’impianto di altri 5 ettari. La sua inaugurazione rappresenta un punto di arrivo, a livello fisico ma anche di partenza per la famiglia Nuti.

Ad impreziosire la cantina l’arte di Stefano Tonelli che ha trasformato la Barriccaia in una grande sala da museo, un affresco che richiama gli Etruschi e il cosmo: un modo di vivere l’arte nel luogo eletto in cui, il vino è nel pieno della sua trasformazione. Un’opera quella di Tonelli che è solo l’inizio delle installazioni che arricchiranno l’esterno della cantina, così da creare un vero e proprio luogo di meditazione artistica alla ricerca dell’umanità che cresce e si sviluppa anche attraverso la vite ed il vino in tutte le loro fasi di lavorazione.

Celebrare gli Etruschi e rendergli omaggio, in un luogo che anche a loro fu caro, tanto da essere battezzato Costa degli Etruschi. Con questa idea, Stefano Tonelli ha trasformato la Barriccaia in un luogo da contemplare e da vivere come un viaggio silenzioso e di grandi dimensioni, dove l’uomo torna ad essere piccolo di fronte all’infinito.

L’opera è stata realizzata in cinque mesi. Il lavoro artistico di Tonelli è iniziato a maggio quando la vite si manifestava nella sua verde bellezza e si è concluso a settembre, con la vendemmia, dove la vite, donando il suo frutto, si trasforma in mosto prima e nettare di vino dopo. Una creazione artistica che ha seguito il ritmo naturale della vite e dell’uva.

È un omaggio, antico e contemporaneo, agli Etruschi che hanno abitato questi luoghi, questa valle, questa pace del paesaggio; gli Etruschi che per primi hanno coltivato la vite e prodotto vino in queste terre.

Su volontà dei fratelli Nuti sono stati altri gli uomini che si sono fatti portavoce del messaggio in cui si condensa la filosofia aziendale di Podere La Regola.

La realizzazione di una cantina è prima di tutto un’operazione culturale, è l’opportunità di intraprendere il percorso di realizzare un’ambasciata territoriale. In quest’ottica l’architettura ha

1 Termine utilizzato dai fratelli Nuti durante la rassegna stampa di inaugurazione della nuova struttura. Luca e Flavio, con la nuova realizzazione, hanno deciso di farsi portavoce del loro territorio.

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svolto il suo ruolo di disciplina in grado di operare un raccordo formale tra paesaggio fisico ed ambito culturale presenti in un luogo.

Il concetto di ambasciata territoriale come processo di simbiosi è alla base del progetto della nuova cantina dell’azienda La Regola; l’obiettivo è stato la ricerca del connubio tra il più favorevole inserimento paesaggistico e il raggiungimento della più efficiente configurazione di sostenibilità ambientale ed energetica attraverso lo sfruttamento dell’orientamento al percorso solare come fonte di energia rinnovabile, delle naturali pendenze del terreno per una climatizzazione il più possibile naturale degli ambienti interni, della presenza di vegetazione alta come protezione dal vento.

Gli spazi esterni sono stati progettati come aree di attraversamento sia fisico che mentale tra il dentro e il fuori, tra il luogo antropizzato e quello naturale, tra la bottiglia di vino e la sua vigna di origine. Anche la scelta dei materiali ha seguito i criteri di efficienza e sostenibilità del progetto: una scatola principale di cemento armato, parzialmente interrata con trattamenti naturali sormontata da una struttura completamente in legno, dotata di ampie vetrate per concludere con un largo uso di pietra locale e vegetazione.

Una nota di merito va infine all’architetto Giorgio Balestri di Pisa che ha curato in modo sobrio ma elegante l’allestimento degli interni dei locali adibiti ad accoglienza, vendita e sala convegni inspirandosi ad una architettura moderna con uso di colori caldi e materiali ecologici.

