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2. LA GESTIONE STRATEGICA DELLA DESTINAZIONE: DESTINATION

2.1. IL TURISMO INCOMING IN ITALIA

2.1.1 Panoramica dei flussi di incoming e analisi economica

Dopo questa prima introduzione teorica al macro-argomento, passiamo ad analizzare l’evoluzione dei flussi turistici di incoming in Italia negli ultimi 12 anni. I risultati della rilevazione sul ‘Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi’21 evidenziano un trend sommariamente positivo, sia in termini di arrivi che di presenze, fino al 2007. Nel biennio 2008-2009 si osserva un calo delle presenze, con un progressivo recupero nel 2010 e un notevole incremento nel 2011, anno in cui sono state registrate 11 milioni di presenze in più rispetto l’anno precedente.

Tabella 6 - Arrivi, presenze e permanenza media negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti

Fonte: Istat “Movimento dei clienti nelle strutture ricettive”

21 La rilevazione Istat un’indagine censuaria condotta mensilmente che produce i dati sulla fruizione (arrivi e presenze), da parte dei cittadini residenti e non residenti in Italia, delle strutture ricettive operanti sul territorio nazionale. Gli arrivi corrispondono al numero di clienti, residenti e non residenti in Italia, ospitati negli esercizi ricettivi, alberghieri o extra- alberghieri, nel periodo considerato. Le presenze, invece, corrispondono al numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi.

Valori Assoluti (in milioni) Residenti

Non

residenti Totale

Arrivi Presenze P.M. Arrivi Presenze P.M. Arrivi Presenze P.M. 2000 44.924 198.528 4,42 35.107 140.357 4,00 80.032 338.885 4,23 2001 46.005 203.651 4,43 35.768 146.672 4,10 81.773 350.323 4,28 2002 45.675 199.678 4,37 36.355 145.560 4,00 82.030 345.247 4,21 2003 47.719 204.760 4,29 35.006 139.653 3,99 82.725 344.413 4,16 2004 49.241 204.447 4,15 36.716 141.169 3,84 85.957 345.616 4,02 2005 50.212 206.754 4,12 38.127 148.501 3,89 88.339 355.255 4,02 2006 51.851 209.903 4,05 41.194 156.861 3,81 93.044 366.765 3,94 2007 53.277 213.176 4,00 42.873 163.466 3,81 96.150 376.642 3,92 2008 53.749 211.869 3,94 41.797 161.797 3,87 95.546 373.667 3,91 2009 54.375 211.269 3,89 41.125 159.494 3,88 95.500 370.762 3,88 2010 55.020 210.340 3,82 43.794 165.202 3,77 98.814 375.543 3,80 2011 56.263 210.421 3,74 47.461 176.474 3,72 103.724 386.895 3,73 2012 55.130 200.947 3,64 48.736 180.465 3,7 103.867 381.412 3,67

A partire dal 2012, con la riacutizzazione della crisi economica, si registra una nuova fase di contrazione del settore turistico. Agli oltre 103 milioni di arrivi, corrispondono circa 381 milioni di presenze negli esercizi ricettivi italiani. Le presenze dei clienti residenti in Italia sono circa 200 milioni, mentre quelle dei non residenti circa 180 milioni. Rispetto al 2011 il numero complessivo di presenze in Italia diminuisce di circa 5,5 milioni di notti(- 1,4%), il numero degli arrivi, invece, mostra una sostanziale stabilità (+0,1%).

Figura 1 - Arrivi e presenze totali nelle strutture ricettive. Anni 2000-2012 (valori assoluti x1000) 0 50.000 100.000 150.000 200.000 250.000 300.000 350.000 400.000 450.000 2000 2002 2004 2006 2008 2010 2012 Arrivi T otali Presenz e Totali

Fonte: Istat “Movimento dei clienti nelle strutture ricettive”

Il confronto tra i dati del 2012 e quelli del 2011 evidenzia una significativa differenza di comportamento tra la componente residente (italiana) e quella non residente (straniera). Mentre le presenze e gli arrivi dei residenti diminuiscono rispettivamente di circa 10 milioni e 1 milione rispetto al 2011, nello stesso periodo ‘i non residenti’ crescono significativamente, sia in termini di presenze, con circa 4 milioni di presenze in più, sia in termini di arrivi, in aumento di oltre 1 milione rispetto al 2011.

Nella figura 2 sono rappresentate le cifre degli arrivi e delle presenze, italiane e straniere, nelle strutture ricettive del nostro paese. Dal grafico si intuisce il trend sostanzialmente negativo dei flussi residenti, i quali, dopo un periodo di crescita, calano gradualmente negli ultimi anni, sia intermini di arrivi che di presenze; dall’altro lato, invece, gli arrivi e, in particolare, le presenze dei turisti stranieri appaiono in costante aumento.

