Capitolo 4

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e

Capitolo 4

ANALISI DEGLI IMPATTI

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ANALISI DEGLI IMPATTI

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 247

4.1 IDENTIFICAZIONE DEGLI IMPATTI

Nel presente capitolo si individuano gli impatti connessi con la realizzazione del dissociatore molecolare e della relativa discarica.

Nella realizzazione del progetto del dissociatore molecolare le fasi che possono portare interferenze sull’ambiente sono costituite dalla fase di realizzazione dell’opera (fase di cantiere) e dalla fase di esercizio.

Nella fase di cantiere gli impatti sono stati identificati a partire dalle principali attività che si prevede dovranno svolgersi per la realizzazione dell’impianto. In particolare i principali lavori prevedono i movimenti terra per la preparazione delle aree, lo scavo per la realizzazione di canalizzazioni e condotte sotterranee, scavi per il posizionamento delle fondazioni, costruzione di edifici, montaggi meccanici ed elettrostrumentali, lavori di asfaltatura di piazzali e strade e le sistemazioni a verde delle aree non occupate.

Nella fase di costruzione gli impatti più significativi sono costituiti da:

• occupazione di suolo;

• movimentazione dei mezzi d’opera delle varie ditte impiegate nella costruzione dell’impianto.

Nella fase di esercizio gli impatti più significativi sono costituiti da:

- emissioni in atmosfera dovute allo scarico dai camini, dei fumi di combustione del syngas;

- emissioni dallo scrubber connesso con il sistema di depurazione dell’aria del fabbricato in cui vengono stoccati i rifiuti e del fabbricato in cui avviene la gassificazione;

- emissioni sonore dovute alle apparecchiature presenti nell’impianto;

- traffico dei mezzi, connessi con il conferimento delle varie tipologie di rifiuto e dei reagenti impiegati nel ciclo d’impianto, oltre all’allontanamento dei rifiuti prodotti;

- modificazione del paesaggio connesso con l’introduzione di un fabbricato industriale di dimensioni importanti, si per estensione che per elevazione e della struttura del camino di emissione dei fumi.

Nella fase di abbandono gli impatti più significativi saranno sicuramente positivi con la restituzione del sito su cui sorge l’impianto all’ambiente e l’eliminazione delle modificazioni antropiche introdotte con la realizzazione dello stesso.

Nel caso di impianti di discariche per rifiuti oltre alla fase di costruzione si distingue una fase di esercizio che costituisce il periodo durante il quale viene effettuato il conferimento dei rifiuti, ed una fase di post esercizio successiva al termine dei conferimenti durante la quale la discarica deve continuare ad essere gestita per

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e nell’ambiente senza produrre alcun danno.

Nelle quattro fasi descritte si concretizzano una serie di impatti che risultano più o meno significativi a seconda del periodo di vita in cui la discarica si trova.

Di seguito vengono individuati, tenuto conto delle caratteristiche progettuali, gli impatti più significativi che andranno ad incidere sulle componenti ambientali nelle diverse fasi di vita della discarica.

Nella fase di costruzione gli impatti più significativi sono costituiti da:

- emissioni di polveri;

- alterazione e modificazione della situazione idrogeologica in relazione alla impermeabilizzazione del fondo discarica;

- traffico dei mezzi delle ditte appaltatrici impiegate nei lavori di allontanamento dei materiali di scavo dalla discarica.

Nella fase di esercizio della discarica gli impatti più significativi sono i seguenti:

- emissioni in atmosfera dovute alla produzione di biogas;

- traffico dei mezzi relativo sia al conferimento dei rifiuti sia all’allontanamento dei reflui di percolazione prodotti dalla discarica;

- alterazione del paesaggio, con la creazione di una colmata fuori terra, in un tipico paesaggio di pianura.

Nella fase di post esercizio gli impatti che si concretizzeranno sono quelli presenti nella fase di esercizio anche se risulteranno per la quasi totalità avere un impatto decisamente meno significativo.

Nella fase di abbandono gli impatti più significativi saranno sicuramente positivi con la restituzione del sito di discarica all’ambiente e l’eliminazione delle modificazioni antropiche introdotte con la realizzazione della discarica.

Nei paragrafi successivi verranno analizzati tutti gli impatti generati dalla realizzazione del dissociatore molecolare e della relativa discarica, sia quelli significativi sia quelli che invece produrranno effetti limitati sulle componenti ambientali esaminate.

4.2 ARIA

Nel presente paragrafo vengono valutati gli effetti sulla componente aria potenzialmente

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ANALISI DEGLI IMPATTI

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 249

indotti dalla realizzazione del progetto di messa in esercizio di un impianto di dissociazione molecolare e di un nuovo lotto di discarica all’interno del comparto di Ecofor Service S.p.A..

Lo studio è stato eseguito sulla base della documentazione tecnica fornita da Ecofor Service S.p.A., considerando le problematiche d'impatto sulla qualità dell’aria e dei suoli originate dalle emissioni di inquinanti gassosi degli impianti/discariche presenti all’interno del comparto Ecofor di Gello.

La valutazione dell'entità degli impatti si è basata su un confronto delle ricadute con i limiti ammessi dalle leggi vigenti in un dominio di calcolo di 10 km x 10 km, centrato sugli impianti in progetto e costituito da una griglia di punti spaziati di 0,1 km. Per questo scopo si è fatto uso del set di modelli CALMET-CALPUFF-CALPOST certificato dall’EPA, Agenzia Americana per la Protezione dell’Ambiente.

La trattazione è articolata nel modo seguente:

• valutazione dell’impatto del dissociatore molecolare e del nuovo lotto di discarica sulla qualità dell’aria e dei suoli, in cui si identificano gli apporti delle emissioni degli stessi e, tramite il sistema di modelli di calcolo CALPUFF, si calcolano gli impatti generati in fase di esercizio valutandone la conformità con la normativa vigente;

• conclusioni, in cui vengono riassunti e commentati i risultati ottenuti.

4.2.1 Fase di cantiere

Per quanto concerne la realizzazione dell’impianto di dissociazione molecolare si può ritenere irrilevante l’emissione di polveri in quanto i quantitativi di materiale movimentato sono trascurabili rispetto a quelli per la realizzazione della discarica.

La fase di cantiere per la realizzazione della discarica prevede la costruzione dei vari lotti gestionali, che in totale sono pari a 6. Nella fase iniziale verranno approntati 2 lotti, ovvero quelli in addosso alla discarica esaurita. Successivamente si prevede di realizzare al massimo un solo lotto per ogni anno e comunque in funzione delle necessità impiantistiche. In questo contesto verrà conseguentemente considerata la fase iniziale che è anche quella più critica dal punto di vista delle emissioni polverulente, considerando il maggior quantitativo di volumi movimentati.