Espressione raffinatezza, essenzialità, pulizia e creatività: questi sono i concetti che si ritrovano all’interno dell’azienda che nel suo complesso si dimostra come un connubio di tradizione e modernità che si amalgamano in un’unica parola: terroir (parola di origine francese che si identifica in un concetto ampio e complesso. Un concetto che può essere banalmente semplificato come l’interazione tra clima, territorio e uomo; tre fattori che in collaborazione producono un vino specifico ed identificabile con le caratteristiche uniche della propria territorialità).

Come vuole la tradizione della Costa toscana, Podere La Regola coltiva i più autoctoni Vermentino e Sangiovese affiancati dai classici bordolesi Chardonnay, Viogner, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Syrah e Petit Verdot.

Da questa vasta gamma di vitigni l’azienda produce un’altrettanta variegata serie di vini per un totale di 11 prodotti: tre bianchi, un rosato, cinque rossi, uno spumante metodo classico e un passito. Tra i bianchi:

Le Prode Bianco: Vermentino 100%, fresco e minerale; vino di entrata dell’azienda.

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Lauro: blend di Viogner e Chardonnay è un bianco che fa macerazione ed affinamento in barrique esprimendo una morbidezza considerevole e sentori di vaniglia marcati.

Il Rosègola, rosato dalla struttura importante bilanciata dalla bella spalla acida. Tra i rossi:

Le Prode Rosso: un Sangiovese e Cabernet Franc, un rosso dalla bevibilità immediata che soddisfa i palati meno esigenti.

Ligustro: altro rosso di entrata a base Merlot e Cabernet Franc.

Beloro: un Sangiovese 100% con un periodo di maturazione in tonneau che gli consente di esprimere tutta la potenza del territorio abbinata a sentori di confettura di more.

Vallino: ‘second vin’ dell’azienda a base Cabernet Sauvignon, fruttato ed equilibrato.

La Regola: cru aziendale con prevalenza di Cabernet Franc, ben strutturato e dai sentori vegetali spiccati. Acquista l’eleganza che gli è propria grazie a diversi anni di invecchiamento.

Strido: Merlot 100%, ultimo nato esprime struttura, eleganza e personalità aromatica.

Degni di nota, in quanto prodotti unici e non caratteristici della zona sono certamente lo spumante ed il passito.

Spumante: Metodo Classico a base di Gros Manseng è un vino che spinge molto sulla freschezza e sull’acidità. Spumante pas dosé, è un prodotto unico del territorio che non è certamente rinomato per la produzione di una simile tipologia di vino.

Sondrete: passito ottenuto da Trebbiano, Colombana e Malvasia; 10 anni di invecchiamento in caratelli scolmi. Si presenta come un vino da dessert cremoso, molto simile ai più famosi vin Santo prodotti nel territorio chiantigiano ed ottimo con i formaggi erborinati o il cioccolato fondente. Oltre alla produzione dei vini sopra menzionati l’azienda produce anche una piccola quantità di olio extra vergine di oliva e una grappa.

Il vino è un prodotto che ha il compito di lasciare a chi ne entra in contatto, un’emozione, una sensazione nuova che diventerà parte integrante del bagaglio personale e culturale dell’individuo. I tour guidati di Podere La Regola consentono ai turisti di vivere un’esperienza che riesce a coinvolgere i cinque sensi ed arricchisce interiormente chiunque entri in contatto con tale realtà; lo stesso avviene per chi lavora in una realtà autoctona ed innovativa come questa, per questo il mio periodo di stage è stato molto istruttivo e coinvolgente.

All’interno dell’azienda mi sono dedicata al comunicare la parte emozionale della realtà di Podere La Regola; le mie attività si sono rivolte alla comunicazione dell’azienda attraverso i suoi prodotti ed il connubio arte-vino che le è proprio. Dall’accoglienza alla promozione sul territorio sino all’organizzazione di eventi in cantina: queste le attività che mi hanno maggiormente impegnato durante lo stage.