Figura 2 - Arrivi e presenze italiani e stranieri nelle strutture ricettive. Anni 2000-2012 (valori assoluti x1000) 0 50.000 100.000 150.000 200.000 250.000 2000 2002 2004 2006 2008 2010 2012 arrivi ita arrivi str a presenz e ita presenz e str

Fonte: Istat “Movimento dei clienti nelle strutture ricettive”

Il dato che da ormai dodici anni è in progressiva e costante diminuzione è la permanenza media, ossia il numero medio di notti trascorse negli esercizi ricettivi per ogni arrivo, che per il 2012 è stata pari a 3,67 notti per cliente e che evidenzia un calo rispetto al 2011 di 0,006 notti. La permanenza media scende per entrambe le componenti, residenti e non residenti, ma in maniera decisamente più rilevante per la clientela nazionale che passa dalle 3,74 notti di permanenza media nel 2011, alle 3,64 del 2012; la permanenza media dei non residenti registra, invece, una diminuzione meno significativa, passando dalle 3,72 notti del 2011, alle 3,70 del 2012.

Figura 3 - Permanenza Media nelle strutture ricettive. Anni 2000-2012

0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5 4 4,5 5 2000 2002 2004 2006 2008 2010 2012 P.M Ita P.M str anieri P.M totale

Un aspetto che ci sembra importante analizzare è la provenienza dei turisti non residenti nel nostro paese. Il paese leader nella generazione di flussi di incoming verso l’Italia è la Germania, che con una quota sul totale negli esercizi ricettivi pari al 13,6%, risulta essere la nazione che origina più presenze nel nostro paese. Confrontando i dati dal 2008 ad oggi è possibile notare come le quote di presenze dei principali paesi esteri siano piuttosto stabili. Rispetto al 2008 aumenta sensibilmente la quota dei turisti tedeschi (+1,4%) e quella dei turisti provenienti dai paesi emergenti come la Russia (+0,6%), la Cina (+0,4%) e il Brasile (+0,2%). Si registra, invece, una diminuzione dei clienti provenienti dal Regno Unito (-0,4%), dall’Irlanda (- 0,1%) e dalla Spagna (-0,1%).

Tabella 7 - Quote di presenze delle venti principali nazionalità di turisti non residenti e degli italiani sul totale Italia e differenze percentuali. Anni 2008-2012

Quote di presenze Differenza %

PAESE DI RESIDENZA 2008 2012 2012/2008 Italia 56,7 52,7 -4,0 Germania 12,2 13,6 1,4 Paesi Bassi 2,9 3,0 0,1 Francia 2,7 3,0 0,3 USA 2,9 3,0 0,1 Regno Unito 3,3 2,9 -0,4 Svizzera 1,9 2,3 0,4 Austria 2,0 2,2 0,2 Russia 1,0 1,6 0,6 Spagna 1,3 1,2 -0,1 Belgio 1,1 1,2 0,1 Polonia 0,9 1,0 0,1 Danimarca 0,9 0,9 0,0 Repubblica Ceca 0,7 0,8 0,1 Giappone 0,7 0,7 0,0 Cina 0,3 0,7 0,4 Altri Paesi 5,6 6,1 0,5

Totale Presenze Straniere 43,3 47,3 4,0 Totale Presenze 100 100

Se la Germania risulta essere il maggior fruitore estero del turismo nel nostro paese, i Paesi Bassi detengono il primato in termini di permanenza media, con una media notti pari a 5,76. Seguono subito dopo i turisti provenienti dalla Danimarca (5,38 notti) e al terzo posto i turisti tedeschi, che soggiornano negli esercizi ricettivi italiani per una media di 5,09 notti22.

L’Italia è un paese ricco di risorse naturali e culturali, ma a livello regionale esistono alcune regioni in grado di suscitare un appeal più marcato rispetto ad altre. Analizzando la dinamica dei flussi nelle regioni nel biennio 2011- 2012, si nota un aumento delle presenze complessive nella Provincia Autonoma di Bolzano (+1,8%), nella Provincia Autonoma di Trento (+1,3%), in Sicilia (+1,5%), in Valle d’Aosta (+1,3%) e in Lombardia (+0,7%). Per quanto riguarda la clientela residente, la diminuzione delle presenze è estesa a tutto il territorio nazionale e le contrazioni più significative si registrano in Molise (-20,3%), Piemonte (-13,5%) e in Veneto (-8,7%). Il trend della clientela non residente, invece, è positivo in quasi tutte le regioni, gli incrementi più importanti riguardano il Piemonte, la Sicilia e la Provincia Autonoma di Trento, che vedono crescere la propria clientela straniera rispettivamente del 16%, 6,9% e 5,8%. Al contrario, le flessioni più evidenti si registrano nel Molise (-25%), Basilicata (-4%), Campania (-3,2%) e Sardegna (-1,5%).