Durante la fase di cantiere l’emissione di polveri è principalmente dovuta a:

• polverizzazione ed abrasione delle superfici, causate da mezzi in movimento durante la movimentazione di terra e materiali;

• trascinamento delle particelle di polvere, dovuto all’azione del vento sui cumuli di

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e Il programma di intervento prevede una durata totale di circa 7 mesi.

Attraverso la metodologia successivamente descritta è stata condotta una stima indicativa di tali impatti considerando che l’area interessata dalle attività di cantiere sarà circa 25.800 m² e che il volume di terra (argilla) movimentato è pari a 130.000 m3.

La stima della produzione di polveri totali legate alle suddette attività viene effettuata attraverso l’utilizzo di opportuni fattori di emissione proposti dall’US EPA (Environmental Protection Agency) per le attività di cantiere.

Considerando un valore medio di peso specifico del terreno pari a 1,3 t/m³, dal volume sopra citato (130.000 m3) si ricava una massa di materiale movimentato pari a 169.000 t.

Nelle seguenti tabelle 91 e 92 è valutata la stima delle emissioni totali di polveri (attività del cantiere e risospensione per l’azione erosiva del vento).

Attività Operazione Fattore di Emissione

[kg/t]

Quantità di Materiale

[t]

Emissioni di Polveri

[t]

Realizzazione fondo discarica

Carico e

scarico mezzi 0,02 169.000 3,38

Tabella 91 - Emissioni di Polveri in Cantiere

Attività Fattore di Emissione [t/ha*anno]

Superficie Esposta [ha]

Tempo di

Esposizione [anni] Emissioni [t]

Realizzazione

fondo discarica 0,85 2,582 0,57 1,26

Tabella 92 - Emissione di Polvere Dovuta alla Risospensione da Parte del Vento

Dalle tabelle sopra riportate si ricava un’emissione di polveri complessiva pari a circa 4,64 t per il cantiere. Ipotizzando inoltre circa 210 giorni lavorativi totali per la realizzazione del progetto, si ottiene una produzione giornaliera di PTS (polveri totali sospese) pari a circa 22 kg/giorno.

4.2.1.1 Valutazione del rateo di deposizione delle polveri presso i ricettori

Sebbene non sia possibile effettuare una stima accurata del rateo di deposizione in funzione della distanza dal cantiere, possono comunque essere svolti dei calcoli

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 251

parametrici volti ad individuare l’ordine di grandezza della deposizione attesa di polveri.

A tal fine è stato impostato un modello di calcolo che permette di stimare la frazione di particelle che si deposita a diverse distanze dalla sorgente (figura 51).

Figura 51 - Modello di Deposizione delle Polveri

Il modello calcola un fattore di deposizione sottovento alla sorgente, attraverso:

• il valore di emissione giornaliero pari a 22 kg/giorno;

• la sorgente, rappresentata mediante un flusso di polvere uniformemente distribuito su di una superficie verticale rettangolare di base 1 metro e di altezza variabile parametricamente.

Si ammette che la deposizione di polvere, sottovento alla sorgente, sia funzione della sola distanza dalla stessa e che i fenomeni di dispersione laterale delle polveri siano trascurabili.

Il metodo di stima degli impatti qui proposto fornisce una stima delle concentrazioni massime sottovento al cantiere, in condizioni meteorologiche critiche. Nei calcoli si assume che la velocità del vento sia sempre uguale a 2 m/s. Si osservi che il fattore di emissione specifico, stimato precedentemente, è indipendente dalla velocità del vento e costituisce una stima cautelativa delle situazioni medie.

Variazioni della velocità del vento possono quindi modificare la sola modalità di dispersione: velocità limitate riducono l’area impattata, ma aumentano la deposizione di polvere nelle prossimità del cantiere; la situazione inversa si determina nel caso di elevate velocità del vento.

Le emissioni complessive calcolate sono ipotizzate distribuite su di un certo fronte lineare, ortogonale alla direzione del vento. Il fronte lineare di emissione è correlato alle dimensioni del cantiere: in questa sede si ipotizza, per semplicità di calcolo ed in maniera conservativa, che tale lunghezza di emissione sia pari alla radice quadrata della superficie del cantiere.

Riguardo al fronte di emissione occorrerebbe calcolare, in funzione della direzione del vento, la dimensione trasversale del cantiere e quindi ipotizzare una certa distribuzione

Deposizione Sorgente

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e cantiere.

Si noti che a parità di altre condizioni, un’area minore comporta un rateo di deposizione più elevato (dovuto ad una maggiore emissione per unità di superficie).

Si ipotizza che le emissioni avvengano ad un’altezza variabile tra 0 e 5 m da terra. I livelli di deposizione delle polveri al suolo sono stimate a partire dalla loro velocità di sedimentazione gravimetrica. Cautelativamente, si ammette che le polveri non subiscano dispersione (“diluizione”) in direzione ortogonale a quella del vento.

La velocità di sedimentazione dipende dalla granulometria delle particelle, che può essere nota solo con analisi di laboratorio da effettuarsi dopo che il Cantiere stesso sia già stato aperto. Le particelle di dimensione significativamente superiore ai 30 µm si depositano nelle immediate prossimità del cantiere. La fascia dei primi 100 metri attorno ad ogni cantiere è quindi valutata, in relazione alle polveri, come significativamente impattata, indipendentemente da ogni calcolo numerico.

Per il calcolo dell’impatto delle polveri a distanze superiori, si ammette (come risulta in letteratura) che nel range 1-100 µm la distribuzione dimensionale delle particelle di polvere sollevate da terra sia simile alla distribuzione dimensionale delle particelle che compongono il terreno. Nel caso in esame si può assumere la seguente composizione:

• 10% della massa in particelle con diametro equivalente inferiore a 10 µm;

• 10% della massa con diametro equivalente compreso tra 10 e 20 µm;

• 10% della massa con diametro equivalente compreso tra 20 e 30 µm;

• rimanente massa emessa con granulometria superiore, che si deposita nei primi 100 metri di distanza dal cantiere o all’interno del cantiere stesso, subito dopo l’emissione.

La velocità con cui le particelle di medie dimensioni sedimentano per l’azione della forza di gravità oscilla tra 0,6 e 3 cm/s (corrispondente a quella di corpi sferici aventi una densità di 2.000 kg/m3 e diametro di 10 e 30 µm).

Considerando le suddette velocità di deposizione, è possibile calcolare la distanza alla quale si depositano le particelle in funzione della velocità del vento e dell’altezza di emissione; tali distanze risultano (per particelle emesse a 5 metri da terra con vento a 2 m/s):

• particelle da 10 µm: 800 metri sottovento;

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 253

• particelle da 20 µm: 550 metri sottovento;

• particelle da 30 µm: 300 metri sottovento.