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Dalla produzione, alla promozione, al commercio, sia l’azienda che la mia esperienza hanno costantemente comunicato i due obiettivi prefissati al momento della creazione del progetto: valorizzare la produzione e regalare al territorio uno spazio di incontro, di stimolo culturale e sociale oltre che artistico.

2. OBIETTIVI DELLO STAGE.

La scelta di seguire le lezioni del master, e conseguentemente dello stage, è venuta dalla grande passione per il mondo del vino.

Dopo una laurea in Lingue e Letterature straniere ed il corso AIS per Sommelier ho deciso di ampliare la mia conoscenza all’interno di questo mondo grazie al Master “Vini italiani e mercati mondiali”. Inizialmente volevo coniugare le mie due passioni, le lingue ed il vino, attraverso la comunicazione di quei valori che ho scoperto essere propri di un calice di vino. Comunicare e trasmettere la mia passione ed i valori intrinseci del vino ad un pubblico di consumatori più o meno esperti.

Una volta apprese le nozioni necessarie dalle lezioni teoriche è stato il nostro momento, eravamo noi “studenti” a doverci far conoscere dalle diverse aziende in modo da sviluppare la nostra idea, il nostro progetto.

Comunicare il valore del vino, diffondere e raccontare la storia dell’azienda e far vivere ai diversi consumatori e clienti un’esperienza coinvolgente che avesse come centro unico e definitivo il vino in tutte le sue sfaccettature. Questo è stato il mio obiettivo durante i tre mesi di stage a Podere La Regola. Insieme all’azienda ci siamo prefissati il compito di riuscire a diffondere e comunicare i principi e la filosofia, nonché il valore intrinseco dell’azienda e del territorio cui appartiene facendo parlare i suoi prodotti.

Dal momento che si è trattato della mia prima esperienza in questo mondo, le mie attività si sono inizialmente rivolte all’analisi dell’azienda, interna ed esterna, per cercare di capire e toccare con mano tutti i diversi passaggi che regola la filiera produttiva di una cantina. Ho studiato ed analizzato la percezione che si ha sul territorio di Podere La Regola per vedere dove e come sviluppare il mio progetto e cercare di trovare un modo di comunicazione che fosse mio, personale.

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Ho dunque preso parte ad incontri con i diversi clienti del territorio per allacciare nuovi rapporti commerciali o fortificare i legami già esistenti attraverso un processo di creazione di un network che li coinvolgesse nella visita dell’azienda. Li abbiamo invitati a visitare la nuova cantina per fargli assaporare il connubio arte-vino che ha permesso di coinvolgerli in un’esperienza a tutto tondo. L’accoglienza e la gestione di visite e degustazioni in azienda, il cosiddetto processo di incoming, è stato il centro delle mie attività, la parte che mi ha impegnato maggiormente durante il tirocinio, con l’obiettivo poi di profilare i diversi clienti e turisti con cui entravo in contatto.

Durante il mio percorso ho cercato di sviluppare le mie competenze comunicative e di trasmettere i valori di Podere La Regola anche durante le manifestazioni fieristiche cui ho partecipato in veste di rappresentante aziendale sul territorio. Tale esperienza mi ha permesso di entrare in contatto anche con un pubblico più specializzato.

A differenza di altre aree di produzione vitivinicola, Riparbella non è conosciuta come può esserlo la vicina Bolgheri e l’azienda seppur con i suoi anni di produzione alle spalle non vanta certo una tradizione secolare o millenaria. Riuscire a comunicare i valori e la filosofia di un territorio ed un’azienda con tali caratteristiche è stata per me una sfida.

Insieme alla gestione aziendale abbiamo cercato di comprendere quale fosse la strada migliore per farsi conoscere nel variegato panorama della produzione vitivinicola italiana e mondiale. Si devono creare storie e far vivere esperienze portatrici di valori e sensazioni che differenzino la tua azienda nel grande oceano blu della sferrata competizione mondiale.