Secondo i dati relativi al 2012, le regioni dove si concentrano i flussi di presenze più consistenti sono: Veneto (16,4% del totale delle presenze registrate negli esercizi ricettivi italiani), Trentino-Alto Adige (11,8% - con la Prov. Autonoma di Bolzano al 7,7% e la Prov. Autonoma di Trento al 4,1%), Toscana (11,2%) ed Emilia Romagna (9,8%). Tali regioni assorbono insieme il 49,2% delle presenze complessive: il 44,7% delle presenze dei clienti residenti ed il 54,3% di quelle dei clienti non residenti. Quello che si evince dai dati di riferimento è che alcune regioni sono caratterizzate da flussi di clientela prevalentemente non residente, come il Lazio (quasi il 70% delle presenze di clienti non residenti sul totale regionale delle presenze), la Prov.

Autonoma di Bolzano (66,7%) e il Veneto (64,8%). Al contrario, alcune regioni, soprattutto nel Centro e Sud Italia, ricevono un flusso di clienti quasi totalmente domestico: Molise (92,3% di presenze di clienti residenti sul totale regionale delle presenze), Basilicata (92,1%), Abruzzo (85,5%), Marche (83%) e Puglia (82,8%).

L’analisi della situazione turistica incoming dal punto di vista economico, attuata dalla Banca d’Italia, ha rilevato che tra il 1997 e il 2011 le spese degli stranieri in Italia hanno subito una contrazione media annua dell’1,0% e la loro incidenza sul PIL (la cui crescita nel periodo di riferimento è stata solo dello 0,8% medio annuo) è scesa dal 2,5% al 2,0%23. Ad una diminuzione delle spese dei turisti stranieri nel nostro paese, corrisponde anche il progressivo peggioramento del saldo della bilancia turistica, voce del conto corrente dell’Italia solitamente in attivo, che tra il 1997 e il 2011 registra una perdita dello 0,5%, scendendo dall’1,1% allo 0,6%. Solo nel 2011 l’attivo turistico dell’Italia subisce una lieve crescita grazie ad un aumento della spesa turistica dei turisti stranieri.

Tabella 3 - Variazioni nella bilancia dei pagamenti turistica. Anni 1997-2011 Bilancia dei pagamenti turistica

(milioni di euro)

1997 1999 2001 2003 2005 2007 2009 2011

Entrate 26.260 26.724 28.977 27.622 28.453 31.121 28.856 30.891 Uscite 14.665 15.873 16.550 18.236 18.001 19.925 20.015 20.583 Saldo 11.595 10.851 12.427 9.386 10.425 11.169 8.841 10.308 Fonte: Banca d’Italia

La scarsa crescita della spesa turistica incoming nel decennio 2001 e 2010, è da leggersi nel contesto internazionale, come conseguenza della sommatoria di vari fattori, tra i quali: la diminuzione della durata media dei viaggi, l’aumento dell’offerta di destinazioni turistiche concorrenti24 e, in particolar modo, lo sviluppo nel decennio scorso dei voli low cost. Le cause

23 Dati estrapolati da Banca d’Italia (2013). “Il turismo Internazionale in Italia: dati e risultati”, pp.19-21

24 Secondo l’OMT (UNWTO 2011), tra il 2000 e il 2010gli arrivi internazionali sono aumentati dell’1,8 per cento in media, all’anno, nei paesi avanzati, e del 5,6 per cento nelle economie emergenti, specialmente in Asia, Medio Oriente, Africa e America centrale.

della stagnazione delle entrate turistiche internazionali in Italia, è da rintracciarsi nella diminuzione degli introiti relativi ai viaggi di lavoro e nella moderata progressione di quelli per motivi personali. Nel decennio di riferimento il numero dei viaggi di lavoro è aumentato sensibilmente (+0,4%), ma la spesa inerente a tale tipologia di viaggio, che nel 2001 rappresentava circa il 24% del totale, è calata annualmente dell’1,1% a causa soprattutto della diminuzione della spesa media giornaliera, che è scesa da 137 a 120 euro nel periodo considerato. L’attivo turistico italiano, rapportato al PIL, è andato progressivamente diminuendo proprio perché ad un modesto aumento degli arrivi e della spesa media giornaliera dei turisti è corrisposta una progressiva diminuzione della durata media del viaggio. Nel 2012 per la prima volta dall’inizio della crisi, gli introiti generati dal turismo incoming dell’Italia, superano il livello raggiunto nel 2007 a prezzi correnti. Infatti, nel 2012 le spese degli stranieri in Italia ammontano ad oltre 32 miliardi di euro e aumentano circa dello 0,3% rispetto agli introiti registrati nel periodo pre-crisi (nel 2007 le entrate erano circa 31 miliardi).