Sunset Boulevard

Nel documento Il narratore inattendibile: casi esemplari (pagine 97-107)

NARRAZIONE INATTENDIBILE

I GRANDI CLASSIC

3.4 Sunset Boulevard

Sunset Boulevard è un film del 1950 diretto da Billy Wilder, con protagonisti William Holden, Gloria Swanson ed Erich von Stroheim. Il film critica aspramente i meccanismi cinici e le stravaganze tipiche del mondo hollywoodiano, e dello star system in particolare. È considerato uno dei migliori film di Hollywood sul divismo e sul cinema del passato, ma fu attaccato dai membri dello show-business dell'epoca proprio per le critiche mosse dal regista al mondo di cui faceva parte; ebbe, invece, un notevole successo di critica e pubblico.

3.4.1 Sinossi

La storia viene introdotta, e in parte raccontata, in voce over e in prima persona da Joe Gillis (William Holden), un giovane sceneggiatore di Hollywood che non lavora da tempo ed è senza un soldo.

La pellicola si apre con l'inquadratura di Sunset Boulevard; la voce narrante spiega che sono le cinque del mattino e sta arrivando la polizia, perché in una sfarzosa villa è stato commesso un delitto, di cui sicuramente si leggerà e si sentirà parlare per molto tempo: è una faccenda grossa, poiché vi è coinvolta una vecchia diva del cinema. Il narratore dice che è stato trovato, nella piscina, il cadavere di un giovane uomo, con due pallottole sulla schiena e una nello stomaco; il giovane era uno scrittore di soggetti di poca importanza, ma di lui non viene rivelato nient'altro.

A questo punto ha inizio il lungo flashback, che riporta la storia indietro di sei mesi. Si vede il narratore all'interno del proprio appartamento, intento a scrivere, seppur con poca voglia. Suonano alla porta due ufficiali che vogliono sequestrargli la macchina, poiché lui non la sta più pagando; l'uomo afferma che l'auto non è lì e i due gli dicono che sarebbero tornati la sera successiva: Gillis deve trovare duecentonovanta dollari per potersi tenere l'auto. Uscito di casa, l'uomo si reca alla Paramount da Sheldrake, un produttore a cui aveva consegnato un soggetto, sperando di convincerlo a produrlo. Mentre i due stanno parlando, entra in ufficio Betty Schaefer, una ragazza che lavora lì e che ha letto il soggetto di Gillis. Sheldrake chiede a Betty cosa ne pensi di quel lavoro letto pochi giorni prima e la donna inizia a criticarlo aspramente; Gillis, allora, le rivela di essere l'autore di quel soggetto. Il produttore, comunque, cerca qualcosa di adatto ad un'attrice che vuole far lavorare, e chiede a Gillis di adattare la propria storia. Per l'ennesima volta, Joe va via a mani vuote. Uscito

dall'ufficio, fa un giro di telefonate per cercare i soldi che gli servono, senza risultati. Mentre è in giro in macchina incontra i due ufficiali, i quali iniziano ad inseguirlo. Seminati gli uomini, Joe giunge davanti ad una grande villa che sembra abbandonata; ritiene che sia perfetta per nascondere la sua macchina, anche perché dentro il garage trova un'altra auto, che sembra abbandonata. L'uomo si guarda intorno, finché non vede una donna ad una finestra che lo chiama, invitandolo ad entrare; sulla porta lo aspetta