La deposizione di polvere in fasce di distanza dal cantiere è quindi calcolata sulla base delle ipotesi precedentemente esposte, secondo le seguenti formule:

L E D F

L E F L

E D F

L E F L

E F L

E D F

rilevante

D m

800 . . 10 , 0

800 . . 10 , 0 550

. . 10 , 0

800 . . 10 , 0 550

. . 10 , 0 300

. . 10 , 0

800 550

550 300

300 100

100

= ⋅

+ ⋅

= ⋅

+ ⋅ + ⋅

= ⋅

=

<

dove:

• Dxx è la deposizione (in g/m2.giorno) all’interno delle fasce di distanza indicate dal pedice “xx”;

• L è la lunghezza del cantiere e viene posta uguale a 200 (metri) per i cantieri mobili e ad A, per i cantieri fissi (incluse le aree tecniche), dove A è la superficie del cantiere in m2;

• F.E. è l’emissione totale di polvere (in g/giorno).

In generale, l’impatto della deposizione delle polveri è valutato confrontando il tasso di deposizione gravimetrico con i valori riportati nel Rapporto Conclusivo del gruppo di lavoro della “Commissione Centrale contro l’Inquinamento Atmosferico” del Ministero dell’Ambiente, che permettono di classificare un’area in base agli indici di polverosità riportati nella tabella 93.

Classe di Polverosità Polvere Totale Sedimentabile

(mg/m2giorno) Indice Polverosità I < 100 Praticamente Assente

II 100 – 250 Bassa

III 251 - 500 Media

IV 501 - 600 Medio – Alta

V > 600 Elevata

Tabella 93 - Classi di Polverosità in Funzione del Tasso di Deposizione

Sulla base delle considerazioni e delle ipotesi fatte in precedenza, si ottengono i risultati riportati in tabella 94.

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e Assente

550 - 800 17 Praticamente Assente Tabella 94 - Impatto Prodotto dalle Attività di Cantiere

Come si può osservare dai dati riportati nella tabella 94, sulla base delle ipotesi fatte, l’impatto dovuto alla deposizione di materiale aerodisperso è praticamente assente per tutte le distanze superiori a 100 m.

Considerando che il primo ricettore sensibile (civile abitazione) dista circa 600 m in direzione est rispetto all’impianto, si può ritenere che l’impatto delle attività di cantiere non sarà significativo.

Va sottolineato che l’approccio adottato è assolutamente cautelativo e che il valore stimato rappresenta la massima deposizione che può verificarsi sottovento al cantiere e non quella media nel punto considerato.

La gestione di cantiere e la programmazione dei lavori sarà comunque finalizzata a contenere la durata delle fasi di attività di massimo impatto.

4.2.2 Fase di esercizio

4.2.2.1 Qualità dell’Aria e dei Suoli

Obiettivi del presente studio sono la valutazione degli impatti dovuti:

• all’installazione di un dissociatore molecolare per la produzione e combustione di syngas;

• all’apertura di una nuova discarica all’interno del comparto esistente.

L’influenza delle attività previste sulla qualità dell’aria e dei suoli è stata valutata prendendo in considerazione le caratteristiche emissive riportate nei successivi paragrafi 4.2.2.1.3, 4.2.2.1.4 e 4.2.2.1.5 che possono essere considerate quali valori massimi possibili nelle condizioni di esercizio normali.

Gli inquinanti presi in considerazione sono:

• gli NOx (assimilati conservativamente all’NO2);

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 255

• le PTS (assunte conservativamente uguali al PM10);

• l’anidride solforosa (SO2);

• l’idrogeno solforato H2S;

• il benzene;

• il metano (CH4);

• le PCDD e i PCDF.

Le simulazioni sono state eseguite considerando tre scenari:

• Scenario Attuale - 2008, in cui si analizza, per l’anno 2008 (quello per il quale sono a disposizione i dati di qualità dell’aria), la dispersione delle emissioni inquinanti generate dai due lotti di discarica esistenti e dai due motori utilizzati per la produzione di energia elettrica dalla combustione del metano presente nel biogas captato. Per quanto concerne le emissioni in atmosfera dei motori si è fatto esplicito riferimento alle caratteristiche emissive degli Jenbacher installati nei primi mesi del 2009 presso il comparto;

• Scenario 2013, in cui si analizzano le dispersioni delle emissioni inquinanti della Discarica per l’anno 2013, ossia quello in cui è previsto, secondo il modello di emissione fornito da Ecofor, il picco emissivo di biogas e quelle del nuovo motore Jenbacher (che si aggiunge ai due già presenti nello Scenario Attuale - 2008 e la cui installazione è stata già prescritta dalla Provincia di Pisa);

• Scenario Futuro - 2019, in cui sono simulate le dispersioni degli inquinanti del dissociatore molecolare e dello scrubber, delle discariche compreso il nuovo lotto da realizzare e dei tre motori Jenbacher, nell’anno in cui è previsto il picco emissivo di biogas delle discariche (2019).

La considerazione dello Scenario 2013 risponde all’esigenza di confrontare le concentrazioni di inquinanti in aria determinate dalle massime emissioni nella configurazione attuale delle discariche (costituite da due lotti di cui uno esaurito ed uno in coltivazione, ma in via di esaurimento) e da quelle determinate dai tre motori alimentati a biogas (di cui due già in funzione nello Scenario Attuale e uno in procinto di installazione nel corso del 2010) con quelle determinate dalle emissioni massime nella configurazione futura (che si verificheranno, secondo le stime dei modelli, nell’anno 2019).

Per la stima delle dispersioni degli inquinanti emessi nei suddetti scenari si sono considerate le condizioni meteorologiche relative al periodo 1 febbraio 2006 – 31 gennaio 2007, che presentava una soddisfacente disponibilità di dati validi.

Lo studio è stato svolto adottando la seguente metodologia:

• ricostruzione dello scenario emissivo: rappresentativo delle condizioni emissive del dissociatore molecolare e dello scrubber di deodorizzazione, delle discariche

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e seguenti:

− preprocessore CALMET: il campo cinetico di vento tridimensionale e le variabili di turbolenza sono stati ricostruiti attraverso il modello CALMET, per il periodo 1 febbraio 2006 – 31 gennaio 2007, considerando un dominio di calcolo di dimensioni 10 km x 10 km con passo cella pari a 0,1 km;

− CALPUFF: le emissioni degli impianti sono state utilizzate, unitamente al campo di vento 3D, come input per l’applicazione del modello di dispersione CALPUFF. L’approccio allo studio ha visto l’applicazione del codice ad un dominio di calcolo, coincidente con quello meteorologico, di 10 km x 10 km con passo di cella pari ad 0,1 km. È stata effettuata così un’analisi sull’intero anno di riferimento restituendo come output i valori di concentrazione per tutti gli inquinanti simulati e i valori di deposizione (solo per lo Scenario Futuro – 2019) per PCDD/F, ora per ora per tutti i punti del dominio di calcolo.