Podere La Regola ci sta riuscendo grazie alla nuova cantina che, attraverso la simbiosi di cultura e produzione, si fa portavoce di valori che riecheggiano nella Val di Cecina dai secoli Etruschi.

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3. ATTIVITÀ REALIZZATE.

Nonostante Podere La Regola sia stata la prima azienda ad investire sul territorio di Riparbella, e nonostante la zona si porti dietro una tradizione che risale al secolo etrusco, non sono molti anni che si produce vino.

Non potendo dunque far affidamento su tradizioni secolari, di cui altre aziende ed aree di produzione possono vantare, La Regola ha deciso di investire tutti i suoi sforzi sulla comunicazione e promozione di sé e dei suoi prodotti attraverso il binomio arte-vino.

Il processo di simbiosi tra arte e vino è il fulcro della comunicazione, promozione e accoglienza dell’azienda, così come lo è stato del mio progetto.

Dopo una prima fase in cui ho analizzato e compreso i valori, la filosofia e la mission dell’azienda, mi sono dedicata all’accoglienza dei clienti in cantina.

La gestione di visite, degustazioni ed eventi è stato il settore che più mi ha impegnato. L’incoming di turisti e consumatori è il punto di partenza da cui iniziare la comunicazione di un’azienda attraverso la storia che trasmette di sé e dei suoi prodotti.

Nell’accogliere i diversi visitatori si devono far sentire a casa propria proponendogli di vivere un’esperienza, un’emozione, e tutto questo accade a Podere La Regola. Grazie al progetto artistico della Barriccaia si riesce a fornire la possibilità di visitare un’azienda vinicola attraverso un’esperienza che coinvolge i cinque sensi del visitatore.

L’esperienza che i turisti vivono a Podere La Regola parte nel VII secolo a.C., dal ritrovamento dell’antico insediamento etrusco per passare poi alla storia della famiglia Nuti e della nuova cantina. A seguito di una visita ai luoghi di produzione dove si possono comprendere più da vicino i diversi passaggi seguiti durante la fase di produzione del vino all’interno della tinaia, l’esperienza culmina nella barriccaia, luogo eletto alla maturazione dei vini cullati dal riverbero del suono della campana tibetana che grazie alle vibrazioni, che rilascia, aiuta i prodotti nel loro lento processo di evoluzione. Al termine di ogni visita i clienti hanno avuto la possibilità di degustare i prodotti aziendali per ritrovare, all’interno del calice, un riscontro delle sensazioni provate durante il tour.

Il mio compito è stato quello di trasmettere i valori che la famiglia Nuti, nel corso delle generazioni, ha deciso di seguire. Trasmettere al consumatore la mission aziendale attraverso un calice di vino che ne condensa gli aspetti più importanti: la volontà di produrre vini naturali, biologici, nel rispetto del territorio e della natura da cui provengono, vini che riescono a sopravvivere alla competizione mondiale grazie al valore aggiunto dell’arte e della storia etrusca.

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È solo grazie alle esperienze vissute e alle emozioni provate durante i tour aziendali che si riesce a coinvolgere i consumatori i quali potranno poi creare un giro di passaparola, fare network tra le loro conoscenze; creare una rete in cui la conoscenza ed i valori dell’azienda e dei suoi vini riusciranno a crescere e a diffondersi incrementandone il valore aggiunto.

La finalità dei diversi tour guidati e delle varie esperienze è sempre stata quella di portare poi il consumatore ad acquistare i vini in degustazione, la cantina è infatti dotata di un negozio interno in cui si procede alla vendita diretta dei prodotti. Il punto vendita aziendale, cui tutte le cantine fanno ormai affidamento, rappresenta un’entrata sicura, un introito certo ed immediato.