un maggiordomo che lo incita ad accomodarsi e salire al piano di sopra dalla donna che, a suo dire, lo stava aspettando. Joe non capisce cosa stia succedendo, ma sale comunque al piano superiore; la donna lo fa entrare in una stanza in cui c'è una scimmia morta: aspettava qualcuno che organizzasse il funerale dell'animale e lo seppellisse in giardino. Quando l'uomo le dice che è stato un malinteso, la donna lo caccia via; lui però la riconosce: è Norma Desmond, una grande attrice del cinema muto, che però ormai non è più una diva. Mentre Joe sta per andare via, la donna lo ferma: dato che lui le ha detto di essere uno scrittore, Norma vuole chiedere il suo consiglio per una sceneggiatura che ha scritto; si tratta di un film su Salomè, di cui lei stessa sarà l'attrice protagonista. La donna lo obbliga a sedersi e a leggere la sceneggiatura. Dopo aver finito di leggere alcune pagine, Joe sostiene che il lavoro abbia bisogno soltanto di una sistemata; Norma vuole che lo faccia lui. L'uomo le chiede molti soldi per leggerlo e sistemarlo; lei non fa problemi per il prezzo, a patto che lui rimanga lì fino alla fine del compito. Il maggiordomo, Max, lo accompagna in una stanza sopra il garage. La mattina dopo Joe si alza e trova tutte le sue cose: vestiti, libri, macchina da scrivere; furioso, si reca da Max, il quale dice di averlo fatto perché Norma glielo ha ordinato. La donna, infatti, pensa che sia meglio che Joe rimanga lì, visto che dovrà lavorare per lei. L'uomo pensa di potersela cavare in poche settimane, ma Norma è sempre lì a controllare e a sindacare su tutto ciò che lui fa. I due iniziano a tutti gli effetti una

convivenza. Due o tre volte la settimana, la donna costringe Joe ad assistere alla proiezione di uno dei film muti di cui lei è protagonista: Max è addetto al proiettore, mentre Norma si siede sul divano accanto a Joe, talvolta anche stringendogli il braccio in preda all'eccitazione di rivedersi sul grande schermo. Ogni tanto giocano anche a bridge insieme ad altri vecchi attori, amici di Norma, che, come lei, non sono più dei divi del cinema. Una sera, durante una partita, arrivano gli ufficiali a portare via la macchina di Joe; la donna così ordina a Max di far sistemare la vecchia auto riposta in garage. Da quel momento, Norma e Joe, accompagnati da Max, escono spesso a fare delle passeggiate in macchina. La donna inizia a fare numerosi regali a Gillis, finché un giorno ordina a Max di farlo trasferire in una camera da letto dentro la villa; la camera è quella che era stata anche dei precedenti tre mariti di Norma. Joe nota che nella casa non ci sono serrature: Max spiega che è un ordine del dottore per evitare che la signora Desmond si chiuda in una stanza e tenti nuovamente il suicidio, a causa della depressione per la fine della propria carriera.

Per Capodanno, Norma organizza un ricevimento senza però invitare nessun altro; Joe si sente in trappola, la donna lo opprime e parla di loro come se fossero una coppia. Dopo una violenta discussione, Gillis va via e si reca ad una festa a casa del suo migliore amico, Artie Green; lì incontra nuovamente Betty Schaefer, che adesso è fidanzata proprio con il suo amico. Poco dopo, Joe chiama Max per chiedergli di preparargli le sue cose

per andare via dalla villa, ma l'uomo gli dice di non avere tempo perché in casa c'è il dottore: Norma ha trovato il suo rasoio e si è tagliata le vene. Joe torna immediatamente a casa, sale nella camera della donna e la trova distesa sul letto con i polsi fasciati. Norma gli confessa di essere innamorata di lui e tenta di mandarlo via da casa, ma lui si sente in colpa e non vuole lasciarla sola; la donna scoppia a piangere, Joe le si avvicina e i due si baciano.

Qualche tempo dopo, Betty chiama alla villa in cerca di Joe, ma Max le dice di non richiamare più. Intanto, Norma ordina al maggiordomo di inviare il suo copione alla Paramount: si sente fiduciosa circa la buona riuscita del film ed è di buon umore per la relazione con Joe, il quale però non è altrettanto felice. Una sera, mentre si stanno recando a casa di uno degli amici della donna, si fermano perché Joe deve comprare delle sigarette; lì incontra Artie con Betty, la quale gli dice di averlo cercato dopo Capodanno e di averlo anche chiamato alla villa, senza essere mai riuscita a trovarlo. È impaziente di dirgli che la scena di cui avevano parlato alla festa è piaciuta al produttore e adesso tutti stanno aspettando il soggetto per il film; Joe, però, dice di non voler lavorare a questo progetto e va via.