− postprocessore CALPOST: i dati orari di concentrazione, in uscita da CALPUFF, sono stati elaborati mediante l’applicazione del modello CALPOST. Il post-processing ha consentito di ottenere mappe di concentrazione e deposizione, che sono state successivamente confrontate con gli standard di qualità dell’aria e dei suoli;

• valutazione dell’effetto sulla qualità dell’aria: a partire dalla stima delle ricadute generate nei tre scenari analizzati sono state valutate le variazioni dello stato di qualità dell’aria nell’area di studio;

• valutazione dell’effetto sulla qualità dei suoli: l’effetto dell’esercizio del dissociatore molecolare sulla qualità dei suoli per quanto riguarda la deposizione di PCDD/F è stato valutato attraverso il confronto della quantità di tali inquinanti accumulata nel suolo (per la stima di dettaglio si veda il paragrafo 4.2.2.2.4) con gli standard di qualità previsti dalla Tabella 1 dell’Allegato 5 al titolo V alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006. Tale tabella riporta la concentrazione soglia di contaminazione nel suolo (in mg kg-1) in relazione alla specifica destinazione d’uso dei siti: siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale e siti ad uso commerciale e industriale. Nel presente studio i risultati ottenuti sono stati confrontati con i limiti per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale in quanto più restrittivi.

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4.2.2.1.1 Caratteristiche del Sistema di Modelli CALPUFF

Il sistema di modelli CALMET-CALPUFF, inserito dall’U.S. EPA in Appendix A di

“Guideline on Air Quality Models”, è stato sviluppato da Sigma Research Corporation, ora parte di Earth Tech, Inc., con il contributo di California Air Resources Board (CARB).

Per le simulazioni si è utilizzata la versione 5.8 del modello come raccomandato dall’US- EPA.

Il sistema di modelli è costituito da tre moduli principali:

• il processore meteorologico CALMET: utile per la ricostruzione del campo tridimensionale di vento e temperatura all’interno del dominio di calcolo;

• il processore CALPUFF: modello di dispersione, che inserisce le emissioni all’interno del campo di vento generato da CALMET e ne studia il trasporto e la dispersione;

• il post-processore CALPOST: ha lo scopo di analizzare statisticamente i dati di output di CALPUFF, in modo da renderli utilizzabili per le analisi successive.

CALMET è un processore meteorologico di tipo diagnostico, in grado di riprodurre campi tridimensionali di vento e temperatura unitamente a campi bidimensionali di parametri descrittivi della turbolenza atmosferica. È adatto a simulare il campo di vento su domini caratterizzati da orografia complessa e da diverse tipologie di destinazione di uso del suolo.

Il campo di vento è ricostruito attraverso stadi successivi; in particolare, un campo di vento iniziale viene processato in modo da tenere conto degli effetti orografici tramite interpolazione dei dati misurati alle centraline di monitoraggio e tramite l’applicazione di specifici algoritmi in grado di simulare l’interazione tra il suolo e le linee di flusso.

CALMET è dotato, infine, di un modulo micro-meteorologico, per la determinazione della struttura termica e meccanica (turbolenza) degli strati inferiori dell’atmosfera.

CALPUFF è un modello di dispersione ibrido, multi-strato e non stazionario. È in grado di simulare il trasporto, la dispersione, la trasformazione e la deposizione degli inquinanti, in condizioni meteorologiche variabili nello spazio e nel tempo. CALPUFF è in grado di utilizzare i campi meteorologici prodotti da CALMET, oppure, in caso di simulazioni semplificate, di assumere un campo di vento assegnato dall’esterno, omogeneo all’interno del dominio di calcolo.

CALPUFF contiene diversi algoritmi, che gli consentono, opzionalmente, di tenere conto di diversi fattori, quali:

• l’effetto scia dovuto agli edifici circostanti (building downwash) o allo stesso

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e

• il trasporto su superfici d’acqua;

• la presenza di orografia complessa o di zone costiere.

Con riferimento all’ultimo punto, CALPUFF tiene conto dei fenomeni di brezza che caratterizzano le zone costiere, e modella in modo efficace il cosiddetto Thermal Internal Boundary Layer (TIBL) che è causa della ricaduta repentina al suolo degli inquinanti emessi da sorgenti vicine alla costa.

Per simulare al meglio le condizioni reali di emissione, il modello CALPUFF permette di configurare le sorgenti individuate attraverso geometrie puntuali, lineari ed areali. Le sorgenti puntuali permettono di rappresentare emissioni localizzate con precisione in un’area ridotta; le sorgenti lineari consentono di simulare al meglio un’emissione che si estende lungo una direzione prevalente, qual è ad esempio quella dovuta al trasporto su nastri; le sorgenti areali, infine, si adattano bene a rappresentare un’emissione diffusa su di un’area estesa.

CALPOST consente di analizzare i dati di output forniti da CALPUFF, in modo da ottenere i risultati in un formato adatto alle diverse esigenze di simulazione. Tramite CALPOST si possono ottenere dei file di output direttamente interfacciabili con software grafici per l’ottenimento di mappe di isoconcentrazione.

I codici di calcolo richiedono come input i seguenti dati:

• dati meteorologici in superficie ed in quota, per la ricostruzione del campo di vento tridimensionale (ricostruiti in CALMET);

• dati per le sorgenti: per l’effettivo studio della dispersione degli inquinanti in aria (effettuato da CALPUFF).

Gli output del codice CALPUFF, elaborati attraverso CALPOST, consistono in matrici che riportano i valori di ricaduta calcolati per ogni nodo della griglia definita, relativi alle emissioni di singole sorgenti e per l’insieme di esse. Tali risultati possono essere elaborati attraverso un qualsiasi software di “tipo GIS” creando ad esempio mappe di isoconcentrazione.

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ANALISI DEGLI IMPATTI

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 259

4.2.2.1.2 Impostazioni del Modello di Calcolo

Ricostruzione del Campo di Vento: Impostazioni del Modello CALMET

L’analisi ha riguardato l’elaborazione e la ricostruzione, per il periodo 1 febbraio 2006 – 31 gennaio 2007, del campo tridimensionale di vento nell’area oggetto di studio. A tal fine è stato utilizzato il modello meteorologico CALMET.

In questo modo, a partire dai parametri meteorologici misurati presso le stazioni meteo presenti sul territorio e dalle caratteristiche geofisiche del dominio di calcolo, è stato possibile ricostruire un campo di vento tridimensionale, e valutare il regime dei venti presente nell’area di interesse.