Tra le varie visite e degustazioni organizzate nel corso del mio tirocinio le tipologie di clientela erano delle più svariate, italiani e stranieri, dai più semplici appassionati di vino ad esperti del settore, ristoratori o agenti commerciali.

Grazie alla visita di esperti del settore ho potuto sviluppare ulteriormente le mie doti di comunicazione che variano inevitabilmente a seconda del pubblico che si ha di fronte e l’azienda è riuscita a farsi conoscere sul territorio ed incrementare il fatturato.

Un’azienda per farsi conoscere e vendere i propri prodotti deve investire tempo, denaro e risorse e La Regola si è adoperata in prima persona in questo processo. Facendosi promotrice di sé, dei suoi vini e del territorio ha deciso di farsi conoscere da Hotel, ristoranti e strutture agrituristiche della zona invitando a sua volta i titolari con i loro staff a visitare la nuova cantina.

Solo in questo modo l’azienda riesce a far conoscere il suo essere più interiore proponendo di far vivere un’esperienza diversa e raccontando una storia di cui si riesce poi a trovare conferma nel calice in degustazione.

Grazie alle operazioni ed alle decisioni intraprese, Podere La Regola riesce a creare quel network di conoscenze e passaparola che gli consente di incrementare la percezione che i diversi consumatori hanno di sé e dei suoi vini.

L’azienda è stata inoltre promotrice di eventi e serate in musica in cui i clienti, gli appassionati ed i più esperti consumatori potevano partecipare ad aperitivi sotto le stelle, degustare i vini e visitare l’azienda sempre con l’obiettivo di creare un’atmosfera che li coinvolgesse e ne trasmettesse il senso compiuto dell’azienda.

Podere La Regola, oltre a puntare sulla comunicazione e promozione nel settore accoglienza è molto attiva anche sul fronte di fiere e manifestazioni cui io stessa ho partecipato come rappresentante dell’azienda confrontandomi con un pubblico, anche in tali situazioni variegato ma soprattutto con esperti del settore da cui ho potuto e saputo recepire anche nozioni ed informazioni più tecniche e specifiche.

Tra le diverse manifestazioni cui ho partecipato ricordo una concomitanza di eventi nel periodo primaverile ed estivo che ci hanno impegnato molto sul territorio locale (tra Bolgheri e Riparbella)

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e non solo: Anteprima Vini a Lucca, T-Wine al Museo del vino di Castagneto Carducci, Gustando Riparbella nell’omonimo paesino.

Durante le diverse manifestazioni e fiere il registro della comunicazione e promozione era diverso, più specializzato ma comunque teso a trasmettere la storia e la filosofia aziendali attraverso il connubio arte-vino.

Lavorando a Podere La Regola ho avuto modo di comprendere come mai allacciare e mantenere i rapporti con i consumatori ed i clienti sia un must cui ogni azienda guarda con occhio di riguardo. Ogni volta che si accoglie un cliente in cantina, sia esso un winelover o un agente che andrà a vendere i vini dell’azienda, si devono accogliere, coccolare ed istruire cercando di trasmettere loro la propria filosofia aziendale.

Lo step successivo è quello di riuscire ad installare un rapporto di dare-avere ed una collaborazione con le diverse strutture ricettive del territorio promuovendole anche ai diversi clienti stranieri in visita in modo da creare una rete di collaborazioni che non potrà far altro che incrementare il prestigio del territorio e di chi ne fa parte.

Con gli appassionati si deve creare un network telematico in modo da tenere tutti i diversi clienti aggiornati in merito alle news o agli eventi di cui un’azienda si fa promotrice; a Podere La Regola ciò è stato possibile tramite l’iscrizione gratuita ed un wine club, promosso dal sito aziendale, attraverso cui il cliente riceverà tutte le novità, potrà acquistare i vini on-line e sentirsi parte integrante ed attiva di una comunità che riuscirà costantemente ad espandersi grazie all’apporto di ogni singolo individuo il cui fine è sempre quello di far riecheggiare il messaggio “Territorio, Natura, Uomini: da questo nascono le nostre Regole…”.

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4. RISULTATI OTTENUTI.

In seguito al lavoro svolto durante il periodo di tirocinio e all’analisi dell’azienda è emerso quanto segue.

COMPETENZE Agricoltura biologica. Vini naturali di alta qualità.

Processi di filiera curati nel minimo dettaglio con occhio attento al territorio e alla natura. Capacità di coniugare arte e viticoltura.

RISORSE

Nuova struttura che condensa il binomio arte-vino. Azienda vinicola.

Produzione di olio.

Vasta gamma di prodotti aziendali.

Territorio poco conosciuto con enorme potenziale ancora da sviluppare e comunicare. 20ettari di vigneto con futuro impianti di ulteriori 5 ettari.

VALORI

Rispetto della natura.

Cantina ecosostenibile ed alimentata ad energia pulita.

Famiglia autoctona di Riparbella, la prima ad aver investito sul territorio. Zona vocata alla viticultura sin dall’antichità etrusca.

MISSION

Produrre vini naturali, biologici, nel rispetto del territorio da cui provengono. Grazie alle installazioni artistiche della nuova cantina, riuscire a comunicare l’alta qualità dei vini ed il grande potenziale ancora inespresso del territorio di cui i prodotti sono una diretta ed immediata espressione.

Il settore della filiera vitivinicola italiana presenta un panorama quanto mai variegato: 62.525 produttori di vino

383.645 aziende vinicole 646.485 ettari vitati.

Negli ultimi anni, sebbene il consumo di vino sia in calo, è incrementata la produzione di vini IGP e la superficie di ettari vitati ad essa destinati.

Nel corso dei decenni l’immagine che i consumatori avevano del vino è cambiata. Dagli anni ’70 quando era considerato un alimento

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ed il consumo pro-capite era elevato (114L pro-capite), ad oggi si sono ridotte le occasioni di consumo a momenti particolari e siamo passati a 37L pro-capite.

All’interno dello scenario mondiale si deve tener presente il considerevole aumento del consumo di vino biologico. L’azienda dovrebbe porre un occhio di riguardo a tale tendenza in quanto, visto il rispetto che c’è dell’ambiente in ogni processo della filiera produttiva e vista la conversione all’agricoltura biologica, Podere La Regola dovrebbe pensare di segnalare il suo essere un’azienda biologica in etichetta. Avere la certificazione in etichetta è certamente un valore aggiunto perché i consumatori sono sempre più sensibili in materia e se un cliente compra biologico preferisce che sia certificato.

La tendenza generale riscontra inoltre un calo nei consumi e diventa dunque necessario per le aziende estendere i loro commerci all’estero e puntare sull’export. Per poter commercializzare i propri prodotti è necessario che l’azienda analizzi i diversi scenari di mercato e scelga i più consoni alle diverse tipologie di vino.

Ci sono infatti mercati più tradizionali come Francia, Germania e Argentina che sono anche paesi produttori, altri che presentano una crescita consolidata come USA, Canada e Norvegia ed altri ancora che si presentano come emergenti tra cui menzioniamo Cina, Russia e Polonia che hanno ancora bisogno di essere educati.

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Un metodo per educare il consumatore finale e trasmettere valori ed emozioni che li coinvolgano e consentano ai vini di diffondersi in tutto il modo è puntare sull’incoming, sull’accoglienza dei turisti, momento in cui si riesce ad istruire il consumatore e a trasmettere i valori propri dell’azienda. Durante il percorso a Podere La Regola, uno dei miei compiti è stato analizzare e profilare le diverse tipologie di consumatori con cui sono entrata in contatto attraverso visite, degustazioni ed eventi. Dopo aver accolto clienti provenienti da tutto il mondo ho deciso di concentrarmi sui consumatori tedeschi, svizzeri e canadesi.

GERMANIA

La Germania è conosciuta per l’elevato consumo di birra mentre il consumo di vino è in calo. Grazie ai dati riscontrati dalle analisi condotte da Nomisma, i tedeschi prediligono i rossi imbottigliati.

Il consumatore tedesco è una persona che non è disposta a spendere per il vino, il prezzo medio delle importazioni di vino in Germania si aggira intorno ad 1,59€. Un tedesco medio si identifica con: inclinazione al risparmio, praticità e fedeltà al marchio.

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Molti dei clienti di Podere La Regola sono clienti storici che visitano queste zone e questa cantina da anni. Tra di loro ho riscontrato una netta preferenza di vini rossi tra tutti il Beloro che riesce ad esprimere la tipicità del territorio attraverso la sua struttura e potenza gustativa. Tra gli altri prodotti aziendali sono stati apprezzati anche Regola e Strido che però non venivano acquistati visto il prezzo troppo elevato (Regola 38€, Strido 79€ contro i 24€ del Beloro).

Tra i vini bianchi la tendenza generale è stata quella di preferire vini più freschi ed immediati come le Prode e Steccaia. Meno richiesto certamente il Lauro perché più strutturato e complesso, un vino che per essere apprezzato deve essere abbinato ad una preparazione culinaria con altrettanta complessità, caratteristica che non rientra nel senso di praticità che richiedono i consumatori tedeschi. SVIZZERA

La Svizzera è un mercato maturo con un prezzo medio all’importazione più elevato rispetto alla Germania.

I consumi di vino sono in aumento ed i consumatori svizzeri sono più disposti a spendere per una bottiglia di vino, indipendentemente dal prezzo; il consumatore svizzero presta inoltre molta attenzione a fattori quali la sostenibilità ed il biologico.

I clienti svizzeri di Podere La Regola sono rimasti molto colpiti dalla nostra filosofia e mission; tra i vini hanno molto apprezzato ed acquistato i prodotti della fascia medio-alta, sia bianchi che rossi rispecchiando dunque la tendenza riscontrata nelle analisi e nei dati riportati.

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CANADA

Sebbene non siano stati molti i clienti canadesi che hanno visitato la cantina o comunque il territorio di Riparbella, il Canada è un mercato con un grande potenziale seppur con la presenza di dazi che incide sull’export.

Anche in Canada si assiste ad un diffuso consumo di birra, nel settore vino invece c’è la tendenza ad un incremento delle vendite di vino nella fascia Premium.

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Tra i clienti canadesi ho riscontrato una preferenza dei vini rossi ma un certo apprezzamento anche dello spumante. Ritenuto un prodotto unico e innovativo, diverso da tanti altri sparkling wine che si trovano sul mercato, lo spumante brut de La Regola è frutto di un territorio non certo vocato alla produzione di tale tipologia di vino ma che grazie al terroir riesce ad esprimere tutta la sua tipicità. Nonostante i numerosi apprezzamenti ricevuti il cliente canadese difficilmente ha acquistato prodotti in cantina sia perché avrebbero dovuto affrontare il viaggio in aereo sia perché una volta ritornati in Canada avrebbero dovuto fare i conti con i dazi doganali.

I consumatori canadesi hanno mostrato un certo interesse nell’abbinamento cibo-vino con una costante richiesta di informazioni su dove poter incontrare cucina tipica toscana sul territorio da abbinare ai nostri vini.

Il periodo di stage a Podere La Regola mi è stato utile per conoscere più da vicino tutte quelle nozioni teoriche che avevo studiato in precedenza.

A seguito dei miei studi e delle attività mi è stato possibile profilare i diversi clienti con cui sono entrata in contatto e quest’analisi è risultata certamente utile all’azienda per comprendere le tendenze di mercato e capire su quali mercati potersi dirigere.