La relazione tra Joe e Norma continua, ma l'uomo pensa continuamente a Betty. Un giorno Max annuncia che al telefono c'è qualcuno della Paramount, ma poiché a telefonare non è stato il regista amico di Norma, Cecile DeMille, la donna decide di non accettare la

telefonata e di recarsi personalmente agli studios. Il regista viene immediatamente avvisato dell'arrivo della signora Desmond e capisce che si trova lì per parlare del suo “orrendo copione”. La donna si lamenta perché ha fatto chiamare un suo assistente; l'uomo la fa accomodare e intanto convoca l'assistente per sapere perché avesse chiamato Norma: scopre così che lui voleva in prestito la sua macchina per un film. La donna è molto felice per il fatto di essere tornata in un teatro di posa e perché tutti gli attori intorno a lei la riconoscono e la avvicinano; DeMille, però, non sa come dirle che non intende girare alcun film con lei. In quel momento Joe è in macchina, vede Betty e decide di raggiungerla nel suo ufficio; le dice che le lascia totale libertà per quanto riguarda il soggetto e che può scriverlo da sola e prendersi tutto il merito, perché lui non vuole farne parte. Norma saluta DeMille convinta che presto lui la chiamerà per iniziare a girare il film.

Da quel giorno in poi la donna inizia a sottoporsi a numerosi trattamenti, a seguire una rigida dieta e ad andare a letto presto, per prepararsi al suo grande ritorno al cinema. Approfittando di ciò, Joe inizia ad uscire ogni sera per andare da Betty a lavorare al soggetto. Ogni tanto i due fanno delle pause, passeggiando per le strade dei teatri della Paramount e parlando della loro vita. Una sera, tornato a casa, Joe trova Max davanti la porta: l'uomo gli rivela che è stato proprio lui a scoprire Norma, all'età di 16 anni, e a fare di lei una stella, perché era il regista dei suoi primi film; poi

confessa anche di essere stato il suo primo marito e di aver accettato di farle da maggiordomo perché non sopportava l'idea di starle lontano. Quella stessa sera, mentre Joe sta dormendo, Norma esce dalla sua stanza da letto e trova il copione nella tasca del cappotto dell'uomo; legge il nome di Betty accanto a quello di Joe e capisce che lui esce ogni sera per vedere la ragazza.

Il giorno seguente, Joe e Betty sono a lavoro ma la ragazza appare turbata: ha ricevuto un telegramma da Artie, il quale vuole che lei vada subito in Arizona dove lui sta lavorando, perché lì potranno sposarsi con pochi soldi e fare la luna di miele. La ragazza scoppia in lacrime e confessa di non essere più innamorata del fidanzato da quando Joe è entrato nella sua vita; così i due si baciano. Tornato a casa, l'uomo è turbato e non sa come fare per svincolarsi dal rapporto con Norma; mentre è nella sua stanza, sente la donna parlare a bassa voce al telefono: ha chiamato Betty a casa e le sta chiedendo se conosca o meno un certo signor Gillis e cosa sappia di lui esattamente. Improvvisamente Joe entra nella stanza e le strappa il telefono dalle mani per dire a Betty di raggiungerlo dove vive. Norma scoppia in lacrime e dice che in quelle settimane è stata molto male e implora Joe di non odiarla. Intanto Betty arriva alla villa; l'uomo la fa entrare e le fa visitare la casa. Poi inizia a raccontarle come mai lui viva lì con Norma Desmond, ma Betty non vuole accettare la realtà dei fatti e implora l'uomo di andare via con lei. Joe però non vuole farlo, perché in

fondo lì vive tranquillo e fa qualcosa che gli permette di guadagnare, anche se in modo non proprio rispettabile. Invita la ragazza ad andare via e le dice di divertirsi in Arizona; Betty va via in lacrime. A quel punto l'uomo sale di nuovo in camera, senza degnare Norma di uno sguardo; la donna entra nella stanza e vede Joe preparare i bagagli: vuole lasciarla, ma lei tenta di convincerlo in ogni modo a non farlo. A quel punto Gillis le confessa la verità sulla telefonata della Paramount e sulle lettere che continua a ricevere da quelli che pensa siano i suoi fan; Max, però, non conferma le storie raccontate da Joe, anzi prende i bagagli dell'uomo e li porta in macchina. Joe scende le scale, seguito da Norma che ha in mano una pistola; non appena i due sono fuori, la donna spara all'uomo, che cade a faccia in giù nella piscina. Norma resta appoggiata ad una colonna, ripentendo che le stelle non hanno età.