Per la ricostruzione della micrometeorologia dell’area di studio è stato scelto un dominio ampio, centrato sul futuro impianto, con estensione pari a 10 km x 10 km con cella di forma quadrata e passo pari a 0,1 km.

In merito alla risoluzione verticale del domino di calcolo, sono stati definiti 12 layers, per un’estensione del dominio fino ad una quota di 3.500 m dal piano campagna. In questo caso, al fine di rappresentare al meglio la maggior variabilità verticale del PBL (Planetary Boundary Layer) negli strati più prossimi al suolo, generata dall’interazione delle masse d’aria con quest’ultimo, è stata definita una risoluzione maggiore negli strati atmosferici più bassi di quota, come mostrato in figura 52.

Figura 52 - Layers Verticali Impostati per la Simulazione con CALMET

I dati richiesti dal modello CALMET sono essenzialmente:

• dati geofisici:

• orografia;

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e Per una descrizione dettagliata dei dati di input si rimanda alla guida del modello.

Dati Geofisici

• Per la caratterizzazione geofisica del dominio si sono utilizzati i seguenti dati:

• Orografia: è stato appositamente realizzato un DEM (Digital Elevation Model) utilizzando i dati del servizio “Seamless Data Distribution System, Earth Resources Observation and Science (EROS)” scaricabili dal sito del US Geological Survey. In figura 53 si riporta l’orografia utilizzata per le simulazioni;

• Uso del suolo: la caratterizzazione della copertura del suolo è stata invece effettuata mediante i dati e la cartografia tematica disponibili grazie al Progetto

“CORINE LANDCOVER 2000”, del quale l’Agenzia per la Protezione per l’Ambiente e i Servizi Tecnici (APAT) rappresenta la National Authority, ovvero il soggetto realizzatore e responsabile della diffusione dei prodotti sul territorio nazionale. In figura 54 si riporta l’uso del suolo utilizzato per le simulazioni.

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ANALISI DEGLI IMPATTI 261

Figura 53 - Orografia del Territorio (Scala 1:50000)

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Figura 54 - Uso del suolo (Scala 1:50000)

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Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 263

Dati Meteorologici

Per la ricostruzione del campo tridimensionale di vento il modello tridimensionale CALMET richiede in input sia parametri atmosferici “di superficie” con cadenza oraria che parametri atmosferici misurati “in quota” mediante radiosondaggi con cadenza massima di 12 ore.

Parametri Atmosferici di Superficie

• I dati di superficie richiesti dal modello CALMET sono:

• velocità del vento [m/s];

• direzione del vento [deg];

• altezza della base delle nubi [100 feet];

• copertura nuvolosa [ottavi];

• temperatura dell’aria [K];

• umidità relativa [%];

• precipitazioni [mm];

• pressione [mbar].

Come dati di input sono stati utilizzati quelli relativi alla stazione meteorologica presente all’interno del comparto Ecofor Service S.p.A..

Si riportano le coordinate UTM - WGS84 - Fuso 32N di tale punto:

• Gello – Ecofor: X=627.078; Y=4.833.476

Per le simulazioni sono stati utilizzati i dati relativi al periodo 1 febbraio 2006 – 31 gennaio 2007.

Parametri Atmosferici Misurati in Quota

I dati in quota richiesti dal modello CALMET sono:

• pressione [mbar];

• quota geopotenziale [m];

• temperatura dell’aria [K];

• direzione del vento [deg];

• velocità del vento [m/s].

Per le modellazioni sono stati utilizzati i dati meteorologici in quota acquistati da ARPA Emilia Romagna relativamente ad un punto, coincidente con quello relativo alla stazione di Gello Ecofor citata sopra, estratto dal dataset denominato “LAMA” (Limited Area Meteorological Analysis) il quale è stato prodotto sfruttando le simulazioni operative del modello meteorologico COSMO e le osservazioni della rete meteorologica internazionale (dati GTS).

(19)

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e Il “Sistema di modelli CALPUFF” è stato applicato ad un intero anno meteorologico di riferimento corrispondente al periodo 1 febbraio 2006 – 31 gennaio 2007 (per un totale di 8760 ore). Tale estensione temporale ha consentito di prendere in considerazione, dal punto di vista della turbolenza atmosferica e delle caratteristiche microclimatiche, le alternanze stagionali dei vari parametri.

Lo studio della dispersione degli inquinanti in atmosfera è stato condotto su un’area vasta quadrata di 100 km2 centrata sul sito della Discarica. La griglia utilizzata in tale contesto è costituita da 100 x 100 celle quadrate spaziate di 0,1 km.

In figura 55 si riporta la mappa con l’individuazione dei domini considerati per l’applicazione di CALMET e CALPUFF.

Deposizioni al suolo di PCDD/F

In questo studio sono stati stimati anche i valori di deposizione al suolo di diossine e furani emessi dal camino del dissociatore molecolare di Gello, utilizzando i moduli di deposizione secca e umida che CALPUFF propone per simulare la rimozione degli inquinanti.

L’analisi risulta complessa in quanto non esistono ancora metodi esaustivi in grado di fornire risposte adeguate e complete sulla ripartizione in fase gassosa e solida di tale tipologia di inquinanti.

La ripartizione di PCDD/F nelle due fasi è essenzialmente regolata da parametri quali la temperatura ambiente, l’umidità relativa, le proprietà degli stessi composti considerati e la superficie disponibile delle particelle su cui condensano.

Sostanzialmente i PCDD/F tendono a ridistribuirsi tra fase gassosa e solida in funzione del peso molecolare e della temperatura ambiente. Si riscontra pertanto una prevalenza di PCDD/F in fase gassosa nelle stagioni calde, mentre la situazione inversa si presenta nella stagione fredda.

(20)

ANALISI DEGLI IMPATTI 265

Figura 55 - Domini di Calcolo e Centraline

(21)

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e presenza di diossine e di IPA nell’atmosfera nord ovest di Milano”, Lollio D.I.I.A.R., Politecnico di Milano 2005.

Stagione % Gas % Particolato

Inverno 0 100

Primavera 50 50

Estate 100 0 Autunno 50 50 Tabella 95 - PCDD/F: Ripartizione Gas/Adsorbito in Base alla Stagione

Ai fini della simulazione è stata considerata in via cautelativa una distribuzione granulometrica del particolato tipica di un inceneritore comunale di rifiuti, non controllato (U.S EPA Appendix B.1 Particle Size Distribution Data and Sized Emission Factors for Selected Sources; chapter 2.1).

Per la stima della percentuale in peso delle varie classi granulometriche di particolato in uscita dal camino, essendo presente un sistema di filtrazione (filtro a tessuto), sono stati applicati i coefficienti di abbattimento indicati, per le varie classi granulometriche, in tabella 2.3 del documento U.S. EPA Appendix B.2 Generalized Particle Size distribution.

La seguente tabella 96 riporta la suddivisione del particolato in classi granulometriche, il diametro medio di ogni classe e, in base alle indicazioni dell’U.S. EPA sopra citate, si individua una percentuale di particolato per ogni classe granulometrica studiata.

Classe Diametro (µm)

Diametro medio

(µm)

% in peso senza sistemi di abbattimento

Efficienza di abbattimento

(%)

% in peso con sistemi di abbattimento

1 <2,5 1,25 26 99 68

2 2,5 - 6 4,25 4,6 99,5 6

3 6 - 10 8 7,4 99,5 10

4 >10 25 62 99,9 16

Tabella 96 - Suddivisione del Particolato in Classi Granulometriche

Si è quindi stimata la superficie disponibile per la deposizione per ogni classe granulometrica, seguendo le indicazioni riportate nel HHRAP (Human Healt Risk Assessment Protocol) pubblicato da U.S. EPA nel 2005.

Nella tabella 97 si esplicitano le variabili utilizzate per il calcolo: per ciascuna classe

(22)

ANALISI DEGLI IMPATTI

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 267

granulometrica, una volta definiti il volume e la superficie, è stata valutata la superficie specifica come rapporto tra superficie e volume. Dal prodotto tra la superficie specifica e la percentuale in peso di particolato si ottiene la superficie disponibile per la deposizione.

Infine l’ultima colonna della tabella mostra, per ogni classe, la frazione sul totale della superficie disponibile per la condensazione dei PCDD/F sul particolato.

Classe Diametro (µm)

Diametro medio

(µm)

Superficie (µm2)

Volume (µm3)

Sup.

Spec (1/µm)

% in Peso

Sup.

disp.

Fraz sup.

disp.

(% sul tot)

1 <2,5 1,25 4,9 1 4,8 68 3,27 94,3

2 2,5 - 6 4,25 56,8 40,2 1,4 6 0,09 2,5

3 6 - 10 8 201,1 268,1 0,7 10 0,07 2,1

4 >10 25 1.963,8 8.182,2 0,2 16 0,04 1,1

Tabella 97 - Stima per Ciascuna Classe Granulometrica della Frazione di Superficie Disponibile per la Condensazione

Per ogni classe granulometrica sono state stimate le deposizioni secca e umida per ciascuna stagione.

Per quanto riguarda le deposizioni umide sono stati utilizzati i coefficienti di scavenging per le precipitazioni piovose e nevose, riportati in “La micrometeorologia e la dispersione degli inquinanti in aria” (APAT 2003) e riassunti in tabella 98 seguente.

Classe Pioggia Neve

<2,5 3,0E-05 1,0E-05

2,5 - 6 3,0E-05 1,0E-05

6 - 10 3,0E-05 1,0E-05

>10 2,2E-04 7,3E-05

Tabella 98 - Coefficienti di Scavenging Utilizzati [s-1], APAT

Per quanto riguarda la deposizione secca, essa viene calcolata dal codice con la sola indicazione del diametro medio della classe.

Svolte le simulazioni per ogni stagione, la portata di diossine e furani è stata ripartita sulla distribuzione granulometrica del particolato secondo i criteri sopra esposti, proporzionalmente alla frazione di superficie disponibile rappresentata dalla classe considerata.

4.2.2.1.3 Scenario Attuale – 2008

Per la caratterizzazione degli impatti attuali sulla qualità dell’aria dei due motori Jenbacher è stato considerato che questi funzionino al carico massimo non per le

(23)

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e corrispondenza dei camini degli stessi, considerando lo scenario emissivo (per NOx, PTS e SO2) caratteristico del loro funzionamento al carico massimo. Conservativamente è stato assunto che le emissioni di NO2 siano equivalenti a quelle degli NOx. Si ricorda che, all’uscita dal camino, la maggior parte degli NOx è composta da NO che in seguito, in atmosfera, viene parzialmente trasformato in NO2. Analogamente si sono considerate le emissioni di PM10 alla stregua di quelle di polveri totali sospese (PTS). Le caratteristiche delle sorgenti emissive sono riportate in tabella 99.

Per quanto concerne la stima degli impatti attuali generati dalle emissioni dei due lotti di discarica (quello esaurito e quello in esercizio) sono state considerate le concentrazioni di acido solfidrico e benzene misurate con appositi monitoraggi effettuati da Indam laboratori chimici srl, di cui in Allegato 4 si riportano i rapporti di prova; per il metano ci si è riferiti alle concentrazioni registrate dalla centrale di controllo per il trattamento e combustione del biogas nel 2008.

Dal punto di vista della simulazione, le discariche sono state simulate come due sorgenti areali distinte, ciascuna con proprie caratteristiche emissive, riportate rispettivamente in tabella 100 e in tabella 101. Le emissioni diffuse sono state valutate considerando, sulla base di misurazioni dei flussi di gas e del biogas avviato ai motori, un’efficienza di captazione del 60% per il lotto esaurito e del 70% per quello in esercizio. Anche per le discariche si è considerata un’emissione continua per 8760 h.

Parametri U.d.M. Camino

E1 [m] X: 627.146

Y: 4.833.691 Coordinate UTM -

32N - WGS84

E2 [m] X: 627.157

Y: 4.833.694

Altezza [m] 6

Diametro [m] 0,282

Temperatura [°C] 550

Velocità [m/s] 35,6

Concentrazione di NOx nei fumi [mg/Nm3] 450

Flusso di massa di NOx [kg/h] 1,2 Concentrazione di SO2 nei fumi [mg/Nm3] 10

Flusso di massa di SO2 [kg/h] 0,438 Concentrazione di PTS nei fumi [mg/Nm3] 10

Flusso di massa di PTS [kg/h] 0,0876

Tabella 99 - Caratteristiche Emissive dei Motori Jenbacher – Scenario Attuale - 2008

(24)

ANALISI DEGLI IMPATTI

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 269

Parametri U.d.M. Discarica

Superficie [m2] 132.931

Produzione oraria di biogas [m3/h] 649 Emissione oraria di biogas [m3/h] 260 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 60

Concentrazione di H2S [mg/Nm3] 72,43 Flusso di massa di H2S [g/m2s] 3,93 E-08 Concentrazione di CH4 [g/Nm3] 299,8 Flusso di massa di CH4 [g/m2s] 1,63 E-04 Concentrazione del Benzene [mg/Nm3] 91,1 Flusso di massa di Benzene [g/m2s] 4,94 E-08

Tabella 100 - Caratteristiche Emissive del Lotto Esaurito – Scenario Attuale - 2008

Parametri U.d.M. Discarica

Superficie [m2] 87.548

Produzione oraria di biogas [m3/h] 602 Emissione oraria di biogas [m3/h] 181 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 70

Concentrazione di H2S [mg/Nm3] 30,96 Flusso di massa di H2S [g/m2s] 1,77 E-08 Concentrazione di CH4 [g/Nm3] 249,8 Flusso di massa di CH4 [g/m2s] 1,43 E-04 Concentrazione degli Benzene [mg/Nm3] 76,8 Flusso di massa di Benzene [g/m2s] 4,40 E-08 Tabella 101 - Caratteristiche Emissive del Lotto in Esercizio – Scenario Attuale - 2008

4.2.2.1.4 Scenario 2013

Per lo scenario Scenario 2013 vengono modellate le dispersioni di inquinanti emessi dai due lotti esistenti della Discarica nelle condizioni di massima emissione di biogas prevista dai modelli fornitici (anno 2013), come si può desumere dalla figura 56 e considerando un’efficienza di captazione del biogas del 60% per il lotto esaurito e del 70% per quello in esercizio, analogamente a quanto stabilito per la situazione attuale.

Inoltre si analizzano le dispersioni delle emissioni inquinanti del nuovo motore Jenbacher che si aggiunge ai due già presenti nello Scenario Attuale - 2008 e la cui installazione è prevista nel corso del 2010.

(25)

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e

0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1100 1200 1300 1400 1500

1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010 2012 2014 2016 2018 2020 2022 2024 2026 2028 2030 2032 2034 2036 2038 2040 2042 2044 2046 2048 2050 2052 2054 2056 2058 2060

[Nm3/h]

Figura 56 - Emissione di Biogas dalla Discarica – Stato Attuale

Per quanto concerne le concentrazioni degli inquinanti emessi dalle discariche, sono state considerate, per idrogeno solforato e benzene, quelle già utilizzate nello Scenario Attuale - 2008 e riportate nei rapporti di prova di cui in Allegato 4; per il metano si sono considerate concentrazioni nel biogas pari al 35% per il lotto esaurito e al 45% per quello in coltivazione, stimate tramite l’uso di modelli di calcolo.

Le caratteristiche emissive della Discarica sono raccolte nelle tabelle 102 e 103.

Parametri U.d.M. Discarica

Superficie [m2] 132.931

Produzione oraria di biogas [m3/h] 353 Emissione oraria di biogas [m3/h] 141 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 60

Concentrazione di CH4 [g/Nm3] 249,8 Flusso di massa di CH4 [g/m2s] 7,36 E-05 Concentrazione di H2S [mg/Nm3] 72,43 Flusso di massa di H2S [g/m2s] 2,13 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/Nm3] 91,1 Flusso di massa di Benzene [g/m2s] 2,68 E-08

Tabella 102 - Caratteristiche Emissive del Lotto Esaurito, Scenario 2013

(26)

ANALISI DEGLI IMPATTI

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 271

Parametri U.d.M. Discarica

Superficie [m2] 87.548

Produzione oraria di biogas [m3/h] 1231 Emissione oraria di biogas [m3/h] 369 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 70

Concentrazione di CH4 [g/Nm3] 321,2 Flusso di massa di CH4 [g/m2s] 3,77 E-04 Concentrazione di H2S [mg/Nm3] 30,96 Flusso di massa di H2S [g/m2s] 3,63 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/Nm3] 76,8 Flusso di massa di Benzene [g/m2s] 9,02 E-08

Tabella 103 - Caratteristiche Emissive del Lotto in Esercizio, Dispersione di Biogas - 2013

Per la caratterizzazione dell’impatto sulla qualità dell’aria dei tre motori Jenbacher (di cui due già in esercizio nello Scenario Attuale – 2008 ed uno da installare in quanto prescritto dalla Provincia di Pisa) è stato considerato che essi funzionino al carico massimo non per le effettive ore previste (8000), ma per la totalità delle 8760 ore presenti in un anno. Le simulazioni delle dispersioni in atmosfera delle emissioni dei motori sono state effettuate utilizzando tre sorgenti puntuali posizionate in corrispondenza dei camini degli stessi, considerando lo scenario emissivo (per NOx, PTS e SO2) caratteristico del loro funzionamento al carico massimo. Conservativamente è stato assunto che le emissioni di NO2 siano equivalenti a quelle degli NOx e quelle di PM10 a quelle di polveri totali sospese (PTS).

Le caratteristiche emissive dei motori Jenbacher sono raccolte in tabella 104.

Parametri U.d.M. Camino

E1 [m] X: 627.146

Y: 4.833.691

E2 [m] X: 627.157

Y: 4.833.694 Coordinate UTM -

32N - WGS84

E3 [m] X: 627.167

Y: 4.833.675

Altezza [m] 6

Diametro [m] 0,282

Temperatura [°C] 550

Velocità [m/s] 35,6

Concentrazione di NOx nei fumi [mg/Nm3] 450

Flusso di massa di NOx [kg/h] 1,2 Concentrazione di SO2 nei fumi [mg/Nm3] 50

Flusso di massa di SO2 [kg/h] 0,133 Concentrazione di PTS nei fumi [mg/Nm3] 10

Flusso di massa di PTS [kg/h] 0,027

Tabella 104 - Caratteristiche Emissive dei Motori Jenbacher – Scenario 2013

(27)

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e efficienza di captazione per i lotti esistenti ed ipotizzando un miglioramento nel sistema di captazione per il lotto futuro (efficienza di captazione 80%), dai camini dei tre motori Jenbacher utilizzati per la combustione del biogas captato (già in esercizio nello Scenario 2013), dal dissociatore molecolare e dallo scrubber in progetto, nell’anno (2019) in cui è previsto il picco emissivo di biogas delle discariche, come visibile in figura 57.

Produzione e captazione biogas stato di progetto - comparto ECOFOR Service SpA

0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1100 1200 1300 1400 1500 1600 1700 1800 1900 2000

1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008 2010 2012 2014 2016 2018 2020 2022 2024 2026 2028 2030 2032 2034 2036 2038 2040 2042 2044 2046 2048 2050 2052 2054 2056 2058 2060

[Nm3/h]

Prodotto disc. ESAURITA Prodotto disc. ESERCIZIO Prodotto disc. NUOVA Captato disc. ESAURITA Captato disc. ESERCIZIO Captato disc. NUOVA

Figura 57 - Emissione di Biogas dalla Discarica – Stato di Progetto

I tre lotti di discarica sono stati simulati come sorgenti areali continue (8760 ore/anno) con le caratteristiche emissive riportate rispettivamente nelle tabelle 105, 106 e 107. Non avendo a disposizione, come logico, dati misurati di concentrazione per gli inquinanti oggetto della simulazione per il lotto in progetto, si è fatto riferimento a quelli riportati nei rapporti di prova di cui in Allegato 4, redatti da Indam laboratori chimici srl, relativamente al lotto in esercizio, considerando che vi verranno conferiti rifiuti (industriali) merceologicamente simili. Per i due lotti esistenti si sono utilizzate le stesse concentrazioni rilevate nelle analisi effettuate nel biogas captato. Per le concentrazioni di CH4 nel biogas emesso, sono state considerate concentrazioni pari al 25% per il lotto esaurito, al 35% per quello in coltivazione e al 45% per quello in progetto, stimate tramite modelli di calcolo.

(28)

ANALISI DEGLI IMPATTI

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 273

Parametri U.d.M. Discarica

Superficie [m2] 132.931

Produzione oraria di biogas [m3/h] 180

Emissione oraria di biogas [m3/h] 72

Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 60

Concentrazione di CH4 [g/Nm3] 178,5

Flusso di massa di CH4 [g/m2s] 2,69 E-05 Concentrazione di H2S [mg/Nm3] 72,43 Flusso di massa di H2S [g/m2s] 1,09 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/Nm3] 91,1 Flusso di massa di Benzene [g/m2s] 1,37 E-08 Tabella 105 - Caratteristiche Emissive del Lotto Esaurito, Scenario Futuro - 2019

Parametri U.d.M. Discarica

Superficie [m2] 87.548

Produzione oraria di biogas [m3/h] 867

Emissione oraria di biogas [m3/h] 260

Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 70

Concentrazione di CH4 [g/Nm3] 249,8

Flusso di massa di CH4 [g/m2s] 2,06 E-04 Concentrazione di H2S [mg/Nm3] 30,96 Flusso di massa di H2S [g/m2s] 2,55 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/Nm3] 76,8 Flusso di massa di Benzene [g/m2s] 6,33 E-08 Tabella 106 - Caratteristiche Emissive del Lotto in Esercizio, Scenario Futuro - 2019

Parametri U.d.M. Discarica

Superficie [m2] 68.908

Produzione oraria di biogas [m3/h] 820 Emissione oraria di biogas [m3/h] 164 Efficienza del sistema di captazione del biogas [%] 80

Concentrazione di CH4 [g/Nm3] 321,23 Flusso di massa di CH4 [g/m2s] 2,12 E-04 Concentrazione di H2S [mg/Nm3] 30,96 Flusso di massa di H2S [g/m2s] 2,05 E-08 Concentrazione del Benzene [mg/Nm3] 76,8 Flusso di massa di Benzene [g/m2s] 5,08 E-08 Tabella 107 - Caratteristiche Emissive del Lotto in Progetto, Scenario Futuro - 2019

Per la caratterizzazione dell’impatto sulla qualità dell’aria dei tre motori Jenbacher è stato considerato lo scenario emissivo (per NOx, PTS e SO2) caratteristico del loro funzionamento al carico massimo già descritto al paragrafo precedente relativamente allo Scenario 2013. Conservativamente è stato assunto che le emissioni di NO2 siano equivalenti a quelle degli NOx e quelle di PM10 a quelle di polveri totali sospese (PTS).

Si rimanda pertanto alla tabella 104 per la caratterizzazione emissiva dei motori alimentati a biogas.

Per la stima dell’impatto odorigeno e per la verifica del rispetto del limite di guardia

(29)

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e presenti in un anno effettuando 5 ricambi di aria ogni ora e che le unità odorigene emesse (300 U.O./Nm3) siano costituite dal medesimo inquinante, ossia l’H2S, in modo da poter valutare l’impatto cumulato delle discariche e dello scrubber.

Le caratteristiche della sorgente emissiva sono riportate in tabella 108.

Parametri U.d.M. Camino

Coordinate UTM - WGS84 - Fuso 32N [m] X: 627.322 Y: 4.833.041

Altezza [m] 17

Diametro [m] 2,1

Temperatura [°C] 14

Velocità [m/s] 12

Concentrazione di H2S nei fumi [µg/Nm3] 127,5(1) Flusso di massa di H2S [g/s] 5,05*10-3

(1) Corrispondenti a 300 U.O./Nm3

Tabella 108 - Caratteristiche Emissive dello Scrubber – Scenario Futuro - 2019

Per quanto concerne, infine, il dissociatore molecolare, per la determinazione degli impatti sulla qualità dell’aria e dei suoli è stato considerato, conservativamente, che esso funzioni al carico massimo non per le effettive ore previste (8000), ma per la totalità delle 8760 ore presenti in un anno. Le simulazioni delle dispersioni in atmosfera degli inquinanti sono state effettuate utilizzando una sorgente puntuale equivalente posizionata nel punto intermedio della distanza tra i centri dei due camini dell’impianto in progetto e considerando lo scenario emissivo (per NOx, PTS, SO2 e PCDD/F) caratteristico del funzionamento dello stesso al carico massimo come sarebbe in esercizio. Conservativamente è stato assunto che le emissioni di PM10 siano equivalenti a quelle delle polveri totali e che quelle di NO2 siano equivalenti a quelle degli NOx.

Le caratteristiche della sorgente emissiva sono riportate in tabella 109.

Parametri U.d.M. Camino virtuale

Coordinate UTM - WGS84 - Fuso 32N [m] X: 627.359 Y: 4.832.985

Altezza [m] 30

Diametro equivalente [m] 1,697

Temperatura [°C] 140

Velocità [m/s] 18

Concentrazione di NOx nei fumi(1) [mg/Nm3] 150

Flusso di massa di NOx [kg/h] 12,9

Concentrazione di Polveri Totali nei fumi(1) [mg/Nm3] 10 Flusso di massa di Polveri Totali [kg/h] 0,86

Concentrazione di SO2 nei fumi(1) [mg/Nm3] 50

(30)

ANALISI DEGLI IMPATTI

Studio di Impatto Ambientale del progetto definitivo dell’impianto di dissociazione molecolare e 275

Parametri U.d.M. Camino virtuale

Flusso di massa di SO2 [kg/h] 4,3

Concentrazione di PCDD/PCDF nei fumi(1) [ngTE/Nm3] 0,1 Flusso di massa di PCDD/PCDF [g/s] 2,39*10-9

Tabella 109 - Caratteristiche Emissive del Dissociatore Molecolare – Scenario Futuro - 2019

Nota: (1) Rif. Fumi secchi 11% O2

Non sono state considerate le emissioni di polveri totali dal silos di stoccaggio del PSR in quanto la loro portata annua può essere ragionevolmente considerata come trascurabile (1,2 kg/anno).

4.2.2.1.6 Recettori Discreti

I recettori sensibili individuati in prossimità della discarica per la valutazione delle ricadute di idrogeno solforato e di metano, di cui nella tabella seguente sono riportate le coordinate geografiche, sono rappresentati in figura 58.

(31)

Figura 58 - Ubicazione Ricettori limitrofi al comparto rifiuti (Scala 1:25000)

figura

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Riferimenti

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