Commemorazione Ufficiale

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Commemorazione Ufficiale

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Treviglio, 4 novembre 2016

Primo, Daniela, Fabio, Giangiacomo e Luciano sono partiti stanotte per raggiungere Camerino, nel centro Italia.

Camerino è un comune delle Marche, uno dei tantissimi territori colpiti dal terremoto che da agosto a oggi —  stanotte compresa — continua a far tremare la terra seminando panico, distruzione e dolore.

Primo, Daniela, Fabio, Giangiacomo e Luciano sono i 5 volontari della Croce Rossa di Treviglio, che non hanno esitato a mettersi a disposizione nel momento in cui è pervenuta la richiesta di aiuto. Nel giro di tre giorni si sono organizzati, e da oggi — per una settimana — saranno di supporto al campo-base allestito a Camerino.

Sono partiti loro, ma tanti altri volontari delle nostre associazioni di protezione civile son stati e sono pronti a partire.

Credo che in una giornata solenne come questa, nella quale la Città di Treviglio rende il doveroso onore, omaggio e ricordo ai valorosi che hanno perso la vita in guerra, sia ancora più importante rimarcare il tratto solidale della nostra città, delle nostre associazioni, dei loro volontari.

Le guerre, come il recente terremoto, hanno lasciato panico, terrore, morte.

Ma le guerre nascono con la complicità degli uomini. Un terremoto è invece una delle tante manifestazioni della natura, che ci ricorda quando siamo impotenti di fronte alla sua maestosità.

Contro l’idiozia dell’uomo, che alimenta le guerre, potremmo fare molto. Compreso combattere l’indifferenza che spesso accompagna le notizie che arrivano da tutto il mondo: mentre noi commemoriamo chi è morto per difendere ideali e valori, in molte parti del globo si continua a combattere quasi come se la storia non avesse insegnato nulla.

Contro la forza della natura invece possiamo fare ben poco. Possiamo prevenirla, ridurne gli effetti, accettarla. Ma non fermarla. E le immagini che arrivano dalle zone del terremoto lo confermano. Sono attuali, spaventose, tristi. Richiamano alle mente scenari di guerra. Ma se le immagini ci coinvolgono in tempo reale e ci coinvolgono costantemente, le morti del terremoto di agosto sembrano invece lontanissime. Eppure parliamo di poche settimane fa. Non possiamo accettarlo.

Primo, Daniela, Fabio, Giangiacomo e Luciano ci ricordano che non può scorrere tutto alla velocità della luce, che la vita non è quella di internet, che il dolore non ha confini temporali.

Il dolore è memoria, quella che alimentiamo noi oggi dedicando il rispettoso e profondo silenzio, pensiero, sorriso a chi non c’è più. Accomuniamo in questa giornata ricordi ed emozioni di chi c’era e ha vissuto quegli anni, di chi li ha solo letti, di chi li ha sentiti raccontare.

Quel dolore, quelle guerre, quegli uomini e le loro storie sono da ricordare anno con anno perché possano accompagnarci nella vita di ogni giorno.

Per ricordarci quanto sia stato prezioso, valoroso e importante il contributo delle Forze Armate. E quanto lo sia ancora oggi.

Per ricordarci che non è utopia la solidarietà reciproca, che troppo spesso invece dimentichiamo anche nei gesti quotidiani salvo poi rispolverarla e invocarla alla prima tragedia.

Per ricordarci che quando vogliamo sappiamo riscoprire lo spirito solidale tipico del nostro Paese. Qui, a Treviglio e nella Bassa Bergamasca, lo abbiamo dimostrato anche in occasione dell’ultimo terremoto con una lunga serie di manifestazioni di solidarietà che continuano e continueranno.

Se vogliamo davvero dare un senso a questa giornata, se vogliamo davvero rendere omaggio a chi ha vissuto direttamente e indirettamente il dramma della guerra, se vogliamo davvero onorare la memoria di ogni singolo caduto, dobbiamo riscoprire ogni giorno la capacità di essere ambasciatori di pace.

Riscoprire la memoria, raccontare le grandi guerre che hanno coinvolto il nostro paese, sottolineare quanto le divisioni abbiano portato solo distruzione e dolore è un dovere che non hanno solo le istituzioni, ma che ha ognuno di noi come cittadino e cittadina. Lo stiamo facendo, ad esempio, coinvolgendo anche le scuole nel racconto delle gesta di Cesare Battisti, il cui ricordo è stato recuperato grazie alla signora Carmen Taborelli e al gruppo Alpini.

Negli occhi, nelle orecchie, nel cuore di ognuno di noi il sacrificio dei caduti che oggi onoriamo evoca stati d’animo diversi. Ammirazione, rabbia, dolore, orgoglio, mancanza, affetto, disperazione.

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Ognuno vive a proprio modo il ricordo delle gesta dei nostri caduti, ma tutti condividiamo un grande pensiero:

quegli uomini si sono ritrovati al fronte a combattere per poter cambiare le cose. Nessuno si è tirato indietro.

E non erano lì per se stessi, ma per tanti altri.

Oggi non stiamo solo rendendo omaggio alla loro memoria, ma stiamo anche e soprattutto rinnovando uno spirito che deve prepotentemente tornare a essere il filo conduttore della nostra società. Il ricordo e la memoria sono fondamentali per poter scrivere una storia diversa, per poter essere protagonisti di una società che rifiuta guerre, sofferenze, dolore.

Il ricordo e la memoria sono fondamentali per poter dire convintamente che non servono conflitti per riscoprire il senso di appartenenza, che non servono sofferenze per rispolverare lo spirito solidale, che non servono disgrazie per poter azzerare discussioni e liti.

I caduti che commemoriamo ci ricordano anche questo: vivere ogni giorno nella nostra comunità, costruita anche grazie al loro sacrificio.

Oggi ricordiamo i caduti di tutte le guerre, ma ringraziamo anche tutti i militari in servizio, tutti coloro che si impegnano in missioni di pace, le forze dell’ordine attive sul territorio, le associazioni che alimentano il ricordo.

Alle autorità civili e militari, a Monsignor Buga che salutiamo con particolare affetto e che ringraziamo per essere stato un pastore attento alle sensibilità della nostra comunità e sempre impegnato nel rinnovare lo spirito del bene comune, ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, al Corpo Bandistico che ha accompagnato questa commemorazione, ai rappresentanti dell’istituto Cantoni, ai rappresentanti di gruppi, enti ed associazioni che operano a Treviglio e per i trevigliesi e a tutti coloro che partecipano a questa commemorazione, un ringraziamento sincero.

E un ringraziamento di cuore a Primo, Daniela, Fabio, Giangiacomo e Luciano, simbolo in questa giornata di una città che è solidale e generosa. Ci riconosciamo tutti in loro, cosi come ci riconosciamo in tutti i volontari che in ogni settore rendono la nostra città e il nostro Paese migliori di quanto a volte li descriviamo e raccontiamo.

Il bene alimenta il bene. La positività deve prevalere sulle negatività. E Treviglio, nel ricordo dei caduti di tutte le guerre, rinnova ancora una volta con forza l’orgoglio e la voglia di essere una città e una comunità impegnata costantemente a seminare il bene.

Onore ai caduti e viva le Forze Armate! Viva l’Italia! Viva Treviglio!

Juri Imeri Sindaco di Treviglio

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