Si torna alla scena del ritrovamento del cadavere in piscina. La polizia lo tira fuori dall'acqua e la voce narrante cessa di raccontare. La macchina da presa torna nella casa, piena di giornalisti e poliziotti; nella camera da letto di Norma, la donna è seduta davanti lo specchio attorniata dai poliziotti che le fanno domande circa l'omicidio, mentre lei, impassibile e fuori dalla realtà, si sistema i capelli. Un uomo entra nella camera per annunciare l'arrivo degli operatori del cinegiornale e Norma, sentendo ciò, pensa che si tratti degli operatori venuti lì per girare il film di DeMille: Max la asseconda, per farla scendere giù; la polizia capisce cosa sta succedendo

e sta al gioco. Norma esce dalla camera e chiede di quale scena si tratti; inizia così a scendere le scale, calata nella parte. Tutti intorno a lei sanno che si tratta di una farsa e la guardano con compassione. La donna è davvero convinta di essere tornata a lavoro e interrompe la scena per fare un discorso di ringraziamento; poi, pronta per il suo primo piano, si avvicina lentamente alla macchina da presa.

3.4.2 Commento

In questa pellicola, il narratore è autodiegetico, in quanto non solo narra in prima persona, in voce over, quanto sta accadendo, ma è anche il protagonista del lungo flashback. Joe Gillis, però, è anche un narratore inattendibile perché non rivela di essere lui stesso l'uomo morto della prima scena. La vicenda inizia con il ritrovamento del suo cadavere nella piscina; la sua voce fuori campo, rivolgendosi direttamente allo spettatore, inizia a raccontare ciò che accaduto sei mesi prima di quel fatto, senza dire, però, che l'uomo morto è proprio lui. In Sunset Boulevard viene utilizzato un espediente all'epoca poco diffuso, ovvero un personaggio morto che racconta i fatti al presente, narrando anche cose a cui di fatto non ha potuto assistere; è dunque un narratore inattendibile, perché omette un particolare molto importante. Se all'epoca un escamotage del genere era poco diffuso, nel cinema moderno è stato invece utilizzato altre volte; un esempio fra tutti, è sicuramente American Beauty di Sam Mendes (2000), con la

differenza sostanziale che lì il narratore e protagonista della vicenda rivela immediatamente che di lì a pochi mesi morirà.

L'intenzione del narratore in Sunset Boulevard, a differenza di alcuni film di cui si è parlato in precedenza e di altri di cui si parlerà successivamente, non è quella di ingannare lo spettatore; egli semplicemente, dopo la scena iniziale, racconta la storia dal principio, per lasciare l'effetto sorpresa alla fine. Precisamente, Joe Gillis dice che è stato trovato “il cadavere di un giovanotto nella piscina di una villa” (minuto 02:20), quindi non fornisce alcuna informazione circa l'identità dell'uomo, né tantomeno si preoccupa di puntualizzare che è lui stesso: lo descrive come uno qualsiasi, “uno scrittore di soggetti di poca importanza”. In verità, il volto dell'uomo in piscina viene mostrato subito (minuto 02:33), e forse lo spettatore più attento può intuire che si tratti della stessa persona che si vede nella scena immediatamente successiva, ma di fatto questo non viene detto se non alla fine, quando, dopo aver mostrato l'omicidio di Gillis, la sua voce smette di narrare.

Questa pellicola è l'esempio di come, negli anni, la narrazione inattendibile si sia evoluta, perché, appunto, un espediente del genere oggi probabilmente non sorprenderebbe più lo spettatore, come invece era accaduto all'epoca dell'uscita del film. Si tratta di una forma paradossale dello sdoppiamento tra personaggio e narratore omodiegetico: è ovvio che soltanto al cinema, in un film di finzione, possa accadere che un

personaggio defunto si insinui nella narrazione, raccontando “da morto” una vicenda che lo vede ancora in vita.

Nel documento Il narratore inattendibile: casi esemplari (pagine 97-107)