Dopo aver analizzato i profili dei consumatori, e vista l’ampia gamma di vini che l’azienda propone, Podere La Regola può scegliere quali prodotti destinare a quale mercato e mantenere sempre vivi i rapporti con newsletter, eventi in cantina o semplici tour guidati in cui trasmettere ulteriormente e continuamente i propri valori.

Quest’esperienza mi ha inoltre permesso di avere un occhio più critico in merito alle diverse circostanze aziendali per questo, a seguito delle mie attività e sempre seguita dalla direzione aziendale, abbiamo pensato di proporre tre tipologie di tour guidati.

Al centro di ogni tipologia c’è sempre l’obiettivo di far vivere un’esperienza unica che coinvolga i visitatori tramite il binomio arte-vino, le tre proposte di visita hanno però prezzi diversi a seconda dei vini che si decidono di degustare. In questo modo si riescono a differenziare i clienti e soddisfare tutti i palati, più o meno esigenti.

Chiunque visiti o visiterà la nuova realtà di Podere La Regola, che siano i più esperti clienti o i più semplici appassionati, ne esce certamente arricchito, personalmente e culturalmente.

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5. CONCLUSIONI

Grazie all’esperienza trascorsa a Podere La Regola sono entrata in contatto con una realtà medio-piccola in cui mi è stato possibile sviluppare alcuni temi svolti durante le ore di lezione, temi che ho reputato essere a me più consoni.

Podere La Regola prima azienda ad aver investito sul territorio di Riparbella, con gli anni è divenuta la portavoce di un territorio vocato alla coltivazione della vite e alla produzione di vino sin dall’antichità etrusca.

L’azienda è l’unica sul territorio ad essere gestita da persone nate e cresciute a Riparbella, ed è questo senso di appartenenza e dell’essere autoctono che l’hanno portata ad essere in simbiosi con l’ambiente circostante a cui si è sempre guardato con cura e attenzione.

Dal momento che la zona ancora oggi non vanta la possibilità di essere rinomata come la vicina Bolgheri, conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini dal taglio bordolese, è stato inizialmente difficile quanto mai stimolante lavorare sulla comunicazione e la promozione di un territorio e di un’azienda simile.

Cercare di capire quali sono i punti di forza di un’azienda, entrare nella mentalità e nella filosofia dell’azienda e del territorio per trasmettere un messaggio nuovo, una storia che si differenzi da tutte le altre storie di cantine e vini italiani, una storia che sia il biglietto da visita di un’esperienza che porta con sé un senso di appartenenza e di unicità che sono proprie del territorio di Riparbella e di Podere La Regola.

Le storie che abbiamo raccontato e le esperienze che i diversi consumatori hanno vissuto alla Regola hanno ricevuto un esito nettamente positivo tra i nostri interlocutori, il successo di questa positività è certamente da attribuirsi alla capacità di offrire la possibilità di far vivere un viaggio sensoriale tra arte e vino.

È grazie al viaggio intrapreso all’interno della cantina che si riesce a generare sensazioni ed emozioni nei visitatori. Tali sensazioni hanno permesso infine di coinvolgere i diversi consumatori, winelovers, ristoratori o agenti di commercio, lasciandoli poi liberi di comunicare a loro volta la filosofia e la mission di Podere La Regola attraverso una rete, un passaparola che ne accrescerà il prestigio ed il valore percepito.

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Scuola Superiore Sant’Anna

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6. BIBLIOGRAFIA

- Nomisma Wine Monitor, Strategie per l’export nel settore del vino. - Nomisma Wine Monitor, Il profilo dei consumatori di vino in Svizzera. - Nomisma Wine Monitor, Il profilo dei consumatori di vino in Germania. - Nomisma Wine Monitor, Il profilo dei consumatori di vino in Canada. - W. Chan Kim, Renée Mauborgne, Strategia oceano blu.

- S.G. Scarso, Marketing del vino.

- M. Farone Rosso, P. Guy, Speaking of wine.

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Riferimenti